Die sieben Todsünden; Dido and Aeneas; Reggio Emilia

Dido and Aeneas e Die sieben Todsünden a Reggio Emilia

La stagione lirica dei Teatri di Reggio Emilia si avvia alla conclusione con uno speciale dittico (frutto di una coproduzione tra il Teatro Comunale di Bologna, i Teatri di Reggio Emilia e la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento) che ha unito Dido and Aeneas (l’opera più celebre di Henry Purcell) e Die sieben Todsünden, ultimo atto della feconda collaborazione tra Kurt Weill e Bertolt Brecht.

La regia di questo insolito dittico è stata firmata da Daniele Abbado, nato originariamente come un progetto in tre parti che si sarebbe concluso con La clemenza di Tito di Mozart, uno speciale trittico che doveva ruotare attorno al tema della città. Purtroppo la pandemia e il successivo spostamento del teatro bolognese nella struttura temporanea in fiera hanno trasformato e ridotto il progetto che ha perso il capitolo mozartiano e ha dovuto adattare l’allestimento ai nuovi spazi del Comunale Nouveau. L’impianto scenico estremamente semplice (praticamente è presente in scena solo una pedana rialzata e alcuni pannelli mobili) è il medesimo per i due spettacoli, con piccoli cambiamenti che servono a contestualizzare meglio le due vicende, i richiami alla città mitologica (o meglio archeologica) in Dido and Aeneas sono per lo più resi attraverso i pannelli e le luci, i cui colori richiamano quelli del deserto; mentre in Die sieben Todsünden i rimandi alle sette città americane arrivano dalle numerose luci che dai pannelli che si stagliano sullo sfondo sembrano riproporre le luci dello skyline delle metropoli americane, mentre la pedana centrale diviene il palcoscenico in cui Anna si esibisce. Davvero fondamentali le luci Angelo Linzalata che firmando anche le scene è stato in grado di pensare ad una scenografia completamente a servizio del disegno di luci.

Die sieben Todsünden; Dido and Aeneas; Reggio Emilia

Alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna abbiamo trovato Marco Angius, direttore specializzato nel repertorio novecentesco e contemporaneo. Proprio perché solitamente si occupa di repertorio contemporaneo, è stato interessante sentirlo accostarsi ad una partitura come quella di Purcell, alle origini dell’opera. La partitura arrivata a noi dell’unica opera all sung di Purcell non è completa e per questo motivo, al posto di inserire brani dello stesso Purcell mutuati da altre partiture di simile carattere, Marco Angius ha deciso di inserire all’interno tre brani tratti dai Cori di Didone di Luigi Nono su testo di Giuseppe Ungaretti e un brano di Giacinto Scelsi. La scelta pare forse ardita, ma in realtà va notato come l’accostamento arricchisca la partitura di Purcell, creando inediti collegamenti. Il Maestro Angius si accosta a Dido and Aeneas offrendone una lettura lontana dai classici stilemi delle esecuzioni barocche, ma proprio per antitesi estremamente interessante. Molto calibrata anche l’esecuzione di Die sieben Todsünden. 

Due i cast coinvolti in questo dittico che solo in parte si sono sovrapposti. In Dido and Aeneas convincente la prova di Francesco Salvadori nei panni dell’eroico Enea, mentre incisivo sia dal punto di vista vocale che da quello scenico Bruno Taddia nei panni della Maga. Corretta la Belinda della giovane Patricia Daniela Fodor dalla voce schietta sopranile affiancata da Emanuela Sgarlata come seconda donna e dallo spirito di Paola Valentina Molinari. In comune tra i due atti unici la presenza di Danielle de Niese nei panni di Didone in Purcell e di Anna nell’atto unico di Weill. Al netto di qualche sbavatura nell’intonazione, il soprano australiano, già in passato apprezzata interprete barocca, convince nei panni della regina, donando un’interpretazione che esprime soprattutto la fierezza di questa donna davanti al fato che le è ostile. Nei panni di Anna risulta scenicamente fascinosa e dà il meglio nelle parti più liriche, mentre in altre fatica purtroppo a superare il peso dell’orchestrazione di Weill. Insieme a lei in entrambe le opere abbiamo trovato anche gli ottimi Marco Miglietta e Andrea Giovannini che in Purcell interpretavano due streghe, mentre in Weill facevano parte del favoloso quartetto della famiglia di Anna. Insieme ai due nella famiglia c’erano anche Nicolò Ceriani e l’ottimo basso Andrea Concetti nei panni della mamma. Completava il cast degli interpreti l’espressiva ballerina Irene Ferrara nei panni di Anna II. 

Die sieben Todsünden; Dido and Aeneas; Reggio Emilia

Buon successo di pubblico con una sala affollata di tanti giovani, la stagione d’opera di Reggio Emilia si chiuderà tra il 24 e il 26 maggio con un’altro dittico inedito formato da Alfred, Alfred di Donatoni e La serva padrona di Pergolesi, in scena al Teatro Ariosto.


Teatro Romolo Valli
Reggio Emilia | 7 aprile 2024

Dido and Aeneas
opera in tre atti
libretto di Nahum Tate
musica di Henry Purcell

Didone | Danielle de Niese
Enea | Francesco Salvadori
Belinda | Patricia Daniela Fodor
Seconda donna | Emanuela Sgarlata
La maga | Bruno Taddia
I strega | Marco Miglietta
II strega / Marinaio | Andrea Giovannini
Spirito | Paola Valentina Molinari

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Die sieben Todsünden
libretto di Bertolt Brecht
musica di Kurt Weill

Anna | Danielle de Niese
Anna II | Irene Ferrara
La famiglia | Marco Miglietta, Andrea Giovannini, Nicolò Ceriani, Andrea Concetti


Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

direttore | Marco Angius
maestro del coro | Gea Garatti Ansini
regia | Daniele Abbado
scene e luci | Angelo Linzalata
costumi | Giada Masi
coreografie | Simona Bucci



 

ph. Andrea Ranzi

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