
Nell’ambito del nuovo progetto della tetralogia wagneriana “Der Ring des Nibelungen” allestita dal regista inglese David McVicar, anche la seconda giornata “Siegfried” ha debuttato alla Scala per cinque rappresentazioni. Le prime tre recite sono state affidate alla bacchetta di Simone Young, mentre le ultime due sono state dirette da Alexander Soddy, del quale riferiamo.
L’idea di affidare il ciclo a due diversi direttori d’orchestra era stata giustificata dalla direzione del teatro dal fatto che sarebbe stata garantita una continuità artistica e interpretativa, basata sul rapporto di collaborazione pregressa tra i due. Ma, come già accaduto nel corso del prologo (“Das Rheingold”) e della prima giornata (“Die Walküre”), anche in questa occasione la lettura del Maestro Soddy, si pone in discontinuità rispetto alla collega. Non si tratta solo di una mera questione di metronomi e della durata della rappresentazione, che si riduce di qualche minuto, ma dell’assenza di una visione interpretativa generale, da cui deriva l’articolazione interna di ogni atto. La lettura è, a tratti, molto coinvolgente soprattutto nei momenti di forte espansione lirica, ma in forte contrasto con le scene dialogiche del primo atto, che vengono rese con una minore ispirazione.
Klaus Florian Vogt (Siegfried), a scapito dei numerosi detrattori, nonostante un’annunciata indisposizione, si conferma solido e in possesso di una voce duttile, che gli consente di risolvere benissimo una parte che insiste sostanzialmente sul registro centrale. Wolfgang Ablinger-Sperrhacke è il Mime di riferimento del panorama lirico odierno. Anche solo vocalmente, senza ricorrere alla recitazione, riuscirebbe a delineare l’insolenza e l’opportunismo di un personaggio che per Wagner rappresenta lo standard contro il quale si misura la negatività dell’animo. Michael Volle (Wotan) risulta autorevole come di consueto e particolarmente coinvolgente nel terzo atto.
Camilla Nylund (Brünnhilde) brilla meno che in altre occasioni, probabilmente a causa di un malanno di stagione. Bravissimi si confermano Ólafur Sigurdarson (Alberich), Ain Anger (Fafner), Christa Mayer (Erda), appena rientrata dopo un’indisposizione, e Francesca Aspromonte (Stimme des Waldvogels).
Grande successo al termine della recita del 21 giugno con acclamazioni per tutti gli artisti coinvolti.
Teatro alla Scala
Milano | 21 giugno 2025
Siegfried
seconda giornata in tre atti
Versi e musica di Richard Wagner
Siegfried | Klaus Florian Vogt
Mime | Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Der Wanderer (Wotan) Michael Volle
Alberich | Olafur Sigurdarson
Fafner | Ain Anger
Erda | Christa Mayer
Brünnhilde | Camilla Nylund
Stimme des Waldvogels | Francesca Aspromonte
Orchestra del Teatro alla Scala
direttrice | Alexander Soddy
regia | David McVicar
scene | David McVicar e Hannah Postlethwaite
costumi | Emma Kingsbury
luci | David Finn
video e proiezioni | Katy Tucker
coreografia | Gareth Mole
maestro arti marziali | David Greeves
ph. Brescia e Amisano