Teatro Regio di Torino; La Fanciulla del West; Puccini; Carrasco

La Fanciulla del West di Puccini al Regio di Torino

Il Teatro Regio di Torino presenta (in occasione dell’anno delle celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Puccini) una nuova attesa produzione de La fanciulla del West firmata dalla regista argentina Valentina Carrasco (al suo debutto al Teatro Regio) e diretta dal maestro Francesco Ivan Ciampa.

Lo spettacolo di Valentina Carrasco gioca apertamente tra cinema e melodramma, ambientando la vicenda all’interno di un set cinematografico, durante le riprese di un western di Sergio Leone, l’altro italiano che dopo Puccini reinventò il genere Western giunto ormai al suo tramonto. Lo spettacolo, grazie a numerosi richiami e citazioni provenienti dai vari spaghetti western di Sergio Leone, riesce a coinvolgere lo spettatore a più livelli, senza stravolgere la trama, ma inserendo il racconto dell’opera in una narrazione più ampia e metateatrale, con l’utilizzo di telecamere e anche di uno schermo, dove di volta in volta lo spettatore può vedere alcune scene del film che sta nascendo davanti ai suoi occhi. Davvero magnifico il lavoro sui costumi, firmati da Silvia Aymonino capace di rievocare sul palco, proprio grazie agli abiti, non solo i personaggi dei film di Sergio Leone, ma anche lo stesso regista romano e il grande Ennio Morricone che vediamo aggirarsi attorno ai set durante le riprese e litigare con artisti e maestranze. Minnie indossa un vestito nero del tutto simile a quello di Claudia Cardinale in C’era una volta il West, mentre Dick Johnson veste come Armonica interpretato da Charles Bronson sempre in C’era una volta il West (non a caso il sipario si apre proprio mentre si gira un primo piano di Armonica che suona le prime note dell’ouverture dell’opera). Le scene di Carles Berga e Peter van Praet sono il perfetto contorno per la lettura imposta da Valentina Carrasco, con la ricostruzione di un saloon e della capanna di Minnie, tuttavia il vuoto che si viene a formare in palcoscenico ha creato qualche problema di acustica.

Teatro Regio di Torino; La Fanciulla del West; Puccini; Carrasco

Sul podio abbiamo trovato il Maestro Francesco Ivan Ciampa, alla sua prima esperienza con La Fanciulla del West. Il direttore campano riesce a ben sottolineare gli aspetti più sinfonici di questa partitura, quelli che più l’avvicinano effettivamente ad una colonna sonora. Allo stesso tempo però in questa occasione ha spinto un po’ ai limiti l’Orchestra del Regio, facendola suonare ad un volume eccessivamente elevato, a scapito in alcuni casi delle performance dei cantanti. Da considerare anche (come accennavamo poco fa) che l’impianto scenico lasciava grandi vuoti, con le voci che quindi purtroppo tendevano a disperdersi, un aspetto che nel corso delle recite potrà sicuramente migliorare. 

Jennifer Rowley vestiva per la prima volta nella sua carriera i panni di Minnie. La voce lirica purtroppo manca proiezione e fatica in più di un’occasione a superare l’importante massa orchestrale dell’orchestrazione pucciniana, riscontrando inoltre delle asperità negli acuti. Interessante il fraseggio e il coinvolgimento interpretativo che ci mostra una donna semplice e pura, ma che non dimentica di essere determinata e combattiva. Roberto Aronica tornava invece a interpretare il bandito Dick Johnson/Ramerrez con voce che mostra un bello squillo e sfoggia un colore brunito perfetto per questo ruolo che infatti ha interpretato numerose volte nella sua carriera. Il baritono Gabriele Viviani è stato un ottimo Jack Rance, dall’accento appropriato e ottima proiezione vocale. 

Numerosi i comprimari, tutti importanti per la riuscita di quest’opera, e tutti hanno offerto un’ottima prova. Da segnalare Gustavo Castillo impegnato nella magnifica serenata Che faranno i vecchi miei, l’Ashby di Paolo Battaglia e il Sonora di Filippo Morace. Bene anche Francesco Pittari (Nick), Cristiano Oliveri (Trub), Eduardo Martinez (Sid/Billy), Alessio Verna (Bello/Harry), Enrico Maria Piazza (Joe), Giuseppe Esposito (Happy), Tyler Zimmerman (Larkens), Ksenia Chubunova (Wowke), Adriano Gramigni (José Castro) e Alejandro Escobar (un postiglione). 

Tanti applausi da parte del pubblico rumoroso ed entusiasta che affolava il Regio la sera della prima, i prossimi appuntamenti con la stagione lirica torinese vedranno in scena ad aprile The tender land di Copland (al Piccolo Regio) e Le Villi di Puccini, in scena dal 19 al 26 aprile.


Teatro Regio di Torino
Torino | 22 marzo 2024

La fanciulla del West
Opera in tre atti
libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini
dal dramma The Girl of the Golden West di David Belasco
musica di Giacomo Puccini

Minnie | Jennifer Rowley
Jack Rance | Gabriele Viviani
Dick Johnson (Ramerrez) | Roberto Aronica
Nick | Francesco Pittari
Ashby | Paolo Battaglia
Sonora | Filippo Morace
Trub | Cristiano Oliveri
Sid / Billy | Eduardo Martinez
Bello / Harry | Alessio Verna
Joe | Enrico Maria Pizza
Happy | Giuseppe Esposito
Larkens | Tyler Zimmerman
Wowkle | Ksenia Chubunova
Jack Wallace | Gustavo Castillo
José Castro | Adriano Gramigni
Un postiglione | Alejandro Escobar

Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino

direttore | Francesco Ivan Ciampa
maestro del coro | Ulisse Trabacchin
regia | Valentina Carrasco
scene | Carles Berga e Peter van Praet
costumi | Silvia Aymonino
direttore della fotografia | Gianluca Mamino
luci | Peter van Praet
assistente alla regia | Lorenzo Nencini
assistente alle scene | Chiara La Ferlita
assistente ai costumi | Agnese Rabatti
direttore dell’allestimento | Antonio Stallone

 


ph. Daniele Ratti | Teatro Regio di Torino

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