Don Carlo Verdi; Teatro Fraschini; OperaLombardia; Pavia

Un Don Carlo distopico al Fraschini di Pavia

Al Teatro Fraschini di Pavia il 17 e 19 novembre ha debuttato la nuova produzione del Don Carlo di Verdi della stagione lirica di OperaLombardia, la seconda delle tre produzioni del Don Carlo di Verdi che stanno andando in scena in questi mesi tra Lombardia ed Emilia Romagna.

Il regista Andrea Bernard ha ripulito Don Carlo dai soliti cliché e stereotipi,  ambientando lo spettacolo in un mondo distopico governato da una sorta di teocrazia, traendo ispirazione chiaramente da 1984 di Orwell, ma soprattutto da Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, proprio perché centrale risulta ovviamente il ruolo della religione, incarnata dalla figura del Grande Inquisitore. Il tutto sembra svolgersi così all’interno di un’aula di tribunale dell’Inquisizione (le scene sono di Alberto Beltrame) dove tutti vengono giudicati, sia da un grande occhio che dall’alto illumina e controlla tutto quello che accade (elemento in cui ritroviamo sia il Grande Fratello orwelliano, sia il saluto del romanzo della Atwood, “Sotto il suo occhio”), sia dal popolo che dall’alto si affaccia giudicante. Ogni tentativo di ribellione viene così estirpato facilmente. Ognuno dei personaggi è così vessato, nessuno escluso, perché si faccia la volontà dell’Inquisitore. Lo spettacolo di Bernard, che si avvale anche dei costumi anni ‘60/’70 di Elena Beccaro e delle suggestive luci di Marco Alba, cerca e riesce ad entrare nel puro dramma di Schiller/Verdi, che è ambientato in un preciso momento storico, ma le cui dinamiche tra i personaggi sono universali e sempre attuali, riuscendo anche ad ottenere dai cantati delle ottime prestazioni interpretative. 

Don Carlo Verdi; Teatro Fraschini; OperaLombardia; Pavia
Don Carlo – Giuseppe Verdi | Teatro Fraschini

Alla testa dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali c’era Jacopo Brusa, consulente artistico musicale del Teatro Fraschini. Di fronte alla complessa partitura verdiana, il giovane direttore non si è lasciato intimorire, ma ha saputo ben giocare sulle dinamiche e sui colori, non forzando mai l’orchestra e riuscendo a sostenere sempre bene i cantanti e ad ottenere un’ottima prestazione dalla compagine milanese. 

Di buon livello il cast coinvolto. Nei panni del protagonista abbiamo trovato Paride Cataldo, giovane tenore napoletano dalla voce lirica ricca e corposa, molto piacevole all’ascolto e con interessante fraseggio. Sfoggia bella presenza scenica e si cala appieno nel personaggio. Angelo Veccia era invece un Rodrigo diverso dal solito, meno nobile e più ambiguo e sprezzante. La vocalità (che perfettamente si abbina a questa interpretazione) è brunita e sfoggia grande facilità in acuto, evidenziando solo qualche sbavatura nell’emissione. Laura Verrecchia vestiva invece i panni della Principessa di Eboli. Il mezzosoprano molisano che sfoggia ottima tecnica e ottimo registro acuto, affronta cautamente la temibile Canzone del velo, per offrire poi una prova in crescendo e convincendo appieno in un’intensa O don fatale. Elisabetta era invece Clarissa Costanzo che sfoggia voce lirico-drammatica intensa e con ottima proiezione vocale. Ha dato il suo meglio nell’aria dell’ultimo atto, Tu che le vanità, in cui ha dato prova di solidità vocale e ottimo temperamento interpretativo. Carlo Lepore debuttava a Pavia invece il ruolo di Filippo II. La sua carriera ce lo ha fatto apprezzare come interprete rossiniano, spesso in ruoli buffi. Il basso napoletano si è quindi  trovato ad affrontare un ruolo vocalmente e interpretativamente molto diverso e, nonostante il colore vocale sia un po’ leggero per un ruolo come Filippo, riesce ad offrire un’ottima prova, interpretativamente molto intensa ed applaudita dal pubblico. Mattia Denti è stato invece un tonante ed efficace Grande Inquisitore. Di ottimo livello anche i comprimari Sabrina Sanza (Tebaldo), Graziano Dallavalle (Un frate), Erika Tanaka (una voce dal cielo – qua una vittima in carne ed ossa dell’Inquisizione) e Raffaele Feo (conte di Lerma / un araldo). Buona anche la prova del Coro di OperaLombardia, diretto dal maestro Massimo Fiocchi Malaspina.

Al termine della recita calorosi applausi per tutto il cast; da questo weekend la produzione ha iniziato il suo tour negli altri teatri del circuito lombardo, dove resterà in scena fino al 10 dicembre. 


Teatro Fraschini
Pavia | 19 novembre 2023

Don Carlo
Opera in quattro atti su libretto di Achille De Lauzières e Angelo Zanardini
tratto dall’omonima tragedia di Friedrich Schiller
musica di Giuseppe Verdi

Don Carlo, Infante di Spagna | Paride Cataldo
Filippo II, Re di Spagna | Carlo Lepore
Rodrigo, Marchese di Posa | Angelo Veccia
Elisabetta di Valois | Clarissa Costanzo
La Principessa d’Eboli | Laura Verrecchia
Il Grande Inquisitore | Mattia Denti
Tebaldo, paggio di Elisabetta | Sabrina Sanza
Un frate | Graziano Dallavalle
Una voce dal cielo | Erika Tanaka
Il conte di Lerma / un araldo | Raffaele Feo

Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano
Coro OperaLombardia

direttore | Jacopo Brusa
maestro del coro | Massimo Fiocchi Malaspina
regia | Andrea Bernard
scene | Alberto Beltrame
costumi | Elena Beccaro
luci | Marco Alba
assistente alla regia | Tecla Gucci Ludolf
assistente alle scene | Eleonora De Leo
assistente ai costumi | Emilia Zangoli



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