Die Entführung aus dem Serail; Mozart; Scala; Ratto Serraglio, Strehler

Die Entführung aus dem Serail di Mozart alla Scala

Dopo Le Nozze di Figaro della scorsa stagione, prosegue anche quest’anno la riproposizione degli storici allestimenti mozartiani firmati da Giorgio Strehler per il Teatro alla Scala, in questa stagione il titolo scelto è stato Die Entführung aus dem Serail, spettacolo fondamentale (e tra i meglio riusciti) della lunga carriera di Strehler che mancava al Piermarini dal 2017. Per questa ripresa è stato chiamato alla guida dei complessi scaligeri il giovane direttore tedesco Thomas Guggeis (al suo debutto alla Scala) già collaboratore di Daniel Barenboim e attualmente direttore musicale dell’Opera di Francoforte.

Uno spettacolo delicato ed estremamente raffinato che segna uno dei culmini della produzione operistica di Strehler, che riesce a trasformare i cantanti impegnati in proscenio in vere e proprie silhouette. Come già precedentemente detto, la direzione è stata affidata a Thomas Guggeis che ad inizio anno abbiamo avuto il piacere di ascoltare a Berlino per Daphne di Strauss. Alla Scala alle prese con Mozart Guggeis ha offerto una prova brillante ed energica, capace di mettere in risalto sia gli aspetti più briosi sia quelli più lirici, proponendo un suono orchestrale che risulta leggero, ma sempre controllato nelle dinamiche e ben in armonia con quanto accade in palcoscenico. 

Di ottimo livello il cast di questa produzione, a partire dal Belmonte di Daniel Behle. Il tenore tedesco ha voce leggera e fraseggio raffinato, perfetto per impersonare il giovane innamorato alla ricerca dell’amata che pensa essere per sempre perduta. Ottima e precisa anche la coloratura. Lo affiancava nei panni di Pedrillo Michael Laurenz, interpretativamente spigliato ed esuberante e vocalmente molto convincente, con voce tenorile che bene si differenziava da quella di Belmonte. La sua compagna era la Blonde di Jasmin Delfs, che sfoggia voce sopranile cristallina e acuti sicuri; dal punto di vista interpretativo si dimostra civettuola e scaltra. Osmin era interpretato da Peter Rose, un veterano del ruolo, perfettamente calato nella divertente parte del guardiano del serraglio, vocalmente incisivo soprattutto nel registro acuto e di passaggio, meno in quello basso che in alcuni casi si è faticato a sentire. Su tutti però è brillata la prova di Jessica Pratt nei panni di Konstanze, la giovane rapita da Selim. Il soprano australiano sfoggia da un lato virtuosismi funambolici nell’aria più famosa dell’opera, Martern aller Arten, mostrando un repertorio di picchettati, trilli e sovracuti di grande bellezza (salutata dal pubblico con vere e proprie ovazioni), dall’altro lato splende anche nei momenti più lirici dove la voce mostra il suo lato più drammatico. Interpretativamente la voce di Jessica Pratt si è piegata perfettamente ai sentimenti di Konstanze, mettendo ogni nota al servizio dei sentimenti della giovane. 

Puntuali gli interventi del Coro scaligero e dei suoi solisti Roberta Salvati, Alessandra Fratelli, Luigi Albani e Giuseppe Capoferri, preparati da Giorgio Martano.


Teatro alla Scala
Milano | 8 marzo 2024

Die Entführung aus dem Serail
Singspiel in tre atti
libretto di Johann Gottlieb Stephanie jn. Da Christoph Friedrich Bretzner
musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Selim | Sven-Eric Bechtolf
Konstanze | Jessica Pratt
Blonde | Jasmin Delfs
Belmonte | Daniel Behle
Pedrillo | Michael Laurenz
Osmin | Peter Rose
servo muto | Marco Merlini

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Thomas Guggeis
maestro del coro | Giorgio Martano
regia | Giorgio Strehler
ripresa da Laura Galmarini
scene e costumi | Luciano Damiani
luci | Marco Filibeck


ph. Brescia & Amisano

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