Don Carlo; Verdi; Teatro alla Scala; Milano; Opera; Lirica

Il Don Carlo di Verdi apre la stagione della Scala

La stagione 23/24 del Teatro alla Scala di Milano si è aperta come da tradizione lo scorso 7 dicembre con una nuova produzione del Don Carlo di Verdi, per questa occasione il maestro Riccardo Chailly ha deciso di utilizzare la versione italiana in 4 atti dell’opera, che proprio per la Scala vide la luce per volere dello stesso Verdi.

La regia dello spettacolo è stata affidata al catalano Lluis Pasqual, già assistente di Giorgio Strehler e fondatore nel 1976 del Teatre Lliure di Barcellona, purtroppo lo spettacolo non si è rivelato all’altezza delle aspettative per la prima di stagione, estremamente statico e cupo, con scelte di regia che hanno trasformato lo spettacolo in qualcosa di poco diverso rispetto ad un recita in forma semiscenica. Le scene firmate da Daniel Bianco si sono limitate ad una grande torre cilindrica rotante (estremamente rumorosa) che incombe sulla scena e una serie di cancellate che appaiono e scompaiono. Sicuramente la scena meglio riuscita (come spesso accade nel Don Carlo) è quella dell’Autodafè che ruota attorno ad un grande retablo dorato, collocando gran parte della scena nel dietro le quinte della cerimonia, riportando lo scontro tra Carlo e Filippo ad un ambiente in qualche modo più intimo e famigliare. Poca è stata poi la caratterizzazione dei personaggi, lasciata ai singoli cantanti con risultati alterni.

La direzione musicale del maestro Riccardo Chailly non si è rivelata troppo brillante, preferendo dei tempi meditati che hanno permesso di apprezzare alcune raffinatezze più intimistiche della partitura, ma che allo stesso tempo hanno smorzato parte della potenza della partitura verdiana e rischiato di mettere in difficoltà i solisti in alcuni passaggi. Buona nel complesso la prova dell’orchestra del Teatro alla Scala che ha saputo seguire i dettami del maestro Chailly facendo emergere i toni più cupi e scuri del capolavoro verdiano. Come di consueto ottimo l’apporto del coro scaligero guidato dal maestro Alberto Malazzi.

Don Carlo; Verdi; Teatro alla Scala; Milano; Opera; Lirica
Don Carlo di Verdi | Teatro alla Scala – ph. Brescia e Amisano

Michele Pertusi, ripresosi dopo l’indisposizione che lo ha colpito proprio durante la recita inaugurale del 7 dicembre, ha confermato la sua ottima prova del novembre scorso proprio nella produzione piacentina del Don Carlo; il Filippo II tratteggiato da Pertusi riesce a trasmettere tutta l’umanità e il dolore del re spagnolo commuovendo il pubblico con la sua interpretazione di Ella giammai m’amò impreziosita dal timbro nobile che riesce a cesellare ogni singola parola. Anna Netrebko, impegnata per la sesta volta nel titolo inaugurale della stagione scaligera ha interpretato una Elisabetta spavalda ed energica, la voce è sempre piena, corposa e ben proiettata oltre l’orchestra, applauditissima dopo Tu che le vanità. Nei panni della Principessa di Eboli era impegnata Elīna Garanča (che avevamo avuto modo di ascoltare nel Don Carlos dell’Opera di Parigi del 2017) che è stata protagonista di una performance tutta in crescendo, se infatti possiamo segnalare qualche imprecisione nella Canzone del velo del primo atto, non possiamo che elogiare l’ottima interpretazione di O don fatale. Buona anche la prova di Luca Salsi come Marchese di Posa, grazie alla sua voce vellutata dal timbro verdiano e al perfetto fraseggio ha saputo rendere il personaggio di Posa estremamente elegante e credibile. Nel ruolo del titolo invece era impegnato Francesco Meli, il tenore genovese aveva già interpretato il ruolo di Don Carlo nell’ultima produzione scaligera, rispetto alla produzione del 2017 non possiamo non notare un affaticamento e la bella voce tenorile che ci siamo abituati a conoscere ci è parsa meno a fuoco.

Don Carlo; Verdi; Teatro alla Scala; Milano; Opera; Lirica
Don Carlo di Verdi | Teatro alla Scala – ph. Brescia e Amisano

Di buon livello tutti i comprimari, a partire da Jongmin Park, impegnato come Grande Inquisitore (in sostituzione del previsto Ain Anger) e anche nel ruolo di un Frate (all’inizio del primo atto), da segnalare Rosalia Cid impegnata nella Voce dal Cielo.

Al termine della recita applausi per tutto il cast, con ovazioni verso Elina Garanca e Michele Pertusi, mentre vanno segnalate alcune isolate contestazioni nei confronti di Francesco Meli. Prossimo titolo della nuova stagione scaligera sarà la Médée di Cherubini per la regia di Damiano Michieletto con Marina Rebeka nei panni della protagonista.


Teatro alla Scala
Milano | 19 dicembre 2023

Don Carlo
Opera in 4 atti
libretto di Joseph Méry e Camille du Locle
traduzione italiana di Achille de Lauzières e Angelo Zanardini
musica di Giuseppe Verdi

Filippo II | Michele Pertusi
Don  Carlo | Francesco Meli
Rodrigo | Luca Salsi
Il grande inquisitore / Un frate | Jongmin Park
Il Frate (Carlo V) | Huanhong Li
Elisabetta di Valois | Anna Netrebko
La principessa d’Eboli | Elīna Garanča
Tebaldo | Elisa Verzier
Il conte di Lerma / Un araldo reale | Jinxu Xiahou
Una voce dal cielo | Rosalia Cid
Deputati fiamminghi | Chao Liu – Wonjun Jo – Huanhong Li – Giuseppe De Luca – Xhieldo Hyseni – Neven Crnic

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Riccardo Chailly
maestro del coro | Alberto Malazzi
regia | Lluis Pasqual
scene | Daniel Bianco
costumi | Franca Squarciapino
luci | Pascal Mérat
video | Franc Aleu
coreografie | Nuria Castejon



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