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La Iolanta di Čaikovskij al Comunale di Bologna

Tra cambi di cast e di direttore, la Iolanta di Čaikovskij, in forma di concerto, nell’ambito della stagione lirica del Comunale di Bologna riesce finalmente a debuttare. All’indisposta Oksana Lyniv, direttrice musicale del teatro felsineo, subentra il solido Michal Güttler. Rispetto a quanto annunciato in origine, il programma si arricchisce dello Stabat Mater di Hanna Havrylets (1958-2022), prematuramente scomparsa il mese scorso.

Accolta con successo di stima da parte del pubblico, Iolanta vide la luce al Mariinskij di Pietroburgo il 6 dicembre 1892, proposta in dittico insieme a Lo Schiaccionoci. Si capì subito che l’accostamento non era vincente perché annoiava gli appassionati dell’uno e dell’altro genere. Se Lo Schiaccianoci divenne da subito un “titolo di cassetta”, Iolanta, accolta con grande severità dalla critica, non entrò mai in repertorio. Se oggi la conosciamo, è purtroppo soltanto per il duetto d’amore tra la protagonista e il tenore. Tutto ciò è profondamente ingiusto poiché l’inventiva melodica di Čaikovskij è come sempre trascinante, il gusto timbrico inconfondibile e l’orchestrazione, salvo il preludio su cui molte riserve possono essere mosse, è pressoché inappuntabile. Oltre al preludio dal carattere malinconico dominato dal corno inglese, l’opera (un atto unico di circa cento minuti) si articola in dieci numeri che vedono alternarsi arie (più o meno ispirate), duetti e coinvolgenti scene d’insieme. La vicenda è un po’ inconsistente e tratta di una ragazza, la principessa provenzale Iolanta (figlia del re René), che recupera la vista mossa dall’amore per un cavaliere (Vaudémont) che ha appena conosciuto. 

Michael Güttler dirige con perizia e slancio la prima parte dell’opera. Già con le arie dei due cavalieri inizia a manifestarsi una certa prudenza, probabilmente dovuta al ridotto numero di prove con i solisti, essendo sopraggiunto in extremis in sostituzione della prevista collega. Il cast è dominato da Yuliya Tkachenko (nel ruolo del titolo) e Rafal Siwek (Re René). La prima è dotata di una voce pregevole e di un bello squillo. Il suo arioso, posto quasi in apertura dell’opera <<Otchego `eto prezhde ne znala>>, è eseguito brillantemente senza difficoltà nelle modulazioni né incertezze nel registro acuto. Siwek dal canto suo si impone forte anche di una lunga carriera che gli permette di ricavare il meglio anche da un piccolo ruolo come il Re. Il suo numero << Cto skazhet on?>> è carico di disperazione e raccoglie il primo applauso della serata. Dei due cavalieri si deve purtroppo segnalare la prova negativa di Arnold Rutkowski (Vaudémont) che, già incerto nella sua sortita << Net! Chary lask krasy mjatezhnoj>>, peggiora purtroppo nel corso dell’esecuzione. Speriamo di riascoltarlo quanto prima in serate migliori. Il giovane Andrei Bondarenko (Robert) ha dalla sua un registro acuto facile che gli permette di risolvere senza difficoltà la celeberrima Lode a Matilde << Kto mozhet sravnit’sja s Matil’doj moej>>. La tecnica è tuttavia perfettibile. Bravo Serban Vasile (Ibn-Hakia) e impeccabile il nutrito stuolo di comprimari. 

Successo caloroso al termine, tributato da un pubblico (ingiustamente) poco numeroso ma molto motivato e partecipe.   


Teatro Comunale 
Bologna | 7 aprile 2022

Iolanta
musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
libretto di Modest Il’ič Čajkovskij

Stabat Mater
musica di Hanna Oleksiïvna Havrylets

Almérique | Mihail Mihaylov
Bertrand | Petar Naydenov
Ibn-Hakia |  Serban Vasile
Iolanta | Yuliya Tkachenko
Laura | Victoria Karkacheva
Marta |  Marina Ogii
Brigitta | Olga Dyadiv
Re René |  Rafal Siwek
Robert | Andrei Bondarenko
Vaudémont | Arnold Rutkowski

***

Stabat Mater
musica di Hanna Oleksiïvna Havrylets

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Direttore  | Michael Güttler
Maestro del Coro | Gea Garatti Ansini

 

 

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