L'Italian in Algeri; Rossini; Scala; Milano; Ponnelle; Dantone

L’Italiana in Algeri di Rossini alla Scala

La terza delle quattro recite de L’italiana in Algeri in scena alla Scala fino al 18 settembre vede due nuovi interpreti: Adam Plachetka, che subentra definitivamente all’indisposto Mirco Palazzi quale Mustafà, e il previsto Antonino Siragusa, che si alterna con Maxim Mironov nel ruolo di Lindoro.

Una produzione iconica quella creata nel ‘73 da Jean-Pierre Ponnelle (ripresa in quest’occasione da Grischa Asagaroff) che mantiene inalterato tutto il suo splendore. Peccheremo di passatismo ma a noi le produzioni di impronta classica piacciono molto; se poi riescono ad essere opulente senza scadere nel kitsch, ancora meglio. Siamo, certo, influenzati dall’averla fruita in video sin da bambini, ma questa, così come altri spettacoli di Ponnelle, si conferma dati alla mano un evergreen. Non esistono registi che a decenni dalla loro scomparsa contano un numero così cospicuo di riprese. Questa Italiana è in repertorio alla Wiener Staatsoper e lo è stata per decenni al Met e alla Scala. La cenerentola, ripresa due stagioni fa dalla Scala, è tuttora in repertorio alla Bayerische Staatsoper di Monaco. In ultimo, sempre la Wiener Staatsoper ha dismesso la sfortunata produzione de Le nozze di Figaro per la regia di Jean-Louis Martinoty, riesumando quella intramontabile di Ponnelle che, così, insieme al dittico Cavalleria e Pagliacci, sale a quota tre allestimenti nella sola Vienna. 

Venendo all’esecuzione scaligera del 16 settembre, Ottavio Dantone conferisce un po’ più di brio rispetto alla prima di venerdì scorso (10 settembre). Organico ridotto all’osso, qualche voluta secchezza negli archi, il primo atto fila benissimo; nel secondo le soluzioni ritmiche adottate finiscono per compromettere gli equilibri tra l’orchestra e il palcoscenico con maggiore cadenza sino a essere evidenti in <<Sento un fremito>>.

Adam Plachetka ha già interpretato Mustafà a Vienna sia nel 2013 (per una sola recita) che nel 2017 e si conferma un interprete generoso. Dotato di un timbro più baritonale che da basso si districa con abilità in un ruolo pieno di insidie sin dalla sortita <<Delle donne l’arroganza>> risolvendo poi benissimo <<Già d’insolito ardore nel petto>>. L’unica pecca è l’italiano perfettibile, problema che emerge vista anche la perizia dei colleghi che lo affiancano: l’ineccepibile Taddeo di Roberto De Candia sia vocalmente che sulla scena) e l’ottimo Antonino Siragusa (Lindoro). Il tenore siciliano, che non ascoltavamo dal vivo da qualche anno, si conferma in possesso di un ottimo squillo; affronta il ruolo con disinvoltura e si impone sin dalla sortita con un ottimo <<Languir per una bella>>. Detto degli uomini, veniamo ora a Gaëlle Arquez (Isabella), che sembra aver messo d’accordo un po’ tutti. La presenza scenica è disinvolta, la recitazione curata, ma sotto il profilo vocale la sua prova passa un po’ in sordina. Sia vocalmente che nella cura dei recitativi siamo certi possa fare molto di meglio. Non è una questione di aderenza linguistica, poiché il suo italiano è ineccepibile, ma espressiva. Frasi quali <<Già ci siam. Tanto fa. Convien portarla…>> meriterebbero ben altra cura.

Completano degnamente il cast Giulio Mastrototaro (Haly), Enkeleida Kamani (Elvira) e Svetlina Stoyanova (Zulma). Successo caloroso per tutti al termine. L’ultima recita si terrà il 18 settembre sempre alle ore 20. Si segnala il concerto di martedì 21 con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniele Gatti; in programma la Terza di Schubert e la Quarta di Mahler (con il soprano Chenn Reiss).


Teatro alla Scala
Milano | 16 settembre 2021

L’italiana in Algeri
dramma giocoso in due atti

musica di Gioachino Rossini
libretto di Angelo Anelli

Mustafà | Adam Plachetka
Elvira | Enkeleda Kamani
Zulma | Svetlina Stoyanova
Haly | Giulio Mastrototaro
Lindoro | Antonino Siragusa
Isabella | Gaëlle Arquez
Taddeo | Roberto De Candia

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Ottavio Dantone
maestro del Coro | Alberto Malazzi
regia, scene e costumi | jean-Pierre Ponnelle
ripresa da Grischa Asagaroff

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