Pagliacci, Ruggero Leoncavallo, Teatro alla Scala, Milano

Cavalleria rusticana e Pagliacci al Teatro alla Scala

La stagione del Teatro alla Scala prosegue in questa primavera riproponendo l’allestimento firmato da Mario Martone nel 2011 per il dittico Cavalleria Rusticana & Pagliacci di Mascagni e Leoncavallo, per questa ripresa che torna sul palco del Piermarini a nove anni dall’ultima volta è stato chiamato a dirigere i complessi scaligeri il maestro Giampaolo Bisanti.

L’allestimento di Martone con le scene di Sergio Tramonti (storico scenografo della Medea di Pasolini) è ormai diventato un classico della Scala, almeno per quanto riguarda la Cavalleria Rusticana (tornata sul palco del Piermarini per la quarta volta dal 2011) che nella sua estrema semplicità (il palco è completamente vuoto ed immerso nel buio) riesce ad arrivare dritto al pubblico grazie a semplici movimenti delle masse corali che si muovono in palcoscenico come se fossero all’interno di una sacra rappresentazione. Il popolo sempre presente in scena si trasforma così in un vero e proprio personaggio capace di escludere e isolare Santuzza e di proteggere e spalleggiare Lola e Alfio. L’ambientazione spoglia sposta inoltre tutta l’attenzione sui personaggi la cui caratterizzazione esce in modo preponderante. Più complessa, ma meno efficace e riuscita (e senza una vera interpretazione che si stacchi dall’illustrare la trama) risulta invece la regia di Pagliacci, che ambienta tutta la vicenda ai piedi di un grigio cavalcavia (probabilmente durante il secondo dopoguerra), dove la compagnia di Canio arriva per esibirsi. Per entrambi gli spettacoli Martone “sfonda” la quarta parete e porta i personaggi fuori dall’area del palcoscenico, tanto che il coro nell’ultima scena dei Pagliacci si trova a cantare proprio all’altezza della buca dell’orchestra e un manipolo di figuranti accompagnano Silvio in platea durante la recita di Canio e Nedda.

Cavalleria rusticana, Pietro Mascagni, Teatro alla Scala, Milano

Sul podio in questa occasione abbiamo ritrovato Giampaolo Bisanti la cui direzione non ha però saputo convincere appieno, più in Cavalleria che in Pagliacci, manifestando imprecisioni e in generale una tendenza a puntare su dinamiche forti che non permettono all’ascoltatore di assaporare le sfumature delle due partiture. Un’occasione persa perché il Coro del Teatro alla Scala (preparato da Alberto Malazzi) è come sempre una certezza e il cast delle due opere si è dimostrato all’altezza.

Protagonista di Cavalleria era Elīna Garanča, di ritorno alla Scala dopo il Don Carlo inaugurale. La prova del mezzosoprano lettone è di composta incisività, penetrante, ma mai eccessiva grazie ad un’ottima tenuta vocale, elegante fraseggio e grande omogeneità in tutti i registri. Al suo fianco l’impetuoso Turiddu di Brian Jadge, dalla voce tenorile con bello squillo e sicurissima negli acuti. Lola era l’ottima Francesca Di Sauro, mentre Elena Zilio, forte dei lunghi anni di frequentazione del ruolo, era una coinvolgente Mamma Lucia. Rimane da riferire dell’Alfio di Roman Burdenko, l’unico del cast a partecipare anche a Pagliacci. Il baritono russo ci è parso più a suo agio come Alfio, mentre gli è mancata un po’ di nobiltà nel prologo di Pagliacci. Protagonista di quest’ultima c’era Fabio Sartori nei panni di Canio che è risultato vocalmente convincente, con acuti saldi e un’interpretazione votata a far uscire il lato più impulsivo del personaggio, mentre latitava un po’ di incisività nel fraseggio. Irina Lungu debuttava invece come Nedda, offrendo di questa donna un’interpretazione intensa e coinvolgente. La voce fatica un po’ nel registro più acuto, ma il soprano russo riesce a gestire il tutto al meglio grazie ad un’ottima tecnica. Corretto l’Arlecchino di Jinxu Xiahou e ottimo invece sia vocalmente che interpretativamente il Silvio di Mattia Olivieri

Salvo qualche contestazione verso il direttore al termine di Cavalleria, per tutto il resto del cast è stato decretato un vivo successo. Le recite del dittico continueranno fino al 5 maggio.

 

Teatro alla Scala
Milano | 23 aprile 2024

Cavalleria Rusticana
Melodramma in un atto
libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
musica di Pietro Mascagni

Santuzza | Elina Garanca
Lola | Francesca Di Sauro
Turiddu | Brian Jagde
Alfio | Roman Burdenko
Lucia | Elena Zilio
Una voce | Patrizia Molina

Pagliacci
Dramma in un prologo e due atti
libretto e musica di Ruggero Leoncavallo

Nedda | Irina Lungu
Canio | Fabio Sartori
Tonio | Roman Burdenko
Peppe | Jinxu Xiahou
Silvio | Mattia Olivieri
Un contadino | Gabriele Valsecchi
Altro contadino | Luigi Albani

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Giampaolo Bisanti
maestro del coro | Alberto Malazzi
regia | Mario Martone
ripresa da Federica Stefani
scene | Sergio Tramonti
costumi | Ursula Patzak
luci | Pasquale Mari

ph. Brescia & Amisano

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