Teatro Regio Torino; Un ballo in maschera; Verdi; Riccardo Muti

Un ballo in maschera di Verdi al Regio di Torino

Dopo La Juive che ha aperto la stagione a settembre, uno degli appuntamenti più attesi della stagione 23/24 del Teatro Regio di Torino era sicuramente la nuova produzione de Un ballo in maschera di Verdi, diretta dal maestro Riccardo Muti, per la regia di Andrea De Rosa, con protagonisti Piero Pretti, Luca Micheletti e Lidia Fridman.

Partiamo dalle (poche) note dolenti, la messinscena di Andrea De Rosa si è rivelata fin da subito l’anello debole di questa produzione, proponendo una lettura a tratti incoerente (l’inizio dell’opera ci presenta una scena che potrebbe facilmente essere scambiata per l’inizio del Rigoletto) con un Riccardo quasi privato del suo candore e che sembra qui trasformato in un incrocio tra il Duca di Mantova e Don Giovanni. Mentre alcune delle scenette proposte dalle comparse alla lunga sono risultate spesso fuori contesto, sicuramente meglio risolto il personaggio di Ulrica e la scena dell’orrido campo, avvolto nell’oscurità. Le scene (firmate da Nicolas Bovey) e i costumi (di Ilaria Ariemme) collocano tutta la vicenda in un generico passato che evoca, senza dare troppi punti di riferimento, il XVI secolo. Ottimo il disegno luci di Pasquale Mari, capace di trasformare le scene e di regalare alcuni dei momenti visivamente più affascinanti dell’intero spettacolo.

Passando alla parte musicale, sul podio del Teatro Regio di Torino per questa nuova produzione è stato coinvolto il maestro Riccardo Muti che sin dalla sua prima apparizione in buca è stato accolto da vere e proprie ovazioni da parte del pubblico. La lettura odierna del maestro Muti del capolavoro verdiano è stata impostata a sottolineare maggiormente le sfumature tragiche e drammatiche, facendo presagire sin dall’inizio che la vicenda non avrà una risoluzione positiva. Anche i momenti più leggeri e giocosi che caratterizzano questa partitura sanno così lasciar trapelare la tragedia che incombe sui protagonisti. I tempi sono ritmati, ma solenni, estremamente teatrali, come un incedere e il colore orchestrale che scaturisce da questa ottima prova dell’Orchestra del teatro Regio è ricco e sontuoso. Ottima è anche stata la prova del coro del Regio preparato da Ulisse Trabacchin.

Il tenore Piero Pretti vestiva i panni di Riccardo, una delle parti che il tenore sardo ha più volte frequentato nella sua carriera. Il fraseggio risulta elegante, la voce ha un bello squillo e è ben proiettata, risolve senza problemi anche i momenti più difficili di questa parte; al suo Riccardo è mancato però un po’ di coinvolgimento emotivo che facesse trasparire i cambiamenti di questo complesso personaggio. Questo aspetto è stato dovuto anche ad un lavoro registico che ha sostanzialmente lasciato i cantanti senza una vera e propria guida dal punto di vista drammaturgico. La giovane Lidia Fridman interpretava invece Amelia, sfoggiando voce interessante, dal bel registro grave che risulta molto sonoro e allo stesso tempo capace di acuti sicuri. Il soprano russo è sembrato più a suo agio nella grande aria del II atto, più drammatica, rispetto alla più lirica Morrò, ma prima in grazia durante la quale è mancata forse un po’ di partecipazione emotiva. Considerando però che affrontava per la primissima volta questo difficile ruolo, siamo sicuri che Lidia Fridman saprà approfondirlo in futuro. Luca Micheletti interpretava invece Renato. Il baritono bresciano, anche lui al debutto, ha convinto appieno, sfoggiando una voce brunita e pastosa, fraseggio interessante, capace di dare ad ogni parola, ad ogni frase pieno significato, riuscendo a coinvolgere appieno nella sua interpretazione. Alla Pozniak è stata invece una Ulrica dalla voce brunita e da buona presenza scenica, ha mostrato però qualche difficoltà di emissione e dizione poco chiara. Effervescente l’Oscar di Damiana Mizzi che passa dai panni maschili a quelli femminili per tutto il corso dell’opera con estrema spigliatezza. Completavano il cast l’ottimo Silvano di Sergio Vitale, Daniel Giulianini e Luca Dall’Amico come i cattivi Samuel e Tom e il giudice/servitore di Riccardo Rados. 

Tripudio di applausi al termine della recita per il maestro Muti e per tutto il cast. Il prossimo appuntamento con la stagione del Teatro Regio di Torino sarà (a partire dal 21 marzo) l’attesa nuova produzione de La fanciulla del West di Puccini per la regia di Valentina Carrasco e con Francesco Ivan Ciampa alla guida dei complessi del teatro.

Teatro Regio di Torino
Torino | 3 marzo 2024

Un ballo in maschera
melodramma in tre atti
dall’opera Gustave III, ou Le Bal masqué di Eugène Scribe
libretto di Antonio Somma
musica di Giuseppe Verdi

Riccardo | Piero Pretti
Renato | Luca Micheletti
Amelia | Lidia Fridman
Ulrica | Alla Pozniak
Oscar | Damiana Mizzi
Silvano | Sergio Vitale
Samuel | Daniel Giulianini
Tom | Luca Dall’Amico
Un giudice / Un servitore di Amelia | Riccardo Rados

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino

direttore | Riccardo Muti
maestro del coro | Ulisse Trabacchin
regia | Andrea De Rosa
scene | Nicola Bovey
costumi | Ilaria Ariemme
movimenti coreografici | Alessio Maria Romano
luci | Pasquale Mari



 

ph. Andrea Macchia / Teatro Regio di Torino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *