
La ricca stagione della Volksoper di Vienna ha proposto in cartellone nei giorni scorsi la ripresa dell’allestimento del 2023 firmato da Nina Spijkers de Die lustigen Weiber von Windsor, l’ultima opera (nonché la più celebre e più rappresentata, soprattutto nel mondo tedesco) di Carl Otto Nicolai, che morirà poche settimane dopo il debutto berlinese dell’opera nel 1849.
Il delizioso allestimento della regista olandese Nina Spijkers presentato dalla Volksoper ambienta la vicenda tra il 1918 e il 1919 (come ricordato dalla data scolpita sulla chiave di volta del grande arco che incornicia la scena), cercando di dare uno spessore inedito alla vicenda tratta da Shakespeare. In quegli anni infatti, al termine della Grande Guerra, l’Austria fu investita da una serie di epocali trasformazioni, dalla disgregazione dell’impero e la conseguente abolizione dei titoli nobiliari (Falstaff è qui ritratto non come un semplice ubriacone, ma come un nobile decaduto che ha perso titolo e posizione) fino all’istituzione del suffragio femminile, che avvenne proprio nel dicembre del 1918. Con questa nuova lettura la figura della giovane Anna, figlia di Frau e Herr Reich, assume una rilevanza inedita, con la sua precisa volontà di scegliere da sola del suo futuro, non solo romantico, ma anche civile, promuovendosi paladina del diritto di voto alle donne. Le splendide scene di Rae Smith accompagnano l’intera vicenda con leggiadria ed estrema efficacia, ricostruendo in maniera fantasiosa, ma sempre accurata tutti gli ambienti, dagli interni della casa dei Fluth, alla locanda della giarrettiera (trasformata in una birreria tirolese), passando per lo stabilimento balneare. Un allestimento divertente e leggero che però non manca di farci riflettere su alcune tematiche oggi ancora al centro del dibattito pubblico.
Per la parte musicale i complessi della Volksoper sono stati guidati dalla bacchetta del giovane direttore tedesco Jonathan Stark che ha guidato l’orchestra il giusto piglio, scegliendo tempi molto ritmati che ben si adattano a questa frizzante partitura. Ottimi gli interventi del Coro e del coro di voci bianche della Volksoper preparati da Roger Diaz-Cajamarca.
Numeroso il cast, di buon livello, a partire dalle due protagoniste femminili Anett Fritsch come Frau Fluth, frizzante e istrionica, a cui si perdonano alcune piccole difficoltà nel registro più acuto, e Katia Ledoux come Frau Reich, dalla duttile voce di mezzosoprano, interpretativamente brillante. Falstaff era invece Martin Winkler, perfettamente calato scenicamente nei panni del nobile senza più obiettivi, nonché esilarante nelle diverse burle che lo vedono coinvolto. A livello vocale avremmo auspicato maggiore morbidezza. Il canto sfumato non è mancato a Andrei Bondarenko impegnato come Herr Fluth, dalla bella e suadente voce baritonale. Corretti gli interventi di Aaron Pendleton come Herr Reich. Ottimi i due giovani Anna e Fenton, rispettivamente Lauren Urquhart e Aaron-Casey Gould, dalla voce tenorile leggera, dal nobile fraseggio. Divertenti il Cajus di Alexander Fritze e lo Spärlich di Seiyoung Kim. Completavano il cast l’oste di Georg Wacks e i quattro cittadini di Maria Theresia Gruber, Selma Fasching, Heike Dörfler e Kristinka Antolkovic.
Il pubblico viennese accorso la domenica di Pasqua ha accolto l’intero cast con calorosi applausi al termine della recita.
Volksoper
Vienna | 20 aprile 2025
Die lustigen Weiber von Windsor
opera comica fantastica
libretto di Salomon Hermann Mosenthal dalla commedia di William Shakespeare
musica di Carl Otto Nicolai
Frau Reich | Katia Ledoux
Frau Fluth | Anett Fritsch
Sir John Falstaff | Martin Winkler
Herr Reich | Aaron Pendleton
Herr Fluth | Andrei Bondarenko
Anna Reich | Lauren Urquhart
Fenton | Aaron-Casey Gould
Dr. Cajus | Alexander Fritze
Junker Spärlich | Seiyoung Kim
Der Wirt | Georg Wacks
Erster Bürger | Maria Theresia Gruber
Zweiter Bürger | Selma Fasching
Dritter Bürger | Heike Dörfler
Vierter Bürger | Kristinka Antolkovic
Orchestra, coro, coro di voci bianche e comparse della Volksoper Wien
Wiener Staatsballett
direttore | Jonathan Stark
maestro del coro | Roger Diaz-Cajamarca
regia | Nina Spijkers
scene | Rae Smith
costumi | Jorine van Beek
coreografia | Florian Hurler
luci | Tim van’t Hof
dramaturg | Peter te Nuyl
ph. © Barbara Pálffy/Volksoper Wien