fliegende hollander; Teatro Regio Torino; Wagner

Der fliegende Holländer di Wagner a Torino

Il Teatro Regio di Torino prosegue la sua stagione riproponendo la fortunata produzione di Willy Decker de Der fliegende Holländer di Richard Wagner, segnando così il ritorno del compositore tedesco sul palcoscenico torinese dopo sei anni di assenza. Sul podio a dirigere i complessi torinesi c’era la direttrice Nathalie Stutzmann che ha presentato al pubblico quella che è considerata la prima opera della maturità artistica di Richard Wagner, ma che ancora risente delle influenze del belcanto e delle forme operistiche francesi. 

Sei anni fa abbiamo trovato in scena Tristan und Isolde ambientato in un elegante interno borghese dal regista Claus Guth. Anche in questo caso la vicenda di amore e morte dell’Olandese è ambientata in un interno borghese, lontana quindi dalle ambientazioni marittime che spesso siamo stati abituati a vedere. La motivazione dietro questa scelta ci viene data dal regista stesso che nel presentare l’Holländer dichiara innanzitutto l’impossibilità di portare fisicamente in scena mari, navi e tempeste. Per questo motivo quindi Willy Decker decide di mettere al centro della rappresentazione le tempeste interiori dei personaggi, soprattutto di Senta che è il vero fulcro della narrazione, colei che per evadere da un mondo chiuso e monotono si inventa un eroe. La tempesta arriva però quando questo eroe si materializza e l’impossibilità di far coincidere la realtà con il sogno porta Senta a prendere l’unica decisione possibile, ovvero quella di uccidersi. Si tratta di una messinscena cerebrale, ma interessante perché scandaglia a fondo i personaggi regalandone una rappresentazione a tutto tondo. Di grande impatto le scenografie firmate da Wolfgang Gussmann che, come già accennato, ci mostrano una grande stanza di un interno borghese dominata da una grande porta da cui entrano di volta in volta elementi come le cime della nave, la vela, nonché l’Olandese stesso e dalla quale si intravede a più riprese il mare. Molto suggestive le luci di Hans Tolstede. 

Come già detto, sul podio in quest’occasione abbiamo trovato Nathalie Stutzmann, direttrice che ha cominciato la carriera artistica come contralto specializzato nel repertorio barocco per poi affermarsi nella direzione d’orchestra, diventando direttrice musicale dell’Atlanta Symphony Orchestra, nonché seconda donna a dirigere a Bayreuth nel corso della storia del festival wagneriano. La direttrice francese propone una particolare lettura dell’Holländer, cercando di dar risalto alle radici musicali a cui Wagner si ispira. i tempi quindi sono più meditati e meno impetuosi e in tanti momenti è facile percepire il debito verso l’opera italiana e quella francese. La lettura di Stutzmann è sicuramente non convenzionale, ma affascinante, interessante e, al netto di alcune imprecisioni da parte degli ottoni, ben eseguita dall’orchestra. Di alto livello la prova del Coro del Teatro Regio preparato da Ulisse Trabacchin qui rinforzato dal Coro Maghini.

La recita a cui abbiamo assistito purtroppo ha visto due degli interpreti principali indisposti: il baritono Brian Mulligan che interpretava l’Olandese e il basso Gidon Saks come Daland. Entrambi hanno dato il massimo seppur scontando i limiti legati all’indisposizione. Resta da dire quindi degli altri tre interpreti coinvolti, a partire dalla Senta di Johanni Van Oostrum. Il soprano sudafricano comincia la sua performance in crescendo, con qualche problema nel registro più acuto, andando poi migliorando nel corso della recita. Le intenzioni interpretative sono perfettamente in linea con l’idea registica. Corretto l’Erik di Robert Watson, interpretativamente capace di ridare l’ardore dell’amato tradito. Buona la prova di Matthew Swensen nei panni del timoniere, così come quella di Annely Peebo come Mary. Al termine della recita la sala ha tributato ai protagonisti un buon successo di applausi.
La stagione del Teatro Regio di Torino si avvia ora alla conclusione con l’ultima produzione in programma, Il trittico di Puccini che sarà presentato nell’allestimento di Tobias Kratzer, realizzato in coproduzione con La Monnaie di Bruxelles.


Teatro Regio
Torino | 26 maggio 2024

Der fliegende Holländer
opera romantica in tre atti
musica e libretto di Richard Wagner

Brian Mulligan | L’Olandese
Johann Van Oostrum | Senta
Robert Watson | Erik
Gidon Saks | Daland
Annely Plebeo | Mary
Matthew Swensen | il timoniere di Daland

Orchestra e Coro Teatro Regio di Torino e Coro Maghini

Nathalie Stutzmann | direttore
Ulisse Trabacchin | maestro del coro
Willy Decker | regia
Riccardo Fracchia | ripresa della regia
Wolfgang Dussmann | scene e costumi
Hans Tölstede | luci
Vladi Spigarolo | ripresa luci

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