Preraffaelliti; Forlì; Mostra

I Preraffaelliti in mostra a Forlì

Il Museo Civico di San Domenico a Forlì ospita fino al 30 giugno prossimo una grandiosa mostra dedicata al movimento preraffaellita che cerca di scandagliare, oltre alle più palesi fonti artistiche e iconografiche, anche le radici culturali più profonde di un movimento artistico che è stato capace di rivoluzionare l’arte inglese della seconda metà dell’Ottocento, fino a giungere ad influenzare anche il nostro immaginario.

Preraffaelliti; Forlì; Mostra

La mostra è composta da sedici sezioni che in alcuni casi potremmo definire come vere e proprie piccole mostre nella mostra, sezioni che spesso singolarmente potrebbero avere vita propria come mostre indipendenti. E’ il caso per esempio della prima sezione, dedicata ai modelli italiani dei preraffaelliti, o ancora alle sezioni monografiche dedicate a Edward Burne-Jones e a Dante Gabriel Rossetti. Come accennato la mostra si apre con una prima spettacolare sala all’interno della Chiesa di San Giacomo; qui sono riuniti una serie di capolavori dell’arte italiana dalla Madonna in trono con il Bambino e due Angeli di Cimabue (1280-1285) in prestito dalla Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, alla Pallade e il Centauro di Botticelli (1482/1483) degli Uffizi, passando dallo spettacolare Compianto sul Cristo morto di Beato Angelico (1436-1441) proveniente dal Museo di San Marco di Firenze. Questa prestigiosa e davvero strabiliante raccolta di capolavori serve da punto di partenza e da primo confronto tra i capolavori degli Antichi Maestri e i lavori degli artisti preraffaelliti. In questa prima sala spicca uno dei prestiti più sorprendenti presenti in mostra: il ciclo di arazzi dedicati al Santo Graal, realizzati da Edward Burne-Jones, William Morris e John Henry Dearle, quattro monumentali arazzi che narrano la leggenda del Graal (appropriatamente esposto nell’abside della chiesa di San Giacomo), meno spettacolare ma fondamentale in questo percorso un piccolo bozzetto di Frederic Leighton che immortala La famosa “Madonna di Cimabue” portata in processione per le strade di Firenze, l’opera datata 1854 proviene da Leighton House e mostra come l’interesse degli artisti preraffaelliti non fosse rivolto solo verso i modelli formali degli Antichi Maestri.

Dopo un’infilata di sale in cui viene presentato il terreno culturale inglese dal quale fiorisce la confraternita preraffaellita (con un interessante approfondimento su Ruskin) e altre in cui sono presentate numerose opere dei primi anni del movimento, si arriva alla sala dedicata ad Edward Burne-Jones, dove sono accostati ai lavori del maestro inglese alcune fonti italiane come la Sacra Famiglia del Mantegna (proveniente dal Museo di Castelvecchio a Verona) e la Santa Giustina di Bellini (del Museo Bagatti Valsecchi di Milano), oltre ad alcuni splendidi disegni di Venusti, Pontormo e Michelangelo. Al piano superiore spicca invece la sala dedicata a Dante Gabriel Rossetti e al suo cenacolo, dove si possono ammirare alcuni dei più affascinanti ritratti realizzati dai Preraffaelliti, come la Roman Widow di Rossetti, accostati ai ritratti rinascimentali di Filippo Lippi, Palma il Vecchio, Bernardino Luini e GIovanni Bellini.

Preraffaelliti; Forlì; Mostra

La mostra prosegue presentando gli artisti delle generazioni successive che seguirono gli insegnamenti dei Preraffaelliti, per concludersi con uno sguardo a quegli artisti come per esempio Giulio Aristide Sartorio che nei primi del Novecento applicarono i dettami preraffaelliti per il rinnovamento dell’arte italiana. La mostra, attraverso più di trecento tra opere d’arte, libri, fotografie, manufatti e documenti (e anche grazie al poderoso catalogo di più di 600 pagine) presenta al pubblico uno spaccato dettagliato e preciso del movimento preraffaellita, delle sue origini e delle sue conseguenze sulla cultura figurativa europea degli ultimi centocinquant’anni.

Museo Civico San Domenico
Forlì | 24 febbraio – 30 giugno 2024

Preraffaelliti
Rinascimento Moderno

direzione generale | Gianfranco Brunelli
mostra a cura di: Cristina Acidini, Francesco Parisi, Liz Prettejohn e Peter Trippi
con: Tim Barringer, Stephen Calloway, Véronique Gerard Powell, Charlotte Gere e Paola Refice

progetto di allestimento a cura di Studio Lucchi e Biserni

 

catalogo: Dario Cimorelli Editore



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