Beatrice di Tenda; Carlo Felice; Genova; Bellini

La Beatrice di Tenda di Bellini al Carlo Felice di Genova

La stagione del Carlo Felice di Genova presenta in questi giorni la nuova produzione di un titolo poco noto al grande pubblico, ma di enorme interesse come: Beatrice di Tenda, penultima opera di Vincenzo Bellini che debuttò alla Fenice di Venezia nel 1833 e che mancava dai palchi genovesi da ben sessant’anni (l’ultima volta fu nel 1964 al Teatro Margherita), l’occasione per questa nuova produzione sta nel progetto culturale che vede Genova Capitale del Medioevo per tutto il 2024.

La regia dello spettacolo è stata affidata a Italo Nunziata che ha dato vita ad uno spettacolo che purtroppo si è rivelato estremamente statico, le scene (di Emanuele Sinisi) nella loro semplicità non hanno connotato la vicenda e si sono limitate a delimitare l’ambiente. Gli unici elementi scenici che hanno caratterizzato l’impianto scenico sono stati due dettagli architettonici, provenienti da un lavoro del 2020 dal titolo MVSEVM XIII del fotografo finlandese Ola Kolehmainen. Splendidi i costumi di foggia tardo ottocentesca, firmati da Alessio Rosati, che hanno aiutato lo spettatore a collocare l’intera vicenda dell’opera, non nel tardo quattrocento ma in un momento di revival del medioevo come l’Italia post unitaria della fine dell’Ottocento. Purtroppo il lavoro registico sembra essersi esaurito nel disporre la massa corale in una sorta di tableau vivant, mentre i solisti parevano abbandonati alla propria personale interpretazione del personaggio.

All’opposto invece la prova musicale che si è dimostrata pienamente all’altezza della complessa partitura belliniana. Beatrice di Tenda è opera della maturità belliniana, ma, tra queste, è quella decisamente meno rappresentata, forse perché drammaturgicamente meno riuscita, ma anche per via delle difficoltà di esecuzione. Il cast di questa coraggiosa produzione genovese è stato però del tutto all’altezza, guadagnandosi il favore del pubblico con applausi a scena aperta e ovazioni al termine. La protagonista era Angela Meade che avevamo avuto modo di ascoltare in Anna Bolena proprio qui al Carlo Felice e in Norma al Teatro Municipale di Piacenza. Il soprano americano supera anche questo difficile ruolo grazie ad una voce ben proiettata, omogenea in tutti i registri, nonché capace di pianissimi di grande fascino e di colorature snocciolate con grande precisione. La voce di Angela Meade si piega perfettamente alle sofferenze di questa donna pura e giusta che subisce innocente una sorte avversa. Interpretativamente la regia non riesce purtroppo a coinvolgerla appieno. Mattia Olivieri vestiva i panni del giovane e spietato Filippo Maria Visconti. Nonostante un’annunciata indisposizione, il baritono emiliano ha offerto una grande prova sia a livello vocale, esibendo voce vellutata, fraseggio prezioso e cesellato, acuti saldi e ottima coloratura, sia a livello interpretativo, riuscendo a portarci all’interno delle perfide macchinazioni del suo personaggio. L’ “altra”, ossia Agnese del Maino, aveva la voce e le sembianze di Carmela Remigio, perfettamente in linea sia vocalmente che nel temperamento, capace di ridare la donna spavalda, pronta a tutto per amore, per poi pentirsene. Completava il quartetto dei protagonisti il tenore Francesco Demuro alle prese con l’ingrata parte di Orombello, risolta con spavalderia negli acuti e una linea vocale caratterizzata da grande eleganza. Buono l’apporto dei due comprimari, Manuel Pierattelli (Anichino) e Giuliano Petouchoff (Rizzardo del Maino). 

Sul podio abbiamo trovato Riccardo Minasi che alla testa dell’Orchestra del Carlo Felice ha proposto una versione dell’opera sostanzialmente senza tagli. Il direttore romano ha sottolineato i toni cupi e tetri di questa partitura, mettendone in risalto sin da subito l’esito tragico della vicenda, ben chiaro sin dall’inizio dalle intenzioni di Filippo Maria Visconti. Di buon livello l’apporto essenziale del Coro (qui preparato da Claudio Marino Moretti), che in quest’opera funge da vero e proprio motore dell’azione, commentando momento dopo momento tutto ciò che accade. 


Opera Carlo Felice Genova
Genova | 17 marzo 2024

Beatrice di Tenda
tragedia lirica in due atti
libretto di Felice Romani
musica di Vincenzo Bellini

Filippo Maria Visconti | Mattia Olivieri
Beatrice di Tenda | Angela Meade
Agnese del Maino | Carmela Remigio
Orombello | Francesco Demuro
Anichino | Manuel Pierattelli
Rizzardo del Maino | Giuliano Petouchoff

Orchestra Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice Genova

maestro concertatore e direttore | Riccardo Minasi
maestro del coro | Claudio Marino Moretti
regia | Italo Nunziata
regista collaboratore | Danilo Rubeca
scene | Emanuele Sinisi
costumi | Alessio Rosati
luci | Valerio Tiberi

ph. Marcello Orselli

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