Die Walküre di Wagner al Teatro alla Scala

Al Teatro alla Scala di Milano dopo il prologo con Das Rheingold dello scorso autunno, prosegue con Die Walküre in queste settimane, il progetto del “nuovo” Ring wagneriano diretto da Simone Young e Alexander Soddy per la regia di Sir David McVicar.

Lo spettacolo di David McVicar in continuità con quanto già visto durante Das Rheingold ha deluso le aspettative, riproponendo ingigantite molte delle idee e delle immagini già sviluppate per il Ring di Strasburgo, andato in scena tra il 2007 e il 2011. McVicar sembra cercare di proporre una lettura della tetralogia attraverso simbologie archetipiche che richiamano l’aspetto più fantasy dell’opera. Le scene, che anche per Die Walküre sono firmate da McVicar con Hannah Postlethwaite, ripropongono un universo oscuro e primordiale fatto di menhir. I costumi di Emma Kingsbury si discostano un poco da quelli visti in Das Rheingold, semplificando (soprattutto gli elaborati costumi degli dei) e puntando maggiormente su un aspetto arcaico e primitivo. La recitazione non risulta particolarmente incisiva, a tratti grottesca, lasciata spesso appannaggio dei singoli interpreti.  

Per quanto riguarda la parte musicale dobbiamo segnalare un netto miglioramento nella direzione di Simone Young. Rispetto alla precedente prova nel Rheingold tutto è sembrato più calibrato e a fuoco, nonché il suono orchestrale è parso ben più omogeneo e ottimo il rapporto con i cantanti in palcoscenico. Young sottolinea gli aspetti più drammatici di questa partitura, scegliendo per lo più tempi solenni, mancando in alcuni momenti un po’ di pathos. 

Il cast vocale non ha deluso le aspettative, riuscendo così a risollevare le sorti di una produzione che registicamente risulta di poco interesse. Michael Volle è tornato a vestire i panni di Wotan. Nel Rheingold lo avevamo sentito affaticato, mentre in questa occasione lo abbiamo ritrovato con voce a fuoco, acuti saldi e fraseggio scolpito, nonché interpretativamente molto coinvolgente. Oltre a Volle abbiamo ritrovato l’ottima Okka von der Damerau come Fricka, dotata di voce brunita, salda e imperiosa, perfetta nel rendere la parte della moglie che cerca di far valere la sua volontà sul marito fedifrago. I due figli della discordia sono stati invece interpretati da Klaus Florian Vogt (Siegmund) e da Elza van den Heever (Sieglinde). Il tenore tedesco sfoggia voce dal timbro chiaro, con acuti sferzanti ben proiettati e ottimo fraseggio. Nonostante la voce di Vogt sia lontana dall’immaginario dell’Heldentenor risulta in realtà molto adatta per interpretare la giovinezza e l’incoscienza di questo giovane che scopre l’amore. Vogt sarà impegnato anche come Siegfried nelle altre giornate del Ring. Al suo debutto alla Scala, il soprano franco-sudafricano Elza van der Heever è stata un’ottima Sieglinde, voce potente e ben omogenea in tutti i registri, capace di comunicare al meglio il dolore e lo strazio di questo personaggio. Nei panni di Brünnhilde c’era invece Camilla Nylund che negli scorsi anni abbiamo avuto modo di ascoltare anche nel Ring dell’Opernhaus di Zurigo. Ci aveva già convinto in quell’occasione, ma ancora di più qui alla Scala, dove la voce ha saputo ben proiettarsi, brillante nel registro acuto, con un colore vocale perfettamente adatto a trasmettere la giovinezza e la sfrontatezza di questa giovane ragazza. Completavano il cast l’Hunding di Günther Groissböck, dalla voce un po’ logorata, ma interpretativamente spregevole come il personaggio richiede, e il nutrito gruppo delle Valchirie (Caroline Wenborne, Olga Bezsmertna, Stephanie Houtzeel, Freya Apffelstaedt, Kathleen O’Mara, Virginie Verrez, Eglé Wyss e Eva Vogel), ben assortito, potenti e precise, incisive nella celeberrima cavalcata.
Al termine della recita il pubblico ha accolto i protagonisti con calorosi applausi, un autentico trionfo per Elza van den Heever, Michael Volle e per Camilla Nylund, oltreché per la direttrice Simone Young. La stagione scaligera prosegue ora con la nuova produzione di Evgenij Onegin di Cajkovskij per la regia di Mario Martone, in scena dal 19 febbraio; mentre per Siegfried, terzo capitolo della tetralogia wagneriana si dovrà attendere il 6 giugno prossimo, intanto le recite di Die Walküre proseguono fino al 23 febbraio.


Teatro alla Scala
Milano | 9 febbraio 2025

Der Ring des Nibelungen
Die Walküre
prima giornata in tre atti
versi e musica di Richard Wagner

Siegmund | Klaus Florian Vogt
Hunding | Günther Groissböck
Wotan | Michael Volle
Sieglinde | Elza Van Den Heever
Brünnhilde | Camilla Nylund
Fricka | Okka Von Der Damerau
Gerhilde | Caroline Wenborne
Ortlinde | Olga Bezsmertna
Waltraute | Stephanie Houtzeel
Schwertleite | Freya Apffelstaedt
Helmwige | Kathleen O’Mara
Siegrune | Virginie verrez
Grimgerde | Eglé Wyss
Rosseisse | Eva Vogel

Orchestra del Teatro alla Scala

direttore | Simone Young
regia | David McVicar
scene | David McVicar e Hannah Postlethwaite
costumi | Emma Kingsbury
luci | David Finn
video e proiezioni | Katy Tucker
coreografia | Gareth More
maestro arti marziali / prestazioni circensi | David Greeves




 

 

 

ph. Brescia & Amisano



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