Un ballo in maschera; scala, verdi; Milano; opera

Un ballo in maschera di Verdi in scena al Teatro alla Scala

Nelle scorse settimane al Teatro alla Scala ha debuttato una nuova produzione de Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi firmata dal regista svizzero Marco Arturo Marelli e la cui parte musicale originariamente doveva essere affidata al direttore musicale del Teatro Riccardo Chailly. Tuttavia il Maestro è stato fermato da un’indisposizione ed è stato sostituito da Nicola Luisotti e da Giampaolo Bisanti.

L’ultimo Ballo in maschera andato in scena alla Scala è stato quello firmato da Damiano Michieletto, oggetto nel 2013 di severe contestazioni. Forse proprio per queste contestazioni si è scelto di produrre quindi un nuovo allestimento senza riprendere quello del regista veneziano che, al netto delle critiche del pubblico e delle imperfezioni, aveva cercato di dare una lettura dell’opera non didascalica e intrisa di contemporaneità. Marco Arturo Marelli opera invece all’opposto, proponendo uno spettacolo che parte dall’idea dell’ineluttabilità del fato per poi essere didascalico e soprattutto per sfociare in alcuni momenti che più che farci entrare nelle complessa psicologia dei personaggi, ci fanno sorridere, quasi tramutando l’opera in farsa. Vero che la tragedia mutò in commedia, ma in questo spettacolo del regista svizzero (che firma anche costumi e scenografie poco attraenti e incisivi) a perdere è la drammaturgia dell’opera. 

La recita di cui scriviamo qui è quella del 19 maggio diretta dal Maestro Giampaolo Bisanti, arrivato a dirigere le ultime due recite di questa produzione. Il direttore milanese propone una direzione meditativa, con tempi dilatati e momenti di grande tensione drammatica. A Francesco Meli va l’onore di aver portato a termine una recita dal suo punto di vista complicata. Lui stesso infatti ha poi dichiarato di aver avuto un malore nel corso del terzo atto che infatti ce l’hanno fatto percepire in evidente difficoltà. Nonostante ciò, il tenore genovese (che prima di quel momento aveva offerto un’ottima prova) ha terminato l’opera, salutato poi dagli applausi del pubblico. Il baritono Ludovic Tézier ha interpretato un ottimo Renato, grazie ad una perfetta emissione, voce elegante, suadente e ben controllata, capace di ben abbandonarsi agli squarci lirici che Verdi gli destina. Amelia era Sondra Radvanovsky, molto festeggiata dal pubblico. Oltre a difficoltà nella dizione, il soprano canadese mostra buon temperamento e voce estremamente potente, ma con talvolta difficoltà a controllarla e disomogeneità tra i registri. Il mezzosoprano tedesco Okka von der Damerau si è dimostrata una Ulrica corretta, dall’ottimo fraseggio e dal colore vocale brunito. Federica Guida è stata un buon Oscar, leggero e frizzantino, anche se messo in difficoltà dal punto di vista interpretativo dalle scelte registiche. Note dolenti sul fronte dei comprimari, a partire dal Silvano di Liviu Holender, in difficoltà vocalmente e con una dizione da rivedere, per continuare con il Samuel di Sorin Coliban, non pienamente a fuoco. Buone invece le prove di Jongmin Park come Tom, di Costantino Finucci (un giudice) e Paride Cataldo (il servo d’Amelia). Ottima invece la prestazione del coro del Teatro alla Scala preparato da Alberto Malazzi. 

Al termine dell’opera tanti applausi per tutti (con qualche contestazione) ma soprattutto con vere e proprie ovazioni per Ludovic Tézier che speriamo di ritrovare presto sul palcoscenico del Teatro alla Scala. 


Teatro alla Scala
Milano | 7 maggio 2022

Un ballo in maschera
melodramma in tre atti
musica di Giuseppe Verdi
libretto di Antonio Somma

Riccardo | Francesco Meli
Renato | Ludovic Tézier
Amelia | Sondra Radvanovsky
Ulrica | Okka von der Damerau
Oscar | Federica Guida
Silvano | Liviu Holender
Samuel | Sorin Coliban
Tom | Jongmin Park
Un giudice | Costantino Finucci
Un servo d’Amelia | Paride Cataldo

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Giampaolo Bisanti
maestro del coro | Alberto Malazzi
regia, scene e costumi | Marco Arturo Marelli
luci | Marco Filibeck

 

ph. Brescia & Amisano – Teatro alla Scala

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