Simon Boccanegra; Teatro alla Scala; Milano; Luca Salsi; Lorenzo Viotti

Il Simon Boccanegra di Verdi in scena al Teatro alla Scala

Dopo la sorprendente Alcina di Les Musiciens du Louvre della scorsa settimana sul palco del Teatro alla Scala sono riprese le recite della nuova produzione del Simon Boccanegra di Verdi diretta da Lorenzo Viotti, che torna al Piermarini dopo la buona prova della Thaїs del 2022.

Purtroppo la regia firmata da Daniele Abbado si è rivelata l’elemento più debole di questa produzione e si va ad inserire in una ormai lunga serie di regie verdiane problematiche presentate dalla Scala negli ultimi anni. Le scene (firmate sempre da Daniele Abbado con Angelo Linzalata) sembrano collocare la vicenda all’interno di quello che sembra un ecomostro abbandonato, la scena è infatti dominata da una struttura di pilastri e travi e solo sporadicamente compaiono alcuni elementi scenici come le vele delle imbarcazioni genovesi, una grande scalinata (che regala al pubblico l’unico momento interessante della serata), un tavolo o una scialuppa. Purtroppo anche i bei costumi di foggia simil ottocentesca di Nanà Cecchi, sono sembrati completamente fuori contesto, creando ulteriori cortocircuiti scenici. Oltre alla mancanza di un’ambientazione precisa, mancante è sembrato totalmente il lavoro sui personaggi, senza che quindi i cantanti avessero indicazioni su come costruire e rendere le complesse personalità del Simone. 

Sul podio, come già scritto, abbiamo trovato Lorenzo Viotti che si mette alla prova con un’opera complessa come il Simone per la primissima volta. Il risultato è una prova musicale di buon livello, segnata da una forte coesione orchestrale e da un suono ricco e fascinoso. È mancata forse in questa prima esperienza la grandiosità e la concitazione delle scene d’insieme, a cui è stato preferito gli squarci lirici delle scene più intime. Ottimo il coro del Teatro alla Scala preparato dal M° Alberto Malazzi, fondamentale nelle importanti scene corali che caratterizzano questa partitura.

Nel ruolo del titolo abbiamo ritrovato Luca Salsi in un altro importante ruolo verdiano dopo il Don Carlo inaugurale. Il baritono emiliano ha convinto grazie ad una prova fondata su fraseggio autorevole, tecnica solida, voce calda e brunita. Al netto di qualche trascurabile sbavatura, la sua prova risulta la migliore della serata. Eleonora Buratto nei panni della giovane Amelia/Maria sfoggia come sempre voce lirica di grande fascino e legati di grande bellezza, ma purtroppo mostra in questa occasione qualche difficoltà nel registro più acuto. Gabriele Adorno aveva invece le sembianze e la voce di Charles Castronovo. Il tenore americano dal timbro scuro sembra spingere troppo all’inizio della recita, mettendo troppo impeto soprattutto nella sua prima aria. Nel corso della recita prende meglio le misure, riuscendo anche a conquistare un lungo applauso dopo la sua Sento avvampar nell’anima. Buona la prova di Roberto De Candia nella parte del diabolico Paolo Albani. Totalmente inadeguato invece il Fiesco di Ain Anger. Completavano il cast l’ottimo Pietro di Andrea Pellegrini e i due comprimari Haiyang Guo e Laura Lolita Peresivana dell’Accademia del Teatro alla Scala.

Accoglienza abbastanza fredda durante tutto lo spettacolo, mentre al termine della recita gli applausi sono andati per lo più a Luca Salsi, Eleonora Buratto e al maestro Viotti. Il prossimo appuntamento con la stagione lirica scaligera sarà la ripresa dello storico allestimento di Giorgio Strehler de Die Entführung aus dem Serail.

Teatro alla Scala
Milano | 11 febbraio 2024

Simon Boccanegra
melodramma in un prologo e tre atti
libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito
musica di Giuseppe Verdi

Simon Boccanegra | Luca Salsi
Jacopo Fiesco | Ain Anger
Paolo Albani | Roberto De Candia
Pietro | Andrea Pellegrini
Amelia (Maria) | Eleonora Buratto
Gabriele Adorno | Charles Castronovo
Capitano dei balestrieri | Haiyang Guo
Ancella di Amelia | Laura Lolita Peresivana

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Lorenzo Viotti
Maestro del coro | Alberto Malazzi
regia | Daniele Abbado
scene | Daniele Abbado Angelo Linzalata
costumi | Nanà Cecchi
luci | Alessandro Carletti

 

 

 

ph. Brescia & Amisano

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