
Grandissimo successo per La Forza del Destino di Giuseppe Verdi in scena al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, che termina le sue otto rappresentazioni con un vero trionfo e grandissimo apprezzamento da parte del pubblico per entrambi i cast che si sono alternati sul palcoscenico. Pur avendo assistito a un totale di tre recite, con due cast diversi, questa recensione riguarda esclusivamente la prima del 9 novembre 2024.
Il grande successo di questa produzione è dovuto non solo alla coinvolgente musica verdiana ma sicuramente anche all’aver messo insieme due cast di interpreti di alto livello, capaci di affrontare un’opera di questo spessore e di questa durata.molto esigente dal punto di vista vocale per tutti i protagonisti principali.
Spicca sicuramente tra gli interpreti del primo cast la prova vocale del soprano Anna Pirozzi, che rende una Leonora ricca di sfumature tanto musicali quanto interpretative. La voce è forte e sicura in tutti i registi e nei passaggi, l’emissione non sforzata e nelle arie più caratteristiche come “Me pellegrina ed orfana” dimostra pieno controllo del mezzo vocale unito a una grande capacità di trasmettere i pensieri e gli stati d’animo del personaggio, sia attraverso le inflessioni del canto sia attraverso le espressioni facciali. I legati, il trasporto emotivo e la capacità di porgere la frase musicale sono evidenti in “Più tranquilla l’alma sento” e nel bellissimo duetto seguente. Notevole la sua “Vergine degli angeli”, molto apprezzata dal pubblico, cantata quasi a bocca chiusa e con grande convinzione e pathos. Da manuale la sua ultima aria, “Pace, pace, mio Dio”, accolta da una vera e propria ovazione.
Alvaro è interpretato dal tenore Brian Jagde che, come annunciato recentemente, canterà lo stesso ruolo anche alla Scala per l’apertura di stagione il prossimo 7 dicembre. La sua voce è rotonda, dal timbro piacevole e ben proiettata, con una pronuncia chiara e un bello squillo che riempie la sala. Particolarmente apprezzata l’aria del terzo atto “O tu che in seno agli angeli,” dove sia il recitativo che il canto si distinguono per intensità emotiva e precisione tecnica. Numerosi “Bravo” dal pubblico hanno accolto la sua performance. Molto bene anche il duetto con Carlo “Le minacce, i fieri accenti”. Il giovane tenore sembra quindi in grado di affrontare questo ruolo anche sulle tavole del Piermarini.
Il baritono Artur Ruciński, interprete di Carlo di Vargas, ha sfoderato una voce ricca e ben modulata in tutti i registri, anche se i gravi sono talvolta coperti dal volume eccessivo dell’orchestra. La sua aria del terzo atto “Urna fatale” e la successiva cabaletta hanno ricevuto applausi calorosi per la precisione tecnica e l’eccellente interpretazione. Il duello tra Carlo e Alvaro nel quarto atto, affrontato con slancio eroico e grande forza, ha mostrato una buona intesa tra i due protagonisti.
Caterina Piva ci offre una Preziosilla che si distingue per la presenza scenica carismatica e una vocalità suadente e precisa nelle agilità. Il suo recitativo di ingresso nel secondo atto è molto ben eseguito e culmina in un acuto impeccabile. La celebre “Al suon del tamburo” è cantata con energia e precisione, catturando l’entusiasmo del pubblico.
Padre Guardiano è stato interpretato con solennità da John Relyea, dalla piacevole voce grave e dalla presenza scenica autorevole. Pietro Spagnoli (Fra Melitone) ha saputo bilanciare l’aspetto comico della sua parte con un canto sempre curato e mai esagerato. Bello il timbro e ottima l’emissione, pur se la voce risulta talvolta inevitabilmente coperta dal fragore di certi passaggi orchestrali. Ottima prova per Trabuco (Moisés Marín), anche nelle vesti da merciaiolo, che ha offerto una caratterizzazione vivace e convincente, supportata da una voce squillante, con bel timbro e buon volume. Anche Giacomo Prestia (il Marchese di Calatrava), pur con poche battute, convince grazie al timbro solido e l’eleganza del canto.
Il coro, preparato da Pablo Assante, è stato uno dei punti di forza della serata, eccellente nella resa musicale e scenica durante tutta l’opera. Particolarmente memorabile il suo contributo drammatico durante i voti di Leonora e quello di tutt’altro tono nel celebre “Ratataplan”, che ha riscosso un grande successo.
L’orchestra sinfonica del Gran Teatre del Liceu, guidata da Nicola Luisotti, suona in maniera vigorosa e con un volume deciso, che talvolta arriva a coprire le voci, ma nel complesso riesce a esaltare la tensione drammatica dell’opera. Sempre da brivido il leitmotiv del destino che troviamo più volte nella partitura. L’affascinante preludio, qui spostato dopo il primo atto, ha suscitato applausi lunghissimi e convinti da parte del pubblico in tutte le rappresentazioni viste, e lo stesso vale per le scroscianti e calorose acclamazioni alla fine dell’opera, tanto per il direttore quanto per i musicisti, con un trasporto e un vigore che raramente si incontrano.
La regia di Jean-Claude Auvray, ripresa Leo Castaldi, punta su una messinscena abbastanza minimalista (le scene sono di Alain Chambon) che però sa sfruttare al meglio i pochi oggetti, le luci ben ideate (Laurent Castaingt) e i bellissimi costumi (Maria Chiara Donato) per creare atmosfere evocative, dove sono le masse stesse a creare la scena e a riempirla coi loro movimenti ben pianificati, senza distrarre il pubblico con inutili complessità scenografiche o enormi oggetti non funzionali alla narrazione, come ormai spesso avviene. Suggestive e sempre appropriate alla vicenda e al contesto sia le danze che i movimenti scenici, con coreografie intricate e mai banali, curate nei dettagli (Terry John Bates riprese da Paolo Ferri).
Con una standing ovation finale e oltre 10 minuti di applausi, La Forza del Destino ha confermato il suo potere di affascinare il pubblico. Uno spettacolo molto ben realizzato, dove ogni elemento ha contribuito al grande successo della serata.
Vogliamo segnalare che prima dell’alzata del sipario, all’inizio di ogni replica di quest’opera, il Gran Teatre del Liceu ha deciso di ddicare un minuto di raccoglimento accompagnato da un violoncello solo per commemorare le numerose vittime della DANA che ha colpito la provincia di Valencia.
Roberto Cighetti
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Gran Teatre del Liceu
Barcellona | 9 novembre 2024
La Forza del destino
melodramma in quattro atti
libretto di Francesco Maria Piave
musica di Giuseppe Verdi
Marquès de Calatrava | Giacomo Prestia
Donna Leonora | Anna Pirozzi
Don Carlo Di Vargas |Artur Ruciński
Don Alvaro | Brian Jagde
Preziosilla | Caterina Piva
Pare Guardiano | John Relyea
Fra Melitone | Pietro Spagnoli
Curra | Laura Vila
Mestre Trabuco | Moisés Marín
Alcalde | Dimitar Darlev
Cirurgià | Domingo Ramos
Cor del Gran Teatre del Liceu
Orquestra Simfònica del Gran Teatre del Liceu
direttore | Nicola Luisotti
maestro del coro | Pablo Assante
regia | Jean-Claude Auvray
ripresa da Leo Castaldi
scene | Alain Chambon
coreografia | Terry John Bates
riprese da Paolo Ferri
costumi | Maria Chiara Donato
luci | Laurent Castaingt
Produzione del Gran Teatre del Liceu e dell’Opéra national de Paris