Elektra; Baden-Baden; Strauss; Berliner Philharmoniker; Petrenko

Elektra alla Festspielhaus di Baden-Baden

Per la penultima volta i Berliner Philharmoniker sono stati i protagonisti assoluti del Festival di Pasqua di Baden-Baden portando in scena una nuova produzione della Elektra di Richard Strauss diretta dal maestro Kirill Petrenko, mentre l’allestimento è stato affidato al regista bavarese Philipp Stölzl (che aveva già collaborato con Petrenko a Monaco di Baviera per uno splendido allestimento di Andrea Chenier) unitamente al regista di prosa austriaco Philipp M. Krenn. 

Con Elektra si chiude il progetto biennale dedicato a Richard Strauss avviato lo scorso anno con Die Frau ohne Schatten (che era stato preceduto da un’altro progetto biennale dedicato a Čajkovskij che tra il 2021 e il 2022 ha portato in scena a Baden-Baden Mazeppa in forma concertante a causa delle restrizioni per il COVID e La dama di picche).

L’allestimento creato da Stölzl e Krenn per questa prestigiosa produzione, pur nella sua apparente semplicità (in scena non sono presenti oggetti o elementi), si basa su una struttura imponente che occupa per intero l’enorme spazio del boccascena della Festspielhaus di Baden-Baden. Una monumentale e complessa struttura con piani mobili praticabili, come fosse una specie di “macina” orizzontale, che apre e chiude spazi grandi e piccoli, larghi o soffocanti, su cui i protagonisti si trovano a muoversi e ad interagire. I movimenti risultano spesso precari, in quanto gli spazi sono molto piccoli e allo stesso tempo spesso i personaggi si ritrovano in spazi lontani tra di loro, come a significare la loro lontananza emotiva. Il focus è totalmente da un lato sui personaggi, che sono quasi come sotto una lente di ingrandimento, e sul testo del libretto, i cui versi vengono proiettati sulla grande scenografia per tutta la durata dello spettacolo. Questa scelta è stata fatta dai registi per ridare centralità al testo di Hofmannsthal che (caso più unico che raro nel mondo dell’opera) nacque per il teatro di prosa e solo in un secondo momento fu messo in musica da Strauss senza apportare molte modifiche o adattamenti. Nonostante l’ambientazione astratta lo spettacolo sembra voler rievocare attraverso i costumi, le acconciature, le luci e il font utilizzato per le proiezioni, il cinema espressionista tedesco, quasi si volesse portare lo spettatore all’interno di un film muto degli anni Venti.

Elektra; Baden-Baden; Strauss; Berliner Philharmoniker; Petrenko

A livello musicale superba esecuzione dei Berliner Philharmoniker guidati dal loro direttore musicale Kirill Petrenko. Petrenko propone una lettura sofferta di Elektra, molto calibrata, mai “urlata” verso quella vendetta che la protagonista anela. Si arriva così al dramma in modo misurato, per esplodere con onde sonore di grande intensità e bellezza, suonate con estrema precisione e compattezza dell’orchestra berlinese, senza però mai scavalcare le voci. La protagonista era Nina Stemme, soprano svedese che tante volte in carriera ha affrontato questo ruolo. A dispetto di qualche problema nell’estremo registro acuto, Nina Stemme lo affronta in questa occasione con grande mestiere ed intensità drammatica, non risparmiandosi (Elektra rimane in scena per tutta l’opera senza mai una pausa), proponendo a livello interpretativo una Elektra meno infiammata dalla vendetta, ma più sofferente. Michaela Schuster interpretava Klytämnestra con voce calda e ricca di mezzosoprano, dal fraseggio estremamente significativo. Il confronto tra madre e figlia risulta uno dei più alti di tutta la serata. La sorella minore di Elektra, Chrysothemis era invece interpretata da Elza van der Heever con voce luminosa che ben esprimeva la giovinezza e l’innocenza della giovane, con registro acuto saldo e timbrato. Estremamente efficace la prova del baritono danese Johan Reuter come Orest, con grande fraseggio e grande coinvolgimento interpretativo. Wolfgang Ablinger-Sperrhacke era invece Egisth, proposto qui con grande maestria. Come sempre, molto lunga è la lista dei comprimari che però sono stati tutti all’altezza degli interpreti principali, a cominciare dal gruppo delle ragazze e sorveglianti le cui parti sono vocalmente impegnative per continuare con il precettore di Orest e i diversi servitori. 

Elektra; Baden-Baden; Strauss; Berliner Philharmoniker; Petrenko

Tripudio del pubblico al termine della recita della domenica di Pasqua con ovazioni da stadio alla comparsa sul palco di Kirill Petrenko. I Berliner e il loro direttore torneranno per un’ultima volta nella località termale della Foresta Nera in occasione del Festival di Pasqua del 2025, in programma una nuova produzione della Madama Butterfly di Puccini firmata da Davide Livermore con Eleonora Buratto nel ruolo del titolo.


Festspielhaus Baden-Baden
31 marzo 2024

Elektra
tragedia in un atto
musica di Richard Strauss

libretto di Hugo von Hofmannsthal

Klytämnestra | Michaela Schuster
Elektra | Nina Stemme
Chrysothemis | Elza van den Heever
Orest | Johan Reuter
Aegisth | Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Der Pfleger des Orest | Anthony Robin  Schneider
Die Vertraute | Serafine Strake
Die Schleppenträgerin | Anna Denisova
Ein junger Diener | Lucas van Lierop
Ein alter Diener | Andrew Harris
Die Aufseherin | Kirsi Tiihonen
Erste Magd | Katharina Magiera
Zweite Magd | Marvic Monreal
Dritte Magd | AlexandraIonis
Vierte Magd | Dorothea Herbert
Fünfte Magd | Lauren Fagan
Dienerinnen | Marian Ambrozova, Ada Bilkova, Eliska Grohova, Zuzana Hirschova, Teresa Kurfirtova, Stepanka Pychova

Berliner Philharmoniker
Prager Philharmonischer Chor

direttore | Kirill Petrenko
regia | Philipp Stölzl e Philipp M. Krenn
scene e luci | Philipp Stölzl
costumi | Kathi Maurer
video | Judith Selenko e Peter Venus
aiuto scenografo | Franziska Harm



ph. Monika Rittershaus

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