Lucie de Lammermoor; Donizetti; Bergamo;

Festival Donizetti 23 | Lucie de Lammermoor

Secondo titolo in cartellone (e sicuramente il più atteso) per l’edizione 2023 del Festival Donizetti Opera di Bergamo è Lucie de Lammermoor, versione francese raramente eseguita del capolavoro di Donizetti. Lucie non è una semplice riproposizione della celebre opera donizettiana in francese, ma una vera e propria riscrittura con cambiamenti all’interno della drammaturgia dell’opera che influenzano anche la storia della protagonista. Sono tante infatti le differenze, tra cui possiamo sicuramente citare una diversa cavatina di ingresso per Lucie (ripresa dalla Rosmonda d’Inghilterra), la mancanza del personaggio di Alisa sostituito da quello di Gilbert, la mancanza del duetto tra Lucia e Raimondo, un maggior rilievo al personaggio di Arturo e un diverso inizio del III atto nel momento che precede il duetto tra Ashton ed Edgardo.  

Purtroppo l’atteso debutto di questa nuova produzione è incappato in una serata particolarmente sfortunata, che si è aperta con l’annuncio del direttore artistico del Festival Francesco Micheli riguardo l’indisposizione della protagonista Caterina Sala, insieme alla dedica della recita a Giulia Cecchettin, la giovane vittima di femminicidio che ha innescato un grande dibattito in tutto il Paese. Non lontano da queste riflessioni, sul ruolo della donna, dell’uomo e sugli abusi di cui le donne sono spesso vittime, si è mosso lo spettacolo firmato da Jacopo Spirei. Il regista toscano firma uno spettacolo visivamente semplice, con pochi cambi scena, ma molto efficace per il lavoro che il regista dimostra di aver fatto sulla recitazione dei singoli interpreti. Partendo da una riflessione sulle differenze drammaturgiche tra Lucia e Lucie, Spirei ci fa riflettere sul personaggio di Lucie e sulla sua condizione di donna non libera di compiere le proprie scelte, ma sempre costretta a sottostare alla volontà di uomini. Così in scena vediamo riproposte le dinamiche del branco, con scene di violenza fisica e psicologica di tragica attualità. In questa visione, Lucie non perde il senno, ma si libera del suo fardello, dalle imposizioni del fratello e del fidanzato, grazie all’omicidio del novello sposo. 

Lucie de Lammermoor; Donizetti; Bergamo;
Lucie de Lammermoor – Festival Donizetti Opera di Bergamo

La parte musicale è stata affidata al giovane Pierre Dumoussaud alla testa dell’Orchestra Gli Originali. Il direttore francese purtroppo non ha offerto una prova del tutto soddisfacente, soprattutto a causa di problemi alla sezione dei fiati dell’orchestra che purtroppo ha commesso diversi errori. La direzione ci è parsa in generale un po’ sottotono e non capace di rendere appieno le complessità di questa partitura. Corretto l’apporto del Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala preparato da Salvo Sgrò. 

Come già anticipato, Caterina Sala è stata inizialmente annunciata indisposta, ma il direttore artistico Francesco Micheli ha comunicato che avrebbe comunque sostenuto la parte. Eroicamente il giovane soprano è riuscita a superare la prima parte dello spettacolo, mostrando difficoltà, ma facendosi apprezzare per un colore vocale di grande fascino e grande temperamento interpretativo. Purtroppo però all’intervallo (che è prolungato più del dovuto) Micheli ha dovuto annunciare che la seconda (e più temibile) parte dello spettacolo sarebbe stata interpretata vocalmente di fianco al palcoscenico da Vittoriana De Amicis, mentre Caterina Sala avrebbe semplicemente sostenuto la parte scenica. Il giovane soprano abruzzese dalla voce agile e leggera ha portato a termine l’arduo compito di cantare la cosiddetta “scena della pazzia” e lo ha fatto in modo corretto con grande espressività. 

Lucie de Lammermoor; Donizetti; Bergamo;
Lucie de Lammermoor – Festival Donizetti Opera di Bergamo

Patrick Kabongo vestiva i panni di Edgard, sfoggiando una bella voce da tenore leggero, che  purtroppo fatica a farsi sentire al di là della massa orchestrale. A livello interpretativo ci è inoltre sembrato un po’ esile, soprattutto nella visione registica di Spirei dove comunque anche Edgard diventa un prevaricatore nei confronti di Lucie. Ottima invece sia vocalmente che interpretativamente la prova del baritono Vito Priante, dalla voce pastosa e ben proiettata, nei panni del meschino e aggressivo Ashton. Molto bene anche le prove dei comprimari: i due tenori Julien Henric nei panni di Arthur (una parte più lunga del solito) e l’ottimo Antonio Mandrillo in quelli ambigui di Gilbert e Roberto Lorenzi come Raimond. 

Al termine della recita il pubblico del Teatro Sociale di Bergamo ha accolto con calorosi applausi le due protagoniste, visibilmente commosse, applausi anche al resto del cast coinvolto, mentre si sono registrate sporadiche contestazioni nei confronti del regista.


Festival Donizetti Opera
Teatro Sociale – Bergamo | 19 novembre 2023

Lucie de Lammermoor
Opéra in tre atti di Alphonse Royer e Gustave Vaëz
musica di Gaetano Donizetti

Henri Ashton | Vito Priante
Edgard Ravenswood | Patrick Kabongo
Lord Arthur Bucklaw | Julien Henric
Gilbert | Antonio Mandrillo
Raimond | Roberto Lorenzi
Lucie | Caterina Sala / Vittoriana De Amicis

Orchestra Gli Originali
Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala

direttore | Pierre Dumoussaud
maestro del coro | Salvo Sgrò
regia | Jacopo Spirei
scene | Mauro Tinti
costumi | Agnese Rabatti
light designer | Giuseppe Di Iorio
assistente alla regia | Alessandro Pasini



ph. Rota

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