Falstaff; Opernhaus Zurigo; Terfel; Noseda; Lungo; Pizzolato; Bechtolf

Il Falstaff di Verdi chiude la stagione di Zurigo

Falstaff, l’ultimo capolavoro di Verdi, conclude la stagione 2021/2022 dell’Opernhaus di Zurigo. A dirigere le quattro recite nella settimana tra il 3 e il 10 luglio, c’è Gianandrea Noseda, ancora impegnato nelle repliche di Tristan und Isolde e nelle prove preliminari di Walküre (almeno secondo le indiscrizioni). 

L’allestimento firmato da Sven-Erich Bechtolf, è il più riuscito tra quelli visti finora. La scena concepita da Rolf Glittenberg è scarna e ottimamente illuminata. In scena un paio di panche, un tavolo, la mitica cesta nella quale il protagonista viene rovesciato <<nel pozzo in mezzo alle giuncaie>> e una grossa balla di fieno nel terzo atto. Tutto è giocato sulla capacità dei solisti di fruire tutto lo spazio praticabile senza intralciarsi l’un l’atro. La coordinazione quasi coreografica soddisfa l’occhio ed è impostata in modo che nei momenti più ostici musicalmente (il finale primo ad esempio) tutti siano comodamente rivolti verso il direttore, evitando così intoppi sotto l’aspetto esecutivo. Complice anche il talento di tutti gli artisti coinvolti (nessuno escluso) l’esito visivo è delizioso. Dei costumi si Marianne Glittenberg, che spaziano di epoca, i più significativi sono quello riservati ad Alice Ford.   

Il maestro Gianandrea Noseda dirige con estrema perizia, dimostrandosi in questo caso particolarmente attento a non sovrastare i solisti nei momenti topici.  Nel ruolo del titolo è impegnato il veterano Bryn Terfel, che non ha certo bisogno di presentazioni. Non è mai stato un basso-baritono di particolare raffinatezza ma, per un artista di carriera trentennale, la voce è ancora ragguardevole. La capacità di smorzare senza ricorrere al falsetto momenti topici quali <<… io sono ancora una piacere estate di San Martino>> e <<Al fin t’ho colto raggiante fior>> è encomiabile.  Nel ruolo di Alice è impegnata Irina Lungu, reduce dal trionfo ottenuto il mese scorso sempre all’Opernhaus quale Imogene nel Pirata di Bellini. Sandra Hamaoui è una Nannetta incantevole dal punto di vista squisitamente scenico. Vocalmente non è più corretta, ma sostiene con disinvoltura i tempi con cui Noseda stacca <<Sul fil d’un soffio etesio>> nel quarto atto. Bravissima ed esilarante in scena si conferma Marianna Pizzolato: una Quickly encomiabile per sensibilità, eleganza nel porgere e senso della misura. Cyrille Dubois (Fenton) e Konstantin Schushakov (Ford) sono purtroppo gli elementi meno significativi sotto il profilo strettamente vocale, mentre encomiabili nei ruoli di fianco si rivelano Niamh O’Sullivan (Meg), Iain Milne (Dr. Caius), Nathan Haller (Bardolfo) e Brent Michael Smith (Pistola). 

La stagione dell’Opernhaus si conclude dunque in bellezza lasciando gli spettatori in attesa delle riprese di Nabucco (l’11 settembre alle ore 19), del Trovatore (il 17 settembre alle ore 19) e della nuova produzione di Walküre (alle ore 17), nell’ambito del nuovo Ring des Nibelungen di Wagner diretta da Gianandrea Noseda per la regia di Andrea Homoki.  


Opernhaus Zürich
Zurigo 3 luglio 2022

Falstaff
commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito
musica di Giuseppe Verdi

Sir John Falstaff | Bryn Terfel
Mrs Alice Ford | Irina Lungu
Nannetta | Sandra Hamaoui
Mrs Quickly | Marianna Pizzolato
Mrs Meg Page | Niamh O’Sullivan
Ford | Konstantin Shushakov
Fenton | Cyrille Dubois
Dr. Caius | Iain Milne
Bardolfo | Nathan Haller
Pistola | Brent Michael Smith

Philharmonia Zürich
Chor der Oper Zürich
Statistenverein am Opernhaus Zürich
direttore | Gianandrea Noseda
regia | Sven-Eric Bechtolf
scene | Rolf Glittenberg
costumi | Marianne Glittenberg
luci | Jürgen Hoffmann
maestro del coro | Janko Kastelic
ph. Judith Schlosser

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