
La Opernhaus di Zurigo ha riproposto in queste settimane l’allestimento di Andreas Homoki del 2014 del Lohengrin di Richard Wagner, per l’occasione i complessi del teatro zurighese sono stati diretti dall’esperta bacchetta wagneriana del maestro Axel Kobler (direttore musicale della Deutsche Oper am Rhein dal 2009), mentre il ruolo del titolo é stato affidato al tenore polacco Piotr Beczala, oggi considerato uno dei tenori di riferimento per questo titolo wagneriano.
Il maestro tedesco ha imposto fin dall’ouverture un ritmo serrato e ha saputo ottenere dalla Philharmonia Zürich un suono corposo e compatto (dalla platea la percezione che si aveva dell’onda sonora proveniente da buca e palcoscenico era davvero impressionante) capace di conquistare il pubblico con un’energia e una raffinatezza davvero notevoli. Ottima la prova di tutta l’orchestra e in particolare una menzione speciale va al reparto degli ottoni, lungamente impegnati dalla partitura e capaci di un suono potente e squillante, senza fastidiose sbavature e in grado di conquistare e coinvolgere il pubblico all’inizio del III atto, quando vengono disseminati tra la platea, palchi, buca e palcoscenico. Altrettanto buona la prova del Coro dell’Opernhaus Zürich guidato da Janko Kastelic.
Come già detto nel ruolo del protagonista era impegnato Piotr Beczala, un cavaliere del cigno di grande esperienza (dopo il debutto a Dresda nel 2016, ha vestito i panni di Lohengrin anche al festival di Bayreuth e a Vienna) fautore di una prova davvero eccellente, grazie al bel timbro e alla interpretazione elegante ma allo stesso tempo impregnata di eroismo, nel terzo atto la sua sofferta interpretazione del Racconto del Graal è riuscita a conquistare definitivamente il pubblico in sala.
Nel ruolo di Elsa era invece impegnata Simone Schneider, al suo debutto zurighese, il soprano tedesco dalla bella voce limpida è riuscito ottimamente a trasmettere quella fragilità ed ingenuità che caratterizzano il personaggio di Elsa. Ottima anche la prova di Anna Smirnova, capace di restituire al pubblico, grazie alla voce fortemente drammatica, una Ortrud davvero maligna e vendicativa, il tutto accresciuto da una prova attoriale davvero riuscita. Chiudiamo il quartetto dei protagonisti con la prova di Martin Gantner, che grazie alla sua corposa voce baritonale e a una buona interpretazione è riuscito a portare sul palco un Telramund veramente borioso. Non così incisivo invece Christof Fischesser nel ruolo del re, la sua voce più di una volta ha faticato a scavalcare il suono dell’orchestra.
La regia di Andreas Homoki ambienta tutta la vicenda all’interno di quella che sembra una baita o un rifugio tra le Alpi bavaresi e il Tirolo, la collocazione geografica diventa palese grazie ai costumi, infatti donne e uomini sono vestiti solo con i tradizionali dirndl e tracht (scene e costumi sono firmati da Wolfgang Gussmann). Homoki trasforma la fiaba tragica di Wagner in un dramma familiare, quasi fosse uno lavoro di Ibsen, tutto infatti si svolge in una sola stanza con le pareti in legno, rendendo l’azione davvero claustrofobica nelle scene con la partecipazione del coro al completo. Se Lohengrin ed Elsa vengono qui dipinti come due anime candide, Ortrud e Telramund vengono invece tratteggiati come dei meschini locandieri che messi al bando e ridicolizzati (Telramund passa gran parte dello spettacolo praticamente in mutande) cercano di vendicarsi a tutti i costi.
Al termine della recita un tripudio di applausi ha accolto gli artisti impegnati.
Opernhaus Zürich
Zurigo | 4 maggio 2025
Lohengrin
opera romantica in tre atti
libretto e musica di Richard Wagner
Heinrich der Vogler | Christof Fischesser
Lohengrin | Piotr Beczala
Elsa von Brabant | Simone Schneider
Friedrich von Telramund | Martin Gantner
Ortrud | Anna Smirnova
L’araldo del re | Michael Kraus
Quattro nobili del Brabante | Christopher Willoughby, Felix Gygli, Tomislav Jukic, Max Bell
Philharmonia Zürich
Coro, Coro aggiuntivo e SoprAlti dell’Oper Zürich
Comparse dell’Opernhaus Zürich
direttore | Axel Kober
maestro del coro | Janko Kastelic
regia | Andreas Homoki
assistente | Stephanie Lenzen
scene e costumi | Wolfgang Gussmann
costumi | Susanna Mendoza
luci | Franck Evin
dramaturg | Werner Hintze
ph. Toni Suter – Opernhaus Zürich