Opera Roma; Sonnambula; Bellini; Oropesa

La Sonnambula di Bellini all’Opera di Roma

Il Teatro dell’Opera di Roma programma un nuovo allestimento de La Sonnambula di Bellini schierando una coppia di protagonisti di tutto lustro: Lisette Oropesa e John Osborn. La possibilità di ascoltarli entrambi nella stessa produzione e la casualità che a Napoli fossero in corso le recite de La Gioconda di Ponchielli, ha portato molti melomani itineranti a migrare verso sud tra il 9 e il 17 aprile per assistere a entrambe le produzioni, con ottimi risultati di sbigliettamento sia per l’Opera che per il San Carlo. Segno questo che la programmazione intelligente ripaga sempre. 

Delle recite previste, Lisette Oropesa ne ha cantate complete solo due, ritirandosi poi per problemi di salute dopo il primo atto della pomeridiana domenicale del 14 aprile e cancellando prudentemente anche l’ultima replica del 17. Come da lei stessa dichiarato sui propri canali social, quella che sembrava un’allergia, si è poi rivelata un raffreddore che le impediva di proseguire col regolare svolgimento della recita. Presenti alla pomeridiana, non abbiamo notato particolari difficoltà nell’esecuzione da parte della protagonista, al debutto tanto desiderato nel ruolo di Amina (come da lei stessa tanto amplificato a mezzo stampa). La sortita <<Come per me sereno>> è stata eseguita con la consueta grazie e raffinatezza. La voce correva bene nella Sala del Costanzi, esploso in fragorosi applausi al termine di <<Sovra il sen la man mi posa>>. Nel secondo atto  la recita è stata portata dalla bravissima Ruth Iniesta

È sbagliato e spesso banale essere assoluti nelle proprie asserzioni, ma John Osborn, dopo vent’anni di onorata carriera, è uno dei pochi cantanti sui quali si può sempre fare affidamento e quasi mai si resta delusi. La capacità di modulare, il legato, i fiati, fanno sì che gli sia perdonato un timbro non baciato dalla natura. Il candore giovanile in scena è invidiabile e naturale al punto da non risultare mai inappropriato considerando che il tenore americano si avvicina ai cinquantadue anni d’età. Roberto Tagliavini è un Conte Rodolfo autorevole vocalmente; Francesca Benitez colpisce per la sfrontatezza con la quale la regia (tanto discussa) ne caratterizza il personaggio di Lisa e menzione d’onore merita poi Monica Bacelli, artista di lunga e conclamata carriera. 

Francesco Lanzillotta opta lodevolmente per una versione il più possibile integrale. Adotta tempi rapidi ma sempre coerenti e garantisce un ottimo equilibrio tra l’orchestra e il palcoscenico. Ineccepibile la prova del Coro diretto da Ciro Visco. 

L’opera semiseria è un genere quasi impossibile da affrontare in modo plausibile al giorno d’oggi. Nel XIX secolo il “dramma” non era abbinato a personaggi della vita quotidiana e pensare di descrivere in modo introspettivo i dolori di una ragazza del popolo era inusuale. La mancanza di comprensione di questo e la scarsa dimestichezza col genere semiserio (oggigiorno caduto in disgrazia), porta a concetti di regia come quello sviluppato in questa occasione da Jean-Philippe Clarac e Olivier Deloeuil. In sostanza sembra che il Costanzi sia utilizzato come location per le nozze di Elvino e Amina utilizzando riferimenti all’Hotel Quirinale, al passaggio interno che lo collega al Teatro, proiezioni di foto iconiche di Maria Callas e June Anderson, protagonista di una splendida edizione nel febbraio 1988. Dopodiché il nulla. Una trama graziosa e allo stesso tempo banale qual è quella della Sonnambula, è plausibile però solo se inserita in un contesto rurale ottocentesco. Si tratta pur sempre di una ragazza rinnegata dalla propria comunità poiché scoperta nella camera da letto di un forestiero, che per fortuna riesce a riabilitarne l’immagine dimostrando che è affetta da una patologia e non è una poco di buono. Non si chiede ai registi di utilizzare costumi folkloristici ma di contestualizzare semplicemente la vicenda nella dimensione nella quale la storia abbia effettivamente un senso. L’impianto scenico è asettico, illuminato prettamente con luci chiare della stessa intensità, poco accattivante e dei costumi si mettono in luce solo gli splendidi accessori riservati a Teresa, la madre di Amina. 

Successo caloroso al termine tributato da un teatro pieno di ogni ordine di posto, inclusi quelli di solo ascolto in galleria.


Teatro dell’Opera di Roma
Roma | 14 aprile 2024

La Sonnambula
melodramma in due atti
libretto di Felice Romani
musica di Vincenzo Bellini

Amina | Lisette Oropesa / Ruth Iniesta (secondo atto)
Elvino | John Osborn
Il conte Rodolfo | Roberto Tagliavini
Teresa | Monica Bacelli
Lisa | Francesca Benitez
Alessio | Mattia Rossi
Il notaro | Giordano Massaro

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

direttore | Francesco Lanzillotta
maestro del coro | Ciro Visco
regia, scene e costumi | Jean-Philippe Clarac & Olivier Deloeuil “Le LAB”
drammaturgia | Luc Bourrousse
video | Pascal Boudet e Timothée Buisson
Graphic Design | Julien Roques



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