Götterdämmerung; Wagner; Noseda; Opernhaus; Zurigo

Götter­dämmerung di Wagner alla Opernhaus di Zurigo

Lo scorso weekend si è concluso il percorso iniziato nel maggio del 2022 dalla Opernhaus di Zurigo che ha portato il direttore musicale Gianandrea Noseda e l’ormai ex sovrintendente del teatro Andreas Homoki a firmare una nuova produzione di Der Ring des Nibelungen di Richard Wagner, la tetralogia che per ora si è chiusa con Il crepuscolo degli dei (Götterdämmerung) di domenica 3 dicembre, in attesa dei due cicli completi che a maggio 2024 chiuderanno il progetto di questo nuovo Ring zurighese.

L’allestimento di Andreas Homoki, in perfetta continuità con i tre precedenti spettacoli, ambienta l’intera vicenda in un interno borghese di inizio Novecento che cambia grazie ad una pedana rotante e continui e rapidi (nonché silenziosissimi) cambi di scena; questa ambientazione permette nel corso dello spettacolo il formarsi di scene semplici e dall’ispirazione metafisica, come la scena del prologo con le Norne sulla roccia di Brünnhilde o ancora l’atrio della reggia dei Ghibicunghi reso con un grande albero carbonizzato (già visto in Walküre come il luogo dove nasce l’amore tra Siegmund e Sieglinde) posto, come la roccia di Brünnhilde, al centro dei candidi interni borghesi che di spettacolo in spettacolo sono andati sporcandosi (forse a simboleggiare il precipitare degli eventi fino al tragico finale). Ruotando la pedana lascia intravedere immagini che creano connessioni e rimandi a ciò che abbiamo potuto vedere nelle opere precedenti, nonché possiamo vedere Wotan che aspetta la fine. Al termine di tutto, le grandi stanze tornano vuote, come quando tutto era cominciato, cercando di passare il messaggio che per ogni fine c’è comunque un inizio dietro l’angolo che attende l’umanità. Nel complesso, al termine delle quattro opere che compongono la tetralogia, un progetto registico semplice ma efficace e visivamente d’impatto che permette allo spettatore di poter godere appieno della magnifica musica wagneriana. 

Götterdämmerung; Wagner; Noseda; Opernhaus; Zurigo
Götterdämmerung – Richard Wagner | Opernhaus Zürich

Sul versante musicale non possiamo non citare una evidente stanchezza della Philharmonia Zürich che ha sicuramente offerto qui la peggiore performance all’interno della tetralogia, con numerose sbavature e imprecisioni, soprattutto riscontrabili tra il reparto degli ottoni. La direzione di Gianandrea Noseda è attentissima a seguire il dettato wagneriano, cercando di far emergere le mille sfumature che culminano in questa opera conclusiva, senza eccessi e in modo sempre molto chiaro e calibrato. Ottimo il breve ma importante apporto del Coro dell’Opernhaus Zürich preparato da Ernst Raffelsberger. 

Nel cast di Götterdämmerung ritroviamo volti noti già conosciuti nelle precedenti opere della Tetralogia, a cominciare dai due protagonisti: Klaus Florian Vogt e Camilla Nylund. Il tenore tedesco, che debuttava nel ruolo di Siegfried in Götterdämmerung, ha voce dall’ottimo squillo e chiara, forse lontano dall’ideale wagneriano dell’Heldentenor, ma perfettamente in linea con la visione registica del personaggio che rende Siegfried non un vero e proprio eroe, ma un giovane puro di cuore, spavaldo e incosciente, pure un po’ maldestro. Vogt riesce ad incarnare alla perfezione queste caratteristiche sia grazie ad un ottimo lavoro interpretativo, sia grazie ad una prova vocale molto apprezzata dal pubblico.  Camilla Nylund, anche lei al debutto in Götterdämmerung, ha dato tutto in questa sofferta e accorata interpretazione di Brünnhilde, donando al pubblico innanzitutto una prova vocale di grande pregio, ma anche una prova attoriale che ci ha permesso di apprezzare tutte le sfaccettature di questa incredibile donna, vera e propria eroina e risolutrice di tutta la  vicenda. Non meno interessante la Gutrune di Lauren Fagan, vocalmente e interpretativamente molto coinvolgente, grazie ad una voce omogenea in tutti i registri e dagli acuti sfolgoranti. Daniel Schmutzhard interpretava invece in modo convincente il debole fratello Gunther. Hagen era invece interpretato da David  Leigh dalla voce tonante e profonda, capace a nostro parere di rendere il personaggio non come il cattivo della storia, ma come un uomo afflitto da tribolazioni che viene costretto a fare del male. Perfetto il breve intervento di Christopher Purves nei panni di Alberich. Di buon livello anche i numerosi comprimari, a partire dalla Waltraute di Sarah Ferede, per proseguire con le tre Norne interpretate da Freya Apffelstaedt, Lena Sutor-Wernich e Giselle Allen, e per finire con le tre fascinose figlie del Reno Uliana Alexyuk (Woglinde), Niamh O’Sullivan (Wellgunde) e Siena Licht Miller (Floßhilde).

Ovazioni a non finire per tutto il cast, con tutta la sala in piedi per applaudire i protagonisti e soprattutto il maestro Noseda. L’appuntamento con il Ring a Zurigo è per maggio, quando tra il 3 e il 26 andranno in scena due cicli completi della Tetralogia wagneriana.


Opernhaus Zürich
Zurigo | 3 dicembre

Götterdämmerung
di Richard Wagner

Siegfried | Klaus Florian Vogt
Gunther | Daniel Schmutzhard
Alberich | Christopher Purves
Hagen | David Leigh
Brünnhilde | Camilla Nylund
Gutrune | Lauren Fagan
Waltraute | Sarah Ferede
Erste Norn | Freya Apffelstaedt
Zweite Norn | Lena Sutor-Wernich
Dritte Norn | Gisella Allen
Woglinde | Uliana Alexyuk
Wellgunde | Niamh O’Sullivan
Floßhilde | Siena Licht Miller
Wotan | Wolfram Schneider-Lastin

Philharmonia Zürich
Chor der Oper Zürich
Statistenverein am Opernhaus Zürich
Stunt | Valentin Lendenmann

direttore | Gianandrea Noseda
regia | Andreas Homoki
scene e costumi | Christian Schmidt
luci | Franck Evin
assistente | Florian Schaaf
video | Tieni Burkhalter
drammaturgia | Beate Breidenbach e Werner Hintze

 

opernhaus.ch

 

ph Monika Rittershaus

 

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