La fille du régiment di Donizetti alla Bayerische Staatsoper

Alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, per le festività natalizie è andata in scena La fille du régiment di Gaetano Donizetti, seconda nuova produzione della stagione 24/25. Per l’occasione, questa produzione è stata affidata per la regia a Damiano Michieletto, tornato a Monaco dopo la struggente Aida di Verdi che ha debuttato a maggio 2023. La fille du régiment di Donizetti è stata finora un titolo praticamente inedito per Monaco, dato che l’ultima messinscena (in tedesco) risale al settembre del 1935, mentre le uniche altre tre occasioni in cui l’opera è stata rappresentata (sempre in tedesco) risalgono al 1843, al 1874 e al 1895.

Il regista Damiano Michieletto ha cercato di rappresentare i contrasti presenti in quest’opera ambientandola in una sorta di scenario, un palcoscenico sul palcoscenico dove nel primo atto troviamo un bosco (luogo di stanza del reggimento) e nel secondo il palazzo nobiliare della Marquise de Berkenfield. I due ambienti sono collegati unicamente da una sorta di quadro che avvicina due mondi, quello del reggimento, simboleggiato dal tamburo, e quello dell’aristocrazia, simboleggiato dall’arpa. Una continua rappresentazione nella rappresentazione che ci sta ad indicare il continuo gioco di apparenze a cui Marie e Tonio sono costretti a partecipare, fino al termine quando tutto si distrugge (nel vero senso della parola, con la scenografia che si disintegra), le apparenze e le convenzioni cadono e i due sono finalmente liberi di amarsi e di essere come si sentono davvero. La grande scenografia che fa da sfondo alla vicenda così come l’abbiamo raccontata è firmata con consueta maestria da Paolo Fantin, le luci sono di Alessandro Carletti e i bei costumi di Agostino Cavalca. Uno spettacolo di sottile raffinatezza che ci fa apprezzare i tanti livelli di significato di quest’opera, anche grazie all’ottimo lavoro di regia fatto con i cantanti. 

Non meno di successo la parte musicale, a partire dal Tonio del giovane Xabier Anduaga, vero trionfatore della serata. Il tenore basco affronta senza alcun problema le difficoltà di questa parte, a cominciare dai nove sfavillanti do della celeberrima Ah mes amis, per continuare con i momenti più lirici della commovente Pour me rapprocher de Marie, sfoggiando una voce corposa e ben timbrata, con un registro acuto cristallino e ottimo coinvolgimento interpretativo. Al suo fianco abbiamo ascoltato Pretty Yende alle prese con uno dei ruoli più iconici della sua carriera, quello di Marie. Il soprano sudafricano sfoggia colorature mirabolanti e intensi pianissimi che rendono le sue arie più liriche momenti di grande delicatezza, il tutto unito da una presenza scenica perfetta, capace di catalizzare l’attenzione e di far molto divertire il pubblico. Il baritono Misha Kiria è stato un ottimo Sulpice, perfetto vocalmente e scenicamente molto espressivo e coinvolgente. Meno riuscita la prova vocale di Dorothea Röschmann come Marquise in quanto la voce faticava a farsi sentire nella grande sala del Nationaltheater oltre il muro sonoro dell’orchestra. Ottimi i personaggi di contorno:  Martin Snell (Hortensius), Christian Rieger (un caporale), e Dafydd Jones (un paesano). 

Completava il cast l’attrice svizzero-ungherese Sunnyi Melles nei panni della Duchesse de Crakentorp che il regista Damiano Michieletto ha qui trasformato in una sorta di narratrice onniscente che sin da prima che si apra il sipario (e in seguito durante tutta la rappresentazione) interviene commentando con acidità le vicende e cercando di maritare lo stravagante nipote (qui interpretato da Louis von Stebut) con Marie, andando di fatto a sostituire i recitativi parlati presenti con gli interventi della Duchesse. 

Manca da riferire della direzione musicale di Stefano Montanari, che qui ci è sembrato proporre una lettura lontana dalla consueta leggerezza e spensieratezza della musica di Donizetti, impegnato invece a sottolinearne i momenti più drammatici, facendo spesso suonare l’ottima Bayerische Staatsorchester troppo forte, tanto da mettere in alcuni casi le voci in secondo piano. Ottimo il coinvolgimento dello Staatsoperchor preparato da Christoph Heil. 

Al termine della recita il caloroso pubblico bavarese ha accolto i protagonisti con numerosi applausi per tutti gli artisti, ma con particolari apprezzamenti per la coppia di protagonisti. La fille du régiment di Donizetti tornerà in scena alla Staatsoper di Monaco in occasione del tradizionale festival estivo con due recite: il 28 giugno e il 1 luglio 2025 con protagonisti Lawrence Brownlee e Serena Sáenz.


Bayerische Staatsoper
Monaco di Baviera | 6 gennaio 2025

La fille du régiment
Opéra-comique in due atti
libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean-François Bayard
musica di Gaetano Donizetti

Marie | Pretty Yende
La Marquise de Berkenfield | Dorothea Röschmann
La Duchesse de Crakentorp | Sunnyi Melles
Tonio | Xabier Anduaga
Sulpice | Misha Kiria
Hortensius | Martin Snell
Un caporale | Christian Rieger
Un paesano | Dafydd Jones
Le Duc de Crakentorp | Louis von Stebut

Bayerische Staatsorchester
Bayerischer Staatsopernchor
Statisterie der Bayerischen Staatsoper

direttore | Stefano Montanari
maestro del coro | Christoph Heil
regia | Damiano Michieletto
scene | Paolo Fantin
costumi | Agostino Cavalca
luci | Alessandro Carletti
coreografia | Thomas Wilhelm
drammaturgia | Mattia Palma e Saskia Kruse




ph. © Geoffroy Schied

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