Le Villi; Puccini; Regio Torino

Le Villi di Puccini al Regio di Torino

Le celebrazioni pucciniane del Teatro Regio di Torino proseguono in questi giorni (dopo La bohème, La Rondine e La Fanciulla del West e in attesa del Trittico in scena tra giugno e luglio) con un nuovo allestimento de Le villi, opera composta nel 1883 che segnò il debutto operistico di Giacomo Puccini. Il giovane compositore lucchese la presentò alla prima edizione del Concorso Sonzogno indetto dalla casa editrice per trovare nuovi talenti italiani nell’ambito della composizione operistica che potessero rinverdire il mondo del melodramma italiano. In quel momento infatti nel mondo operistico italiano si era arrivati ad uno stallo, considerato che Verdi non componeva più da alcuni anni e che i cartelloni si stavano affollando di opere tedesche e francesi. L’opera pucciniana non vinse il concorso, ma contribuì a far nascere l’interesse per il giovane compositore da parte dell’editore Ricordi che pubblicò questa e tutte le sue successive opere.

Per questa produzione la regia è stata affidata a Pier Francesco Maestrini, mentre sul podio dei complessi torinesi c’era Riccardo Frizza. L’allestimento di questa nuova produzione sposta la vicenda (tratta dal racconto Les Willis di Adolphe Karr, a sua volta tratto dal soggetto del balletto Giselle) dalla Germania medievale ad una sorta di fin de siècle colorata e idilliaca (anche se forse un po’ troppo stereotipata) nella prima parte, mentre il primo quadro del secondo atto ricrea grazie a velluti rossi e ad un enorme quadro una sorta di boudoir dove Roberto viene sedotto da una “sirena”; l’ultima parte dello spettacolo è invece ambientata in una tetra foresta in cui le apparizioni soprannaturali delle Villi e del fantasma di Anna sono rese in un primo momento sfruttando in maniera creativa proiezioni e scenografie per poi diventare reali incarnate da danzatrici e da Anna stessa. Quest’ultima parte è sicuramente quella meglio riuscita perché in grado di affascinare lo spettatore con le sue atmosfere dark. 

Approcciarsi alla partitura de Le Villi non è compito facile per il direttore, in quanto è necessario trovare un difficile equilibrio tra il sinfonismo di alcune parti, insieme ad altre che più esplicitamente si riferiscono al melodramma italiano di matrice, potremmo dire, verdiana, senza dimenticare le parti di danza, tanto che quest’opera è definita opera-ballo. Riccardo Frizza insieme all’ottima orchestra del Regio riesce a far emergere questi aspetti e a far presagire all’ascoltatore il Puccini che verrà. Un’esecuzione corretta ed equilibrata che però avremmo auspicato più accesa e drammatica in alcuni intensi momenti come per esempio nella Tregenda. 

Roberta Mantegna vestiva i panni di Anna, la donna tradita e pronta a vendicarsi dopo la morte. Il soprano siciliano comincia la recita  è sembrato più a suo agio nella seconda parte dell’opera, quella più drammatica, tratteggiata in modo convincente sia a livello vocale che interpretativo. Il tenore Azer Zada sostituiva l’indisposto Martin Muehle in questa produzione. La voce ha un bello squillo, ma manca purtroppo di proiezione vocale e fatica a farsi sentire, soprattutto quando viene sollecitato il registro acuto. Ottima infine la prova del terzo protagonista, il baritono Simone Piazzola nei panni del padre di Anna, Guglielmo, capace di affrontare la tessitura dell’aria dalle reminiscenze verdiane Anima santa della figlia mia. Ottimo il contributo del coro del Regio preparato da Ulisse Trabacchin. 

Al termine successo per tutti gli interpreti, le recite proseguono fino al 26 di aprile, mentre la stagione torinese prosegue dal 17 maggio con Der fliegende Holländer di Wagner.

Teatro Regio
Torino | 21 aprile 2024

Le villi
Opera-ballo in due atti
libretto di Ferdinando Fontana
musica di Giacomo Puccini

Anna | Roberta Mantegna
Roberto | Azer Zada
Guglielmo Wulf | Simone Piazzola

Orchestra e Coro del Teatro Regio Torino

direttore | Riccardo Frizza
maestro del coro | Ulisse Trabacchin
regia | Pier Francesco Maestrini
scene | Guillermo Nova
costumi | Luca Dall’Alpi
coreografia e assistente alla regia | Michele Cosentino
luci | Bruno Ciulli
assistente ai costumi | Laura Viglione



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