
Mentre il mondo della lirica era concentrato sulla Prima del Teatro alla Scala di Milano, al Teatro Fraschini di Pavia andata in scena l’ultima ripresa della nuova produzione dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano firmato da Andrea Cigni per i teatri di OperaLombardia e per il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Sociale di Rovigo.
Andrea Cigni ha ideato uno spettacolo di stampo tradizionale, quindi come da libretto ambientato negli anni attorno alla Rivoluzione Francese: il primo quadro è ambientato durante una bucolica festa nei giardini del palazzo, il vecchio mondo prerivoluzionario viene ricostruito in maniera efficace con pochi oggetti di scena e con un fondale dipinto, che crollerà proprio alla fine del quadro lasciando spazio al nuovo mondo rivoluzionario che diventa protagonista nel secondo e terzo quadro trasportando tra le vie di Parigi, davanti ad un palazzo in abbandono e nel tribunale rivoluzionario che viene ricreato grazie ad un enorme tricolore. La prigione del quarto quadro è stata invece ricreata grazie ad un sapiente gioco prospettico ottenuto con un semplice fondale nero e un efficace gioco di luci (firmato da Fiammetta Baldiserri), splendidi i costumi di foggia settecentesca realizzati da Tommaso Lagattolla che contribuiscono in maniera decisiva all’ambientazione rivoluzionaria dell’opera.
Sul podio c’era Francesco Pasqualetti che è riuscito ad offrire una direzione solida, veemente nei momenti più violenti e drammatici, ma evitando sbavature di troppo. Una buona prova ben sostenuta in primi dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali e anche dal Coro di OperaLombardia preparato da Massimo Fiocchi Malaspina.
In questa recita abbiamo avuto modo di ascoltare il secondo cast. Nel ruolo di Andrea Chénier abbiamo quindi trovato Samuele Simoncini, tenore senese dall’ottimo squillo e dal colore vocale eroico che, seppur con qualche imprecisione, riesce a superare le difficoltà di questo impervio ruolo. Al suo fianco c’era Federica Vitali che ha debuttato il ruolo di Maddalena poco tempo fa a Pisa proprio in questa produzione di Andrea Cigni. Il giovane soprano convince sia vocalmente che interpretativamente, grazie da un lato ad una voce solida e ben proiettata, sonora sia nel registro più grave che in quello acuto, e sul fronte invece interpretativo grazie ad un’intensa aderenza al destino del personaggio. Angelo Veccia interpretava invece un ottimo Gérard: voce baritonale chiara, dal fraseggio curato dal tono sprezzante, perfetto per interpretare il ruolo del ribelle pentito. Molto applaudita la sua “Nemico della patria?”.
Lunga la lista dei comprimari di buon livello, a partire dalla Bersi di Shay Bloch, per proseguire con l’ottimo Fernando Cisneros dalla voce sonora e solida che interpretava Fléville e Mathieu. Doppio ruolo anche per Alessandra Palomba, più a suo agio come Madelon che come Contessa di Coigny. Ottimo il Roucher di Alessandro Abis. Chiudono il cast Gianluca Lentini come Tinville e Schmidt e Marco Miglietta come incredibile e abate poeta.
Al termine della recita applausi per tutto il cast impegnato; la stagione lirica del Fraschini di Pavia continua nelle prossime settimane con Così fan tutte di Mozart (20-22 dicembre), I Capuleti e i Montecchi di Bellini (7-9 febbraio) e l’Orfeo di Monteverdi (26 marzo).
Teatro Fraschini
Pavia | 7 dicembre 2024
Andrea Chénier
Opera lirica in quattro quadri
musica di Umberto Giordano
libretto di Luigi Illica
Andrea Chénier | Samuele Simoncini
Carlo Gérard | Angelo Veccia
Maddalena di Coigny | Federica Vitali
Bersi | Shay Bloch
La contessa di Coigny/Madelon | Alessandra Palomba
Roucher | Alessandro Abis
Pietro Fléville/Mathieu | Fernando Cisneros
Fouquier Tinville/Schmidt | Gianluca Lentini
Un incredibile/L’abate poeta | Marco Miglietta
Orchestra – I Pomeriggi Musicali
Coro – OperaLombardia
direttore | Francesco Pasqualetti
maestro del coro | Massimo Fiocchi Malaspina
regia | Andrea Cigni
scene | Dario Gessati
coreografie | Isa Traversi
costumi | Tommaso Lagattolla
lucia | Fiammetta Baldiserri
ph. OperaLombardia