
La stagione 24/25 della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera sta proponendo in queste settimane la ripresa della Pikovaja Dama di Čajkovskij, presentata nell’allestimento firmato lo scorso anno da Benedict Andrews.
Lo spettacolo messo in scena dal regista australiano presenta la vicenda come una sorta di violento film Neo-Noir, dove Hermann è un emarginato all’interno di un mondo violento e fortemente gerarchizzato, che alla fine lo schiaccerà. Hermann anela a ciò che non può avere e viene spinto a volere sempre di più, fino a rovinarsi con le sue stesse mani, cercando di ottenere ciò che non può avere. Un’ambientazione che ricorda il mondo gangster e mafioso, fatto di crimini, violenza, ordini prestabiliti che non possono cambiare. Le scene di Rufus Didwiszus seppure nella loro semplicità (parliamo di pochi elementi che compaiono e scompaiono nel buio della scena) contribuiscono a creare un’ambientazione misteriosa, quasi nebbiosa. Fondamentale per la riuscita di questo allestimento il disegno di luci firmato da Jon Clark che riesce di volta in volta a scolpire nell’oscurità del grande palco della Staatsoper gli spazi dove si muovono i protagonisti, come il casinò, la camera della contessa o il ponte da dove Liza ed Hermann si incontreranno per l’ultima volta. Inoltre danno un ulteriore gusto cinematografico Neo-Noir allo spettacolo i video in bianco e nero (quasi sempre primi piani di Liza o dettagli di carte da gioco) che vengono proiettati sul sipario tra un quadro e l’altro. In definitiva uno spettacolo che non riesce a lasciare davvero il segno nel pubblico, proponendo una lettura con dei presupposti interessanti, ma che non trovano uno sviluppo degno di nota.
Per l’occasione i complessi del teatro di stato bavarese sono stati guidati dalla bacchetta di Sebastian Weigle, a fronte di un’ottima prova da parte dell’orchestra, dobbiamo segnalare che alla lettura di Weigle sebbene caratterizzata da una precisione e intensità notevoli è mancata la componente più romantica e sensuale che caratterizza il capolavoro di Čajkovskij.
Di buon livello le prove degli artisti coinvolti a partire dai due protagonisti, Elena Stikhina e Arsen Soghomonyan. Entrambi si dimostrano grandi conoscitori di questa partitura, avendola cantata numerose volte. Il soprano russo sfoggia voce lirica dal colore brunito, caratterizzata da una dolcezza che ben si addice al personaggio di Liza. Rispetto ad altre regie, questo spettacolo propone una Liza che risulta meno coinvolgente, focalizzandosi di più invece sul personaggio di Hermann. Il tenore armeno si conferma un ottimo Hermann, con voce drammatica che ben si sfoga nel registro acuto e grande intensità interpretativa. La contessa era interpretata da Violeta Urmana, cantante di grande esperienza, qui totalmente messa al servizio di un personaggio centrale nella vicenda, il cui monologo Je crains de lui parler la nuit del secondo atto è stato reso con grande intensità drammatica. Tra i tanti altri personaggi coinvolti, non possiamo non citare il buon principe Eleckij di Boris Pinkhasovic, molto applaudito dopo la sua famosa aria del secondo atto, ben interpretata a fronte di una voce un po’ monocorde. Ben assortito anche il conte Tomskij di Vladislav Sulimsky e di grande fascino la Polina di Victoria Karkacheva.
Tanti i comprimari coinvolti, tutti di ottimo livello,dal Čekalinskij di Kevin Conners al Surin di Balint Szabo, passando per la governante di Freya Apffelstaedt, il maestro di cerimonie di Aleksey Kursanov, il Narumov di Roman Chabaranok, la Maša di Ekaterine Buachidze e il piccolo comandante di Zoe Padberg.
Come di consueto al termine della recita il pubblico della Bayerische Staatsoper ha accolto i protagonisti con applausi scroscianti, trasformando la serata in un vero e proprio trionfo.
Bayerische Staatsoper
Monaco di Baviera 22 aprile 2025
Pikovaja Dama
opera in tre atti e sette quadri
libretto di Modest Il’ič Čajkovskij dall’omonimo racconto di Aleksandr Sergeevič Puškin
musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Liza | Elena Stikhina
Hermann | Arsen Soghomonyan
La contessa | Violeta Urmana
Il conte Tomskij | Vladislav Sulimsky
Il principe Eleckij | Boris Pinkhasovich
Polina | Victoria Karkacheva
Čekalinskij | Kevin Conners
Surin | Balint Szabo
La governante | Freya Apffelstaedt
Maestro di cerimonie | Aleksey Kursanov
Narumov | Roman Chabaranok
Maša | Ekaterine Buachidze
Il piccolo comandante | Zoe Padberg
Bayerische Staatsorchester
Bayerischer Staatsopernchor
Kinderchor der Bayerischen Staatsoper
direttore | Sebastian Weigle
maestro del coro | Christoph Heil
regia | Benedict Andrews
scene | Rufus Didwiszus
costumi | Victoria Behr
luci | Jon Clark
coreografie | Klevis Elmazaj
dramaturg | Olaf Roth
ph. © Geoffroy Schied