Salome Zurich; Opernhaus; Zurigo; Simone Young

La Salome di Strauss in scena a Zurigo

L’Opernhaus di Zürich prosegue la propria attività garantendo agli appassionati di tutta Europa un’offerta diversificata, che permette un weekend al mese di poter assistere a ben tre spettacoli (uno il  sabato sera, due la domenica). Nel solo mese di settembre sono state allestite quattro produzioni una nuova (Salome) e tre riprese (L’incoronazione di Poppea, Tosca e I Capuleti e i Montecchi). Viste anche le ridotte dimensioni del teatro, c’è solo da imparare da tanto sforzo produttivo, che risulta quasi sempre in esecuzioni e produzioni degne di interesse.  

Simone Young dirige Salome con la solita professionalità che la contraddistingue. Il gesto è chiaro e leggibile, i tempi sono celeri senza però incorrere nella genericità. Una lettura onesta, pratica, che senza perdersi in intellettualismi o particolari ricercatezze timbriche, si sintetizza in una recita dove tutto funziona in modo ineccepibile. Non vi sono sbavature e, nonostante l’orchestra a organico pieno, mai si eccede in gratuiti effetti roboanti che compromettano le voci. Ancora una volta La Young si conferma una direttrice di qualità. 

Elena Stikhina è una Salome che “trova la quadra” sia nel canto che nella recitazione. Avendola ascoltata in video nella scorsa stagione nello stesso ruolo alla Scala e in Renata ne L’angelo di fuoco (dal Bolshoi), eravamo un po’ prevenuti circa l’emissione a tratti gutturale che traspariva dagli streaming. Dal vivo non è così. Se il soprano evita di ricorrere ad effetti volutamente espressionistici, avrà davanti a sé una grande carriera. Il timbro è bello, la voce piena ed estesa è dotata di ottimo volume e il tedesco è più buono. 

Assai meno incisivo è purtroppo Kostas Smoriginas (Jochanaan) la cui prova è tutta giocata su una ostentata virilità, non sostenuta da una vocalità altrettanto notevole. Il Battista è un ruolo ingrato che necessita di voce duttile e una declamazione stentorea in grado di esaltarne tutto il disprezzo nei confronti di Herodias e Salome. Frasi chiave come <<Zurück, Tochter Babylons! Komm dem Erwählten des Herrn nicht nahe!>> necessitano di una maggiore rifinitura. Probabilmente non era in serata; speriamo ci siano occasioni migliori. 

Veniamo ora ai due mattatori della serata, uno migliore dell’altra: Wolfgang Ablinger-Sperrhacke (Herodes) e Michaela Schuster (Herodias). Sono entrambi ruoli in cui la declamazione prevale sul canto e il solo <<Sie ist in Wahrheit ihrer Mutter Kind!>> di lui varrebbe un applauso a scena aperta. Le pose plastiche della Schuster, le espressioni diaboliche non possono che tributarle accoglienze calorose al termine. Ottimo poi il nutrito stuolo di comprimari con menzione per Mauro Peter (Narraboth) e Siena Licht Miller (Ein Page der Herodias). 

La regia di Andrea Homoki, che ricordiamo essere l’Intendat del teatro, non ha una cifra stilistica definita ed è tutta incentrata sul carisma erotico del Battista (che non fa che copulare sia con Salome che con la stessa Herodias). Le scene di Hartmut Meyer sono molto belle nel loro carattere astratto e danno un’impressione molto migliore rispetto allo streaming. Il disegno luci dell’inossidabile Franck Evin (colonna dell’illuminotecnica della Komische Oper Berlin) mette in evidenza sia i movimenti degli elementi disposti in scena, alcuni dei quali molto interessanti dal punto di vista strettamente tecnico, sia i bei costumi di Mechthild Seipel (tra i quali apprezziamo in particolare il raso rosso destinato ad Herodias).  

Grande successo al termine con meritate acclamazioni per Stikhina e punte di calore per la Young. 


Opernhaus
Zurigo | 10 ottobre 2021

Salome
dramma in un atto
libretto di Hedwig Lachmann
dall’omonimo dramma di Oscar Wilde
musica di Richard Strauss

Herodes | Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Herodias | Michaela Schuster
Salome | Elena Stikhina
Jochanaan | Kostas Smoriginas
Narraboth | Mauro Peter

Philharmonia Zurich

direttore | Simone Young
regia | Andreas Homoki
scene | Hartmut Meyer
costumi | Mechthild Seipel
luci | Franck Evin
coreografia | Arturo Gama
dramaturg | Claus Spahn

 

ph. Paul Leclaire

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