Galleria del Futurismo; Museo del Novecento; Milano; Museo del 900; Boccioni

La nuova Galleria del Futurismo del Museo del Novecento

A pochi mesi dal suo undicesimo compleanno il Museo del Novecento di Milano termina il percorso di rinnovamento iniziato nel febbraio 2019 con il riallestimento dell’ultima parte del percorso espositivo, proseguito nella scorsa primavera con la risistemazione delle sale dedicate all’arte italiana tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta. Con quest’ultimo intervento il museo di piazza Duomo presenta al pubblico una Galleria del Futurismo completamente rinnovata e arricchita dai capolavori della donazione Pasquinelli-Antognini. 

Il nuovo percorso del museo si apre con una piccola sala dedicata ai manifesti futuristi intitolata “Fantasmagoria Futurista” dove il visitatore viene accolto da un lato dall’esposizione di vari manifesti futuristi, mentre dall’altro un’installazione proietta il video delle Teche RAI di Carmelo Bene che legge brani del Manifesto del Futurismo.

A questo punto si entra nella rinnovata Galleria del Futurismo finalmente restituita alla sua originale monumentalità. Sono infatti stati eliminati i tramezzi in corten che suddividevano la galleria in varie salette, creando un vero e proprio cannocchiale visivo che termina nella celeberrima scultura di Boccioni del 1913 Forme uniche della continuità nello spazio. Dopo la sala introduttiva il percorso espositivo vero e proprio parte da una novità: lo strepitoso dipinto di Umberto Boccioni del 1909 Crepuscolo (uno dei sei capolavori donati da Giuseppina Antognini al museo). Si tratta di uno snodo fondamentale dell’arte italiana che segna il passaggio dal divisionismo (del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo) verso le sperimentazioni futuriste. Il percorso espositivo della rinnovata Galleria del Futurismo prosegue da qui in avanti su due binari paralleli che dialogano alternando da un lato i capolavori assoluti che hanno tracciato la rotta del movimento futurista, mentre dall’altro si possono ammirare alcune opere più intime e tradizionali come i ritratti e le nature morte tra cui spicca la Figura del 1913-14 di Mario Sironi (sempre proveniente dalla Donazione Pasquinelli-Antognini). 

Le opere della donazione di Giuseppina Antognini non hanno solo arricchito la nuova Galleria del Futurismo, ma sono andate a completare alcune lacune del percorso come il caso dei due lavori metafisici di de Chirico e Savinio, La sala d’Apollo (Violon) del 1920 e Jour de réception del 1930 che hanno arricchito la sezione del museo dedicata alla metafisica e intitolata “Aria di Parigi”.

In attesa che il progetto del secondo arengario prenda vita, ampliando gli spazi espositivi (e anche quelli dedicati ai servizi per il pubblico) del Museo del Novecento, altre importanti novità attendono il museo già dal prossimo anno. Infatti nel 2022 arriveranno nelle sale i capolavori della Collezione Mattioli depositati in comodato gratuito per 5 anni (rinnovabili), andando a creare quella che sarà la più importante raccolta al mondo dedicata all’arte italiana del primo Novecento.

 

 

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