Il Giulio Cesare di Händel al Municipale di Piacenza

Dopo la Madama Butterfly inaugurale la stagione lirica del Teatro Municipale di Piacenza continua con una prestigiosa nuova produzione del Giulio Cesare di Händel, diretto da uno specialista del repertorio barocco come Ottavio Dantone che, impegnato anche al cembalo, ha diretto la sua Accademia Bizantina, mentre la regia è stata affidata a Chiara Muti.

Lo spettacolo di Chiara Muti risulta nel complesso visivamente accattivante e d’impatto, sebbene presenti una scenografia molto semplice (firmata da Alessandro Camera) caratterizzata da una grande volto scolpito di Cesare, simulacro di ciò che rimane della gloria dell’imperatore e dei personaggi che lo hanno circondato. Questo grande volto, scomponendosi in più parti, andava a formare di volta in volta un paesaggio diverso; questi elementi mobili, uniti alle ottime luci di Vincent Longuemare, hanno dato un notevole spessore e fascino ad uno spettacolo che ha invece sofferto maggiormente per la lettura registica; infatti il tentativo (non riuscito) di accostare l’opera di Händel al teatro shakespeariano ha portato a trasformare in macchiette molti dei personaggi, andando ad insistere sui risvolti comici, al limite della farsa. Se infatti in Händel, così come in Shakespeare, effettivamente si mischiano di continuo serio e faceto, qua l’equilibrio non ci sembra essere stato mantenuto. 

Sul piano musicale invece le cose sono andate meglio, grazie innanzitutto alla concertazione e direzione di Ottavio Dantone alla testa dell’Accademia Bizantina, capaci di ridare con i giusti colori i contrasti dei sentimenti presenti all’interno di questa partitura, dai momenti più tragici e lirici fino a quelli più energici e guerreschi. Nonostante il direttore abbia scelto di operare alcuni tagli alla lunga partitura e qualche cambio in organico, la drammaturgia dell’opera non sembra averne risentito e la prova complessiva ci è sembrata di ottimo livello.

Di buon livello anche il cast riunito per l’occasione che contava in questo caso quattro controtenori. Nel ruolo del titolo abbiamo trovato Raffaele Pe che, al netto di qualche imprecisione, convince nel ruolo di Cesare, con voce ben proiettata, fraseggio molto efficace e agilità a fuoco, nonché con grande intensità interpretativa nei momenti più lirici (ci si riferisce per esempio a Aure, deh, per pietà). Il suo rivale Tolomeo era invece Filippo Mineccia che già altre volte ha cantato con successo questa parte. Ottima anche in questo caso la resa vocale, mentre interpretativamente soffre della visione registica che fanno del personaggio una macchietta, di continuo sopra le righe. Ottimo anche il Sesto del sopranista Federico Fiorio, molto apprezzato dal pubblico, dalla voce immacolata, sicura nelle agilità, e ben omogenea in tutti i registri. Chiudeva il gruppo dei controtenori Andrea Gavagnin corretto nella piccola parte di Nireno. Sul versante femminile abbiamo potuto ascoltare il giovane soprano svizzero Marie Lys nei panni di Cleopatra, dotata di voce corposa, con un registro acuto adamantino, agilità precise e pulite, emissione sempre misurata. Delphine Galou è stata invece un’intensa e toccante Cornelia. Ottimi l’Achilla del basso Davide Giangregorio, dalla voce profonda e sonora, e il puntuale Curio di Clemente Antonio Daliotti. 

Al termine della recita di domenica il pubblico ha accolto con fragorosi applausi l’intero cast impegnato. Il prossimo appuntamento con la stagione lirica del Municipale di Piacenza vedrà in scena tra il 28 e il 30 marzo il dittico Cavalleria Rusticana & Pagliacci.


Teatro Municipale
Piacenza | 2 febbraio 2025

Giulio Cesare
Dramma musicale in tre atti
libretto di Nicola Francesco Haym
musica di Georg Friedrich Händel
da Giulio Cesare in Egitto di Giacomo Francesco Bussani
Edizione critica a cura di Bernardo Ticci

Giulio Cesare | Raffaele Pe
Cleopatra | Marie Lys
Achilla | Davide Giangregorio
Cornelia | Delphine Galou
Tolomeo | Filippo Mineccia
Sesto | Federico Fiorio
Nireno | Andrea Gavagnin
Curio | Clemente Antonio Daliotti

Accademia Bizantina

direttore al clavicembalo | Ottavio Dantone
regia | Chiara Muti
scene | Alessandro Camera
costumi | Tommaso Lagattolla
luci | Vincent Longuemare



 

ph. Zani Casadio

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