Rigoletto Michieletto Venezia; La Fenice; Gran Teatro La Fenice

Il Rigoletto secondo Michieletto alla Fenice

La stagione 2021 ha portato sul palco del Teatro La Fenice di Venezia uno degli spettacoli più attesi, originariamente previsto nel 2020 e poi rimandato a causa della pandemia. Stiamo parlando del nuovo allestimento di Rigoletto di Verdi firmato da Damiano Michieletto e diretto da Daniele Callegari.

Lo spettacolo firmato da Damiano Michieletto arriva a Venezia dopo aver debuttato nel 2017 alla De Nationale Opera di Amsterdam ed è stato preceduto dalle ormai inevitabili polemiche preventive che accompagnano ormai per puro folklore gli spettacoli del regista veneziano. Michieletto ambienta l’intera vicenda all’interno della mente di Rigoletto (impazzito dalla morte della figlia) che rinchiuso in manicomio rivive in prima persona, attraverso una serie di flashback, le vicende che hanno condotto Gilda alla morte. Le pareti completamente bianche della cella diventano di volta in volta estensioni dei ricordi di Rigoletto (dove vengono proiettate scene dell’infanzia di Gilda) o squarci nella memoria da dove escono come fantasmi che popolano gli incubi di Rigoletto i protagonisti della vicenda. Grazie ad immagini potenti ed evocative Michieletto riesce a dare una lettura estremamente intima, portando in primo piano tutto il dolore di un padre, colpevole di aver causato con le proprie azioni la morte della figlia, unica fonte di gioia. Ossessionato dai ricordi e soprattutto dal Duca, a sua detta causa principale di tutti i mali, Rigoletto si vede costantemente circondato da persone con le sue sembianze, tanto che tutti i cortigiani indossano una maschera con la sua faccia. Uno dei momenti probabilmente più toccanti è proprio il Cortigiani, vil razza dannata perché, diversamente dal solito quando l’odio e il dolore di Rigoletto sono vissuti pubblicamente, davanti alla corte che poco prima lo aveva sbeffeggiato, qua Michieletto ci mostra il dolore intimo di quest’uomo che dopo aver perso tutto, solo, in una stanza bianca (che ricorda l’odore assordante del bianco di Stefano Massini) si trova a fronteggiare i tremendi mostri della propria mente. 

La parte musicale è stata affidata alla bacchetta del maestro Daniele Callegari che ha guidato con piglio deciso ed energico i complessi della Fenice, mettendo in luce gli aspetti più crudi e drammatici della partitura verdiana. Il direttore milanese è stato ben seguito dai complessi della Fenice, tra cui il coro, diretto da Claudio Marino Moretti. 

Il ruolo del titolo è stato affidato a Luca Salsi, che è tornato così a vestire i panni di Rigoletto dopo aver interpretato il buffone ad Amsterdam in occasione del debutto di questa produzione. Salsi è stato protagonista di una prova attoriale veramente intensa dato che la regia prevede la sua presenza in scena quasi ininterrottamente per tutto lo spettacolo. Vocalmente la sua prova è altrettanto intensa, grazie ad un fraseggio ben scolpito, voce dai colori caldi e vellutati ed emozionanti pianissimi. Buona anche la prova del tenore Ivan Ayon Rivas. Lo ritroviamo dopo averlo ascoltato qualche stagione fa ne Il Corsaro al Teatro Municipale di Piacenza e lo troviamo cresciuto. Il giovane tenore peruviano offre una prova di temperamento, ma ben calibrata e scenicamente spavalda. Claudia Pavone è stata un’ottima Gilda, precisa e dalla vocalità luminosa, offrendo un’interpretazione (in linea con le indicazioni registiche) che si distacca dalla tradizione, ritraendo quindi una ragazza stanca del controllo del padre e decisa a prendere in mano la propria vita, qualsiasi siano le conseguenze delle proprie decisioni. Chiudevano il quintetto dei protagonisti il disinvolto Mattia Denti come Sparafucile e la disinibita Valeria Girardello nei panni di Maddalena. Buona la prova dei numerosi comprimari: Carlotta Vichi (Giovanna), Gianfranco Montresor (Monterone), Armando Gabba (Marullo), Marcello Nardis (Borsa), Matteo Ferrara (Ceprano),  Rosanna Lo Greco (Contessa di Ceprano), Emanuele Pedrini (un usciere) e Sabrina Mazzamuto (paggio). 

Grande successo al termine della recita del 10 ottobre che segnava la fine di questa produzione veneziana e che cadeva nel giorno dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi. Non c’era modo migliore per festeggiarlo se non con questo Rigoletto nella città dove per la prima volta ha visto la luce. 


Teatro La Fenice
Venezia | 10 ottobre 2021

Rigoletto
melodramma in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave

dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo
musica di Giuseppe Verdi

Il duca di Mantova | Ivan Ayon Rivas
Rigoletto | Luca Salsi
Gilda | Claudia Pavone
Sparafucile | Mattia Denti
Maddalena | Valeria Girardello
Giovanna | Carlotta Vichi
Il conte di Monterone | Gianfranco Montresor
Marullo | Armando Gabba
Matteo Borsa | Marcello Nardis
Il conte di Ceprano | Matteo Ferrara
La contessa di Ceprano | Rosanna Lo Greco
Un usciere di corte | Emanuele Pedrini
Un paggio della duchessa | Sabrina Mazzamuto

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

direttore | Daniele Callegari
maestro del coro | Claudio Marino Moretti
regia | Damiano Michieletto
scene | Paolo Fantin
costumi | Agostino Cavalca
light designer | Alessandro Carletti

 

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