Don Pasquale; Donizetti; Scala; Milano; Livermore

Il Don Pasquale di Donizetti torna alla Scala

Il Teatro alla Scala di Milano dopo la ripresa dell’allestimento di Mario Martone di Cavalleria Rusticana & Pagliacci riporta in scena un’altra messinscena molto riuscita degli scorsi anni, il Don Pasquale di Donizetti firmato da Davide Livermore per la stagione 2017/2018.

Lo spettacolo di Livermore sposta la vicenda in una Roma anni Cinquanta a metà strada tra la città dei film neorealisti e quella immortalata da Fellini, con anche numerosi richiami (alcuni diretti, altri più velati) al cinema italiano degli anni Cinquanta/Sessanta. Le splendide scene firmate da Davide Livermore e da Giò Forma restituiscono perfettamente i contrasti della Roma del dopoguerra, con da un lato i palazzi decadenti della nobiltà capitolina e dall’altro gli edifici razionalisti come l’ingresso di Cinecittà e l’atrio di una stazione (che potrebbe essere quella di Termini, come anche quella di Santa Maria Novella). Magnifici anche i costumi di Gianluca Falaschi che ci riportano con fogge e colori proprio agli anni del boom. La Sinfonia serve a Livermore per spiegare perché Don Pasquale non è sposato, tratteggiando la sua relazione con una madre troppo possessiva. Per il resto lo spettacolo accompagna rispettosamente la trama, sottolineando i momenti più divertenti, mentre proprio quelli più malinconici sono lasciati alle citazioni cinematografiche. Nel complesso uno degli spettacoli meglio riusciti di quelli proposti da Livermore alla Scala. 

Alla testa delle compagini scaligere per questa ripresa abbiamo trovato Evelino Pidò, già apprezzato direttore donizettiano. In questa occasione però la sua direzione non ha convinto appieno. Il direttore torinese ha puntato su sonorità molto marcate che meglio si adattano ai momenti più malinconici della partitura. Meno riuscite quindi le parti più frizzanti che sono qui parse appesantite. Ottimo l’intervento del Coro del Teatro alla Scala preparato dal M° Alberto Malazzi. 

Del cast originario abbiamo ritrovato il protagonista Ambrogio Maestri e Mattia Olivieri nei panni del Dottor Malatesta. Ambrogio Maestri convince anche in questa ripresa, perfettamente calato nel personaggio di Don Pasquale, interpretato con grande coinvolgimento e linea di canto solida e tecnica raffinata, sebbene in alcuni passaggi la voce manchi della necessaria proiezione vocale per superare l’orchestra. Mattia Olivieri si conferma un ottimo Dottor Malatesta, interpretativamente disinvolto e vocalmente preciso, con voce brunita dalle colorature precise e acuti solidi. Meno a fuoco il resto del cast coinvolto. Lawrence Brownlee possiede i requisiti per il ruolo di Ernesto: ne ha la l’estensione vocale necessaria, buona dizione, canto sfumato, ma purtroppo la voce è chiara e a malapena riesce a oltrepassare l’orchestra e a farsi sentire nella grande sala del Piermarini. Andrea Carroll vestiva invece i panni di Norina, non convincendo appieno. La voce è poco proiettata, le colorature e gli acuti non totalmente a fuoco. Completava il cast il divertente notaro di Andrea Porta.  


Teatro alla Scala
Milano | 17 maggio 2024

Don Pasquale
dramma buffo in tre atti
libretto di Giovanni Ruffini
revisione secondo la partitura autografa a cura di Piero Rattalino
musica di Gaetano Donizetti

Don Pasquale | Ambrogio
Norina | Andrea Carroll
Ernesto | Lawrence Brownlee
Malatesta | Mattia Olivieri
Un notaio | Andrea Porta

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

direttore | Evelino Pidò
regia | Davide Livermore
scene | Davide Livermore e Giò Forma
costumi | Gianluca Falaschi
luci | Nicolas Bovey
video | D-Wok



 

ph. Brescia e Amisano

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