Werther; Teatro alla Scala; Milano; Opera; Massenet

Il Werther di Massenet in scena al Teatro alla Scala

La stagione del Teatro alla Scala prosegue in questo inizio d’estate con una nuova produzione del Werther di Jules Massenet firmata da Christof Loy e diretta dal maestro Alain Altinoglu (entrambi al debutto scaligero), frutto di una coproduzione con il Theatre des Champs-Elysées di Parigi dove lo spettacolo andrà in scena tra il marzo e l’aprile del 2025.

Christof Loy (che aveva già portato in scena il Werther nel 1996 a Brema) ha presentato qui alla Scala uno spettacolo di una eleganza e sobrietà che potremmo direi meneghini, grazie alle belle scene di Johannes Leiacker che virano ad una gamma cromatica molto tenue e agli elegantissimi costumi di Robby Duiveman che aiutano ad ambientare la vicenda tra gli anni Trenta e Quaranta. La vicenda si svolge dentro un interno borghese, una grande sala fa da sfondo a tutti gli eventi, la grande parete è interrotta solo da una porta scorrevole che quando viene aperta ci fa solo intravedere un elegante giardino d’inverno e un mondo sereno e lontano a cui i personaggi possono solo aspirare. Per stessa ammissione del regista nel pensare alla drammaturgia dello spettacolo ha preso larga ispirazione dalle Affinità elettive più che da I dolori del giovane Werther, cercando di adattare la vicenda ad un gioco tra due coppie, più che tra i soli tre protagonisti. Uno spettacolo semplice che si concentra sulla psicologia dei personaggi, facendoli emergere al meglio nelle loro gioie, ma soprattutto dolori. 

Alain Altinoglu, direttore de La Monnaie di Bruxelles e della Frankfurt Radio Symphony, offre un’interpretazione che spinge sulle tinte drammatiche e malinconiche della partitura di Massenet, mettendo in luce sin dall’inizio come la vicenda sia destinata a concludersi tragicamente. La sua direzione è elegante e misurata, sempre al servizio del canto in palcoscenico, ma non per questo meno coinvolgente. Questa prova non ci fa che sperare di poterlo riascoltare presto a Milano. 

Grande protagonista Benjamin Bernheim nei panni di Werther a cui ha prestato una voce ricca di colori e sfumature, tecnicamente precisa, con acuti luminosi, mezze voci sfumate e un fraseggio prezioso con una dizione impeccabile. Il pubblico lo ha particolarmente apprezzato, tanto da tributargli vere e proprie ovazioni dopo la sua Pourquoi me réveiller.  Al suo fianco abbiamo trovato la Charlotte di Victoria Karkacheva che ha sfoggiato una voce con un bel timbro brunito, ben controllata nel registro acuto, ma con una dizione lacunosa e interpretativamente meno coinvolta, restituendo una Charlotte raffinata ed elegante, ma sottomessa agli eventi. Ottima la prova di Francesca Pia Vitale nei panni di Sophie dalla voce fresca e schietta in grado di ridarci una giovane spensierata che presto si troverà a fare i conti con il mondo degli adulti e i sogni infranti. Chiude il quartetto dei protagonisti il buon Albert di Jean-Sebastien Bou nei panni del marito di Charlotte che ha offerto una prova interpretativamente molto coinvolgente. 

Di ottimo livello anche i comprimari: il bailli di Armando Noguera, lo Schmidt di Rodolphe Briand, il Johann di Enric Martinez-Castagni e il Bruhlmann di Pierluigi D’Aloia che ben si accoppiava alla Käthchen di Elisa Verzier. Importantissimo e di alto livello l’apporto dei giovanissimi del Coro di voci bianche del Teatro alla Scala: Niccolò Vittorio Villa, Alessandro Malgeri, Alberto Tibaldi, Lorenzo De Gaspari, Sofia Dazio e Cecilia Menegatti qui preparati come di consueto da Bruno Casoni.

Buon successo al termine della recita, con numerosi applausi (e qualche flebile contestazione rivolta ai due protagonisti), la stagione prosegue ancora per qualche settimana con la nuova produzione della Turandot di Puccini e riprenderà in settembre con la produzione de Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota  affidata ai giovani dell’Accademia. 


Teatro alla Scala
Milano | 27 giugno 2024

Werther
drame lyrique in quattro atti e cinque quadri
musica di Jules Massenet
libretto di Edouard Blau, Paul Milliet e Georges Hartmann

Werther | Benjamin Bernheim
Albert | Jean-Sebastien Bou
Le Bailli | Armando Noguera
Schmidt | Rodolphe Briand
Johann | Enric Martinez-Castagni
Bruhlmann | Pierluigi D’Aloia
Charlotte | Victoria Karkacheva
Sophie | Francesca Pia Vitale
Kathchen | Elisa Verzier
Les Enfants | Niccolò Vittorio Villa, Alessandro Malgeri, Alberto Tibaldi, Lorenzo De Gaspari, Sofia Dazio, Cecilia Menegatti

Orchestra del Teatro alla Scala

direttore | Alain Altinoglu
regia e coreografia | Christof Loy
scene | Johannes Leiacker
costumi | Robby Duiveman
luci | Roland Edrich

 



ph. Brescia & Amisano

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  1. Buongiorno,

    stavo leggendo il vostro articolo relativo alla recita del Werther del 27 Giugno 2024 e ho notato un piccola imprecisione.

    Quando parlate dei bambini voci bianche avete inserito solo i nomi delle voci bianche maschili e non le due femminili:
    2Importantissimo e di alto livello l’apporto dei giovanissimi del Coro di voci bianche del Teatro alla Scala: Niccolò Vittorio Villa, Alessandro Malgeri, Alberto Tibaldi, Lorenzo De Gaspari, qui preparati come di consueto da Bruno Casoni.”

    Mancano i nomi di Sofia Dazio e Cecilia Menegatti che invece avete inserito più in basso nell’elenco.

    E’ possibile correggere?
    Grazie mille
    Paola Crippa

    1. Buongiorno, deve essere stata una svista. Grazie mille per avercelo segnalato.
      Abbiamo aggiunto i due nomi.

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