Káťa Kabanová salzburg; Salisburgo; Festival

Salzburger Festspiele 2022 | Káťa Kabanová di Janáček

A distanza di ventidue anni Káťa Kabanová di Leoš Janáček torna al Festival di Salisburgo diretta da Jakub Hrůša in una nuova produzione per la regia di Barrie Kosky. Il video fruibile su 3Sat è riferito alla recita del 14 agosto, alla quale anche noi abbiamo assistito. 

La sala del Felsenreitschule, peculiare sia per la derivazione storica che per le dimensioni, si presta ad allestimenti scenici ben più impegnativi e articolati di quello presentato in quest’occasione. Manichini e figuranti costituiscono essi stessi l’elemento scenografico di base e, cambiando disposizione, definiscono nuovi spazi all’interno dei quali recitano i solisti. Tutto è incentrato sulla fisicità della protagonista la quale, conscia della responsabilità della quale è insignita, riesce a cantare correttamente, pur essendo costretta a muoversi in modo convulso lungo tutto il corso della recita. Valida la scelta di proporre l’opera senza intervallo; nonostante Kosky regali di solito grandi soddisfazioni, in questo caso l’overacting sembra celare l’assenza di un’idea vincente alla base del progetto. Inutile ricorrere a riferimenti sessuali per sottolineare la personalità dominante della Kabanicha. Non occorre ch’essa abbia sottomesso Dikoj e lo porti anche al guinzaglio in un momento di intimità; il testo stesso è più che sufficiente ad esaltarne la personalità impassibile e il sadismo. L’assenza di un impianto scenico che le luci possano valorizzare pesa moltissimo nell’economia complessiva dello spettacolo complessiva e la sensazione al termine dell’ora e quaranta minuti di spettacolo è che si tratti di una produzione riuscita solo per ciò che concerne l’aspetto musicale. 

Jakub Hrůša, classe 1981, dirige con perizia ed aderenza stilistica prestando molta attenzione ad esaltare la linea melodica vocale tutta modellata sul parlato. Lo splendido preludio della durata di circa minuti si configura come una vera e propria ouverture nella quale sono descritti i conflitti interiori della protagonista e si manifestano I lugubri presagi che la porteranno ad annientarsi. La prova dei Wiener Philharmoniker è ragguardevole sia nell’insieme che per ciò che riguarda I legni e I timpani.

Venendo al cast, la difficoltà principale che grava sulla protagonista consiste nel trovare un equilibrio tra l’irregolarità melodica del parlato e i momenti più tipicamente lirici. Corinne Winters (nel ruolo del titolo) esibisce una bella voce di soprano lirico in grado di piegarsi con duttilità nel delineare tutta la fragilità del personaggio. Al suo fianco Evelyn Herlitzius (Kabanicha) vince a mani basse per ciò che concerne la recitazione. Il solo finale vale tutta la serata. Una volta rinvenuto nel Volga il corpo esanime di Káťa, la terribile suocera si rivolge agli astanti e li ringrazia per la collaborazione. La prova della Herlitzius non merita che lodi. Bravissimi I tre tenori acuti schierati: David Butt Philip (Boris), Jaroslav Březina (Tichon) e Benjamin Hulett (Kudrjáš). Validi il baritono Michael Mofidian (Kuligin) e il basso Jen Larsen (Dikoj); deliziosa infine Jarmila Balážová nel ruolo della frivola Varvara. 

Successo di stima al termine con acclamazioni per la Winters e la Herlitzius.


Salzburger Festspiele 2022
Felsenreitschule | 14 agosto 2022

Káťa Kabanová
musica e libretto Leoš Janáček
dal dramma L’uragano di Aleksandr Ostrovskij

Jens Larsen | Savjol Prokofjevič Dikoj
David Butt Philip | Boris Grigorjevič
Evelyn Herlitzius | Marfa Ignatěvna Kabanová (Kabanicha)
Jaroslav Březina | Tichon Ivanyč Kabanov
Corinne Winters | Katěrina (Káťa)
Benjamin Hulett | Váňa Kudrjáš
Jarmila Balážová | Varvara
Michael Mofidian | Kuligin
Nicole Chirka | Glaša/Una donna
Ann-Kathrin Niemczyk | Fekluša

Wiener Philharmoniker
Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor

Jakub Hrůša | direttore
Huw Rhys James | maestro del coro
Barrie Kosky | regista
Rufus Didwiszus | scenografie
Victoria Behr | costumi
Franck Evin | luci
Christian Arseni | dramaturg

 

 

 

ph. © SF / Monika Rittershaus

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