Festival Verdi 2024 | Macbeth

Il titolo inaugurale di questo Festival Verdi 2024 ha visto andare in scena al Teatro Regio di Parma una nuova produzione della versione francese del Macbeth di Verdi, andata in scena per la prima volta a Parigi nel 1865. Proprio per Parigi Verdi decise di rimettere mano alla partitura di Macbeth che aveva debuttato nel 1847 a Firenze, apportando alcune modifiche importanti, come l’inserimento dell’aria di Lady Macbeth, La luce langue, insieme ai ballabili nel terzo atto, al famoso coro Patria oppressa e al finale risolto con un numero corale. Come già scritto, questa versione andò in scena in Francia nel 1865 per poi approdare alla Scala di Milano nel 1874 con un libretto sistemato da Francesco Maria Piave, rendendo questa versione quella che solitamente viene messa in scena. Per l’occasione è stato chiamato a firmare la regia Pierre Audi, al suo debutto registico in Italia, mentre sul podio del Regio era impegnato il maestro Roberto Abbado che ha diretto la revisione della partitura  di Candida Mantica basata sull’edizione critica di David Lawton.

Lo spettacolo firmato da Pierre Audi è forse il più debole di quelli presentati al Festival 2024, un allestimento molto cupo, a tratti quasi monocromo, che gioca sui toni del nero, del rosso e poi del bianco, gli unici sprazzi di vita sono dati solo grazie ad affascinanti giochi di luci (firmate da Jean Kalman e Marco Filibeck). L’ambientazione scelta da Audi colloca la vicenda tra il XIX e il XX secolo (elemento dedotto unicamente dai bei costumi firmati da Robby Duiveman), inizialmente gli eventi sembrano idealmente svolgersi proprio all’interno del Teatro Regio (il re Duncan fa infatti la sua apparizione proprio dal palco reale di questo ipotetico teatro), tuttavia più la vicenda avanza più questo teatro va perdendo consistenza e inizia a disintegrarsi, Macbeth troverà infatti la morte tra una serie di quinte vuote che sembrano rievocare più un carcere che la corte scozzese. Uno spettacolo minimalista e semplice, forse a tratti fin troppo scarno, considerando anche che la recitazione ci è apparsa senza particolari guizzi. 

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Roberto Abbado non era al suo primo incontro con il Macbeth in francese che aveva diretto in occasione del Festival Verdi 2020 in un’esecuzione all’aperto durante la pandemia. Il direttore milanese alla testa della Filarmonica Toscanini propone un Macbeth intriso di eleganza, molto calibrato, capace di metterne in risalto le tinte fosche senza però eccedere mai nelle dinamiche. Ottimo il contributo del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. 

Tutto il quartetto dei protagonisti debuttava nei rispettivi ruoli in questa versione francese, a cominciare da Ernesto Petti nei panni di Macbeth. Il baritono salernitano conferma quanto già sentito in precedenza: la voce è pastosa, di colore suadente e ben proiettata, il fraseggio scolpito; interpretativamente è un Macbeth totalmente succube della moglie. Lady Macbeth era Lidia Fridman la cui voce perfettamente si adatta alla vocalità di questo ruolo impervio. La voce risulta omogenea in tutti i registri, dagli acuti ben saldi ai gravi ben risonanti. Scenicamente il soprano russo mostra una Lady fredda e calcolatrice, che non si agita per quello che sta succedendo, ma che raggela con un solo sguardo, fino a quando emerge tutto quanto è successo nella grande scena del sonnambulismo. Ottimo il Banco di Michele Pertusi, dall’ottima dizione francese e dal fraseggio prezioso e nobile. Luciano Ganci invece è stato uno squillante e ardimentoso Macduff. Completavano il cast il Malcolm di David Astorga la cui voce fatica in certi momenti a superare la massa orchestrale, l’ottima Comtesse di Natalia Gavrilan, il medico di Rocco Cavalluzzi e Eugenio Maria Degiacomi come servitore, sicario e primo fantasma. Le due voci bianche dei fantasmi erano di Agata Pelosi e Alice Pellegrini. 

La seconda recita del 6 di ottobre si è conclusa con un buon successo di pubblico e con calorosi applausi per i protagonisti e ovazioni per Ernesto Petti, Lidia Fridman e Michele Pertusi. 

L’ultima recita in cartellone al Teatro Regio per questa versione francese del Macbeth verdiano è prevista per il 17 di ottobre; in attesa del Festival Verdi 2025 che animerà Parma e Busseto tra il 20 settembre e il 18 ottobre 2025 e che sarà interamente incentrato attorno al rapporto tra Verdi e Shakespeare, con in cartellone i tre titoli verdiani tratti dai lavori del Bardo: al Regio di Parma andranno in scena una nuova produzione di Otello e la ripresa dell’allestimento del 2017 (firmato da Jacopo Spirei) del Falstaff, mentre al Teatro Verdi di Busseto verrà messa in scena una nuova produzione del Macbeth, presentato questa volta nella versione del 1847.


Festival Verdi 2024
Teatro Regio
Parma | 6 ottobre 2024

Macbeth
Versione in francese, Parigi 1865
Melodramma in quattro parti su libretto di Francesco Maria Piave da Shakespeare,
traduzione in francese di Charles Louis Etienne Nuitter e Alexandre Beaumont
musica di Giuseppe Verdi

Macbeth | Ernesto Petti
Lady Macbeth | Lidia Fridman
Banquo | Michele Pertusi
Macduff | Luciano Ganci
Malcolm | David Astorga
La Comtesse | Natalia Gavrilan
Un médecin | Rocco Cavalluzzi
Un serviteur/Un Sicaire/ Premiere Fantôme | Eugenio Maria Degiacomi
Deuxième Fantôme | Agata Pelosi
Troisième Fantôme | Alice Pellegrini

Filarmonica Arturo Toscanini
Orchestra giovanile della Via Emilia
Coro del Teatro Regio di Parma

direttore | Roberto Abbado
maestro del coro | Martino Faggiani
regia | Pierre Audi
scene | Michele Taborelli
costumi | Robby Duiveman
luci | Jean Kalman e Marco Filibeck
coreografie | Pim Veulings



 

 

ph. Roberto Ricci

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