Maggio Musicale Fiorentino 2025 | Aida

Ultima opera in cartellone per questo 87° Festival del Maggio Musicale Fiorentino è l’Aida di Giuseppe Verdi nell’allestimento proveniente dalla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera per la regia di Damiano Michieletto, con i complessi del Maggio nuovamente affidati alla bacchetta del maestro Zubin Mehta.

Uno spettacolo di forte impatto quello ideato da Damiano Michieletto che porta Aida fuori dall’Egitto per farne una storia universale, oggi più che mai attuale, viste le notizie che ci arrivano ogni giorno dal mondo. L’opera così diventa una forte riflessione sulla guerra e sulle sue conseguenze, sul dolore che provoca, sulle vite che distrugge, sulla Storia che si impone sulle piccole storie della gente comune. Il regista sceglie di evocare il passato felice di Aida bambina con i genitori prima della guerra, un passato che poi tornerà solo nel momento più straziante, quello della morte, in cui in scena si vedono Aida e Radames sposi, festeggiati da amici e parenti, un’evocazione di come sarebbero potute andare le cose senza l’orrore della guerra. Di grande efficacia la scelta di trasformare la marcia trionfale degli eroi di ritorno dalla guerra nella sfilata di uomini vincitori, ma mutilati e offesi a causa del conflitto. Lo spettatore non può quindi che chiedersi continuamente: ne sarà valsa davvero la pena di evocare la guerra come unico modo per risolvere le cose?

Altrettanto impattante la magnifica scenografia di Paolo Fantin, che ambienta la vicenda in una palestra scolastica bombardata, trasformata nel cuore di questa comunità in guerra. Se nella prima parte dello spettacolo ci troviamo all’interno di un ambiente reale che ci aiuta a percepire il dramma che i personaggi stanno vivendo, il tutto si trasforma nella seconda parte dello spettacolo. Dopo l’intervallo infattu la palestra si trasfigura, dominata da un cumulo nero, una vera e propria piramide di cenere che va ricoprendo tutte le superfici e che porta la palestra a sprofondare. Una scenografia che come accade spesso con i lavori di Fantin si trova a metà strada tra l’installazione ambientale e la scenografia teatrale, con evidenti richiami alle Earth Room di Walter De Maria o alla grande installazione Destierro di Anish Kapoor. Di grande impatto anche il disegno luci di Alessandro Carletti che aiuta a completare il lavoro scenografico. Semplici, ma efficaci i costumi che richiamano alla contemporaneità, qui firmati da Carla Teti. 

Zubin Mehta, direttore musicale emerito del Maggio Musicale Fiorentino, dirigeva per la quarta volta questo titolo a Firenze, proponendo un’interpretazione che smorza i trionfalismi per dare spazio ai momenti più intimi, perfettamente d’accordo con la regia di Michieletto. Sono proprio i momenti lirici quelli che assumono più risalto, anche grazie ad un minuzioso lavoro dell’Orchestra in splendida forma. Al termine grandi ovazioni per il Maestro Mehta abbracciato da tutto il cast e anche idealmente da tutto il pubblico festante. Di ottimo livello anche la prova del Coro del Maggio Musicale Fiorentino preparato dal maestro Lorenzo Fratini. 

La recita è cominciata con l’annuncio per indisposizione di Olga Maslova, impegnata nel ruolo di Aida. Nonostante ciò, il soprano russo ha sostenuto coraggiosamente la recita, lasciando trasparire alcune difficoltà, ma dando tutto ciò che le era possibile, con una voce di grande interesse, se ascoltata in condizioni ottimali. Di pregio anche la partecipazione interpretativa, ben inserita all’interno della drammaturgia pensata per questo spettacolo. Al suo fianco come Radames abbiamo potuto ascoltare SeokJeong Baek, tenore sudcoreano dalla voce salda e ben proiettata, di grande intensità e con piglio eroico, da cui avremmo voluto però più di coinvolgimento emotivo. Daniela Barcellona interpretava una determinata Amneris. A dispetto di qualche disomogeneità nei passaggi di registro, il mezzosoprano triestino supera con intelligenza, grande finezza interpretativa e fraseggio incisivo una parte di grande difficoltà, risultando interpretativamente trascinante. Il baritono Leon Kim era invece Amonasro, con voce salda e dal colore vellutato, ben a fuoco nel corso di tutta l’opera. Meno incisivo è risultato invece a livello interpretativo. Simon Lim è stato un tonante Ramfis, mentre meno a fuoco ci è parso il re di Manuel Fuentes. Di grande fascino vocale la sacerdotessa di Suji Kwon e corretto il Messaggero di Suji Kwon, impegnato in una delle scene più struggenti di questa produzione. 

Buon successo al termine della recita per i solisti coinvolti e grande trionfo del maestro Zubin Mehta, accolto come già detto da calorose ovazioni al suo arrivo sul palcoscenico. 


87° Festival del Maggio Musicale Fiorentino
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze | 28 giugno 2025

Aida
Opera in quattro atti
libretto di Antonio Ghislanzoni
musica di Giuseppe Verdi

Il Re | Manuel Fuentes
Amneris | Daniela Barcellona
Aida | Olga Maslova
Radamès | SeokJong Baek
Amonasro | Leon Kim
Ramfis | Simon Lim
Messaggero | Yaozhou Hou
Sacerdotessa | Suji Kwon

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro concertatore e direttore | Zubin Mehta
Maestro del coro | Lorenzo Fratini
Regia | Damiano Michieletto
Scene | Paolo Fantin
Costumi | Carla Teti
Luci | Alessandro Carletti
Video | rocafilm – Roland Horvath
Drammaturgia | Mattia Palma
Movimenti coreografici | Thomas Wilhelm
Regista collaboratore | Eleonora Gravagnola



 

ph. Michele Monista

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