Opernhaus Zurich; Incoronazione di Poppea; Monteverdi; Dantone; Calixto Bieito; Zurigo

L’incoronazione di Poppea secondo Bieito a Zurigo

Tra i primi titoli messi in scena dalla Opernhaus di Zurigo alla sua riapertura con il pubblico finalmente in sala senza distanziamento (ma con mascherine e green pass), spicca la ripresa de L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, nell’iconico allestimento di Calixto Bieito che aveva debuttato nel 2018. Per questa ripresa è stato confermato Ottavio Dantone alla guida dell’ensemble barocco La Scintilla e anche la stragrande maggioranza del cast tra cui i due protagonisti: Julie Fuchs (Poppea) e David Hansen (Nerone), tra i debuttanti invece si segnalano: Sandra Hamaoui (Fortuna), Emily d’Angelo (Ottavia) e Miklós Sebestyén (Seneca).

La produzione del regista spagnolo porta simbolicamente la vicenda di Nerone e Poppea al centro della nostra quotidianità, ma anche fisicamente al centro del teatro. Infatti l’impianto scenico curato da Rebecca Ringst si compone di una passerella ovale posizionata tra platea e palcoscenico, nello spazio normalmente occupato dalla buca dell’orchestra (in questo caso quindi posizionata al centro dell’anello composto dalla passerella). Sul palcoscenico si trova una scala e alcuni spettatori, mentre davanti ai palchi di proscenio sono posizionati degli schermi. All’interno di questo complesso impianto scenico i personaggi agiscono ripresi costantemente da telecamere, le cui immagini vengono poi mostrate agli spettatori sugli schermi sopracitati. Calixto Bieito trasporta così Nerone e Poppea nel mondo dell’immagine e nel mondo dell’always on. I personaggi infatti strizzano sempre l’occhio alla telecamera, desiderosi di esporsi, di mostrare, di raccontarsi alla telecamera, così come oggi siamo abituati a fare sui nostri profili social. L’incoronazione di Poppea racconta il nostro presente: necessità di apparire, egoismi, eccessi, la centralità del corpo e dell’apparenza: tutti aspetti che ritroviamo nella nostra società e che riescono a mettere in luce quanto quest’opera sia ancora oggi più attuale che mai. Il regista spagnolo firma uno spettacolo davvero interessante che tiene avvinghiato lo spettatore per la sua sfacciata contemporaneità capace di mettere in risalto la partitura seicentesca di Monteverdi. 

Come già detto, tornava sul podio Ottavio Dantone che ha riproposto una versione di Incoronazione perfettamente in linea con la produzione di Bieito: energica, ma anche a tratti sospirante e scegliendo di lasciare pause piene di sottintesi. Numerosissimo il cast coinvolto. Ottima vocalmente e interpretativamente Julie Fuchs che piega la voce lirica, sicurissima nel registro acuto e stilisticamente adeguata, alle smanie di potere di Poppea. Al suo fianco stava David Hansen nei panni di Nerone, una parte difficile da affrontare che lo vede vocalmente a tratti in difficoltà nel registro più acuto, nonché in difficoltà nella dizione italiana. Interpretativamente Hansen e la Fuchs però risultano esplosivi, esattamente come li voleva Bieito. Al debutto nel ruolo e all’Opernhaus era invece Emily D’Angelo che si è rivelata una bella scoperta nei panni di Ottavia, la moglie diseredata di Nerone. Interpretativamente molto intensa, il mezzosoprano americano ha sfoggiato una bella voce vellutata e ben emessa accompagnata ad un’ottima dizione italiana. Una certezza come sempre è stata invece Delphine Galou nei panni en travesti di Ottone: la voce di contralto è sempre ben controllata e stilisticamente risulta ineccepibile. Drusilla era invece una convincente Deanna Breiwick, spavalda vocalmente e interpretativamente. L’ungherese Miklós Sebestyén invece ha invece sfoggiato la sua ottima voce da basso nei panni di Seneca. Tanti gli interpreti che ben completavano il cast, anche se con qualche problema di dizione italiana: dal preciso Jake Arditti nei panni di Amore a Sandra Hamaoui in quelli di Fortuna, dalla Virtù di Hamida Kristoffersen alla spavalda nutrice interpretata da Manuel Nuñez Camelino, così come l’Arnalta di Emiliano Gonzalez Toro, per finire con Bożena Bujnicka (valletto) Thomas Erlank (Lucano), Andrew Moore (Littore) e Andrei Skliarenko (Liberto). 

Grande successo per tutti alla fine di questa rappresentazione per una produzione che nei teatri italiani susciterebbe probabilmente polemiche, ma che a Zurigo è stata accolta con calorosi applausi e accompagnato anche da risate e partecipazione da parte del pubblico. 


Opernhaus Zürich
Zurigo | 26 settembre 2021

L’incoronazione di Poppea
dramma per musica
di Claudio Monteverdi
libretto di Francesco Busenello

Amore / 1 Famigliare | Jake Arditti
Fortuna / Damigella | Sandra Hamaoui
La Virtù | Hamida Kristoffersen
Nerone | David Hansen
Ottavia | Emily d’Angelo
Poppea | Julie Fuchs
Ottone | Delphine Galou
Drusilla | Deanna Breiwick
Nutrice | Manuel Nuñez Camelino
Arnalta | Emiliano Gonzalez TOro
Seneca | Miklós Sebestyén
Valletto | Bożena Bujnicka
Lucano | Thomas Erlank
Littore | Andrew Moore
Liberto | Andrei Skliarenko

Orchestra La Scintilla

direttore | Ottavio Dantone
regia | Calixto Bieito
scene | Rebecca Ringst
costumi | Ingo Krügler
luci | Franck Evin
video | Sarah Derendinger
dramaturg | Beate Breidenbach

 

 

ph. Monika Rittershaus | Opernhaus Zürich

www.opernhaus.ch

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