Adriana Lecouvreur Piacenza

L’Adriana Lecouvreur di Cilea a Piacenza

Per una di quelle strane coincidenze di programmazione nelle scorse settimane tra Milano e l’Emilia Romagna si sono incrociate le recite di due diverse produzione dell’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, al Teatro alla Scala è arrivata la sontuosa produzione firmata da David McVicar, mentre tra Modena e Piacenza è andata in scena una nuova produzione firmata da Italo Nunziata. Purtroppo negli ultimi anni le produzioni di Adriana Lecouvreur andate in scena nei teatri del Nord d’Italia sono quasi sempre state caratterizzate da particolari sfortune e anche a questa nuova produzione emiliana non è toccata sorte differente (invece delle recenti sfortune dell’Adriana scaligera vi abbiamo parlato qui).  In occasione infatti dell’ultima recita al Teatro Municipale di Piacenza di domenica 20 marzo, il previsto Luciano Ganci nei panni di Maurizio ha dovuto dare forfait a causa di una febbre improvvisa; all’ultimo momento è arrivato da Siena Samuele Simoncini che ha sostenuto la parte con un leggio sul palco, senza quindi partecipare all’azione scenica. 

Lo spettacolo ideato da Italo Nunziata sposta l’azione negli anni Cinquanta del Novecento e ambienta la vicenda in una grande stanza che richiama gli spazi di retropalco sottolineando (grazie ad un grande sipario strappato posto di sbieco sul fondo) l’aspetto metateatrale della vicenda. Le scene firmate da Emanuele Sinisi contribuiscono con il loro biaco e nero a spostare la vicenda verso la metà del Novecento, mentre è ai costumi firmati da Artemio Cabassi, che sono perfettamente coerenti con l’ambientazione anni Cinquanta, che tocca il compito di dare gli unici tocchi di colore.

Passando alla parte musicale, alla guida della Toscanini era impegnato il M° Aldo Sisillo che ha diretto con buon piglio mettendo l’orchestra completamente a servizio dei cantanti sul palcoscenico cercando soprattutto di accompagnare la performance di Samuele Simoncini (che ha così debuttato il ruolo), al quale va tutto il nostro plauso per la sua estemporanea interpretazione di Maurizio, grazie alla quale si è salvata la recita. Nel ruolo del titolo era impegnata Maria Teresa Leva (anche lei al debutto nel ruolo) artefice nel complesso di una buona prova, la giovane artista calabrese è dotata di una bella voce lirica ed è stata capace di risolvere perfettamente il ruolo dal punto di vista musicale, tuttavia la resa scenica ci è parsa ancora un po’ acerba. Vincitori della serata sono stati Claudio Sgura con la sua interpretazione di Michonnet e Teresa Romano grazie alla sua perfida Principessa di Bouillon. Claudio Sgura si conferma un grande interprete del repertorio di inizio Novecento, dotato di una bella e vellutata voce baritonale, ha dato vita ad un Michonnet capace di commuovere. Teresa Romano è stata fautrice di una prova tutta in crescendo, grazie al bel timbro e ad un fraseggio sempre puntuale. Ben equilibrato il resto della compagnia impegnata a partire da Saverio Pugliese (l’abate), Adriano Gramigni (il principe di Bouillon), Shay Bloch (Dangeville), Maria Bagalà (Jouvenot), Stefano Consolini (Poisson) e Stponas Zonys (Quinault).

Alla fine della recita il pubblico del Municipale ha tributato calorosi applausi a tutto il cast; prossimo appuntamento con la stagione lirica del Teatro Municipale di Piacenza l’8 e il 10 aprile con Il Farnace di Vivaldi, diretto da uno specialista del repertorio come Federico Maria Sardelli.


Teatro Municipale
Piacenza | 20 marzo 2022

Adriana Lecouvreur
Opera lirica in quattro atti di Arturo Colautti
musica di Francesco Cilea

Adriana Lecouvreur | Maria Teresa Leva
Maurizio | Samuele Simoncini
Michonnet | Claudio Sgura
La principessa di Bouillon | Teresa Romano
L’abate di Chazeuil | Saverio Pugliese
Il principe di Bouillon | Adriano Gramigni
Mademoiselle Dangeville | Shay Bloch
Mademoiselle Jouvenot | Maria Bagalà
Poisson | Stefano Consolini
Quinault | Stponas Zonys
un maggiordomo | Manfredo Meneghetti

Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini
Coro Lirico di Modena

direttore | Aldo Sisillo
maestro del coro | Stefano Colò
regia | Italo Nunziata
scene | Emanuele Sinisi
costumi | Artemio Cabassi
luci | Fiammetta Baldiserri
coreografie | Danilo Rubeca

 

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