La voix humaine e Cavalleria Rusticana al LAC di Lugano

Il LAC Lugano Arte Cultura ha presentato negli scorsi giorni la tradizionale produzione lirica della sua stagione teatrale; quest’anno la scelta è ricaduta sull’inconsueto dittico formato da La voix humaine di Poulenc e Cavalleria Rusticana di Mascagni, presentato nell’allestimento firmato da Emma Dante nel 2017 per il Teatro Comunale di Bologna, mentre in buca, alla guida dell’Orchestra della Svizzera italiana, era impegnato il maestro Francesco Cilluffo.

Per questo inusuale dittico, due opere accomunate dalla centralità di due donne abbandonate dal loro amore, Emma Dante ha pensato a due spettacoli autonomi e indipendenti. Se Cavalleria Rusticana sembra ambientata in un luogo idealizzato, arcaico, fuori dal tempo e dallo spazio, dove a dominare è il nero delle quinte teatrali, la vicenda de La voix humaine è ambientata in un luogo fisico ben preciso, che si va delineando con più precisione manmano che l’opera prosegue, ossia l’interno di quello si rivela essere agli occhi dello spettatore, nient’altro se non la stanza di un ospedale (psichiatrico?) dove la protagonista è ricoverata. Il telefono con cui dialoga per tutto il tempo, vero  si rivelerà ben presto non funzionante, mostrandoci la tragica situazione di pazzia in cui versa la protagonista, attorniata da proiezioni mentali della sua storia d’amore e del tradimento subito. Le uniche figure reali con cui la protagonista si troverà ad interagire saranno, alla fine, unicamente il medico e le due infermiere. Le ambientazioni delle due opere non potrebbero essere più diverse, ma per entrambe Emma Dante ha lavorato per immagini, momenti simbolici che enfatizzano quello che succede in palcoscenico. In Cavalleria rusticana, opera che porta in scena un dramma privato in dimensione pubblica, ne sono un esempio i due protagonisti divisi su balconi che non sono collegati tra loro o la figura di Mamma Lucia raddoppiata dalla Madonna che piange Gesù (una specie di rappresentazione sacra del dolore di una madre per la morte del figlio), mentre ne La voix humaine che ha al centro la sfera privata sono simbolici ad esempio i gesti delle infermiere che a poco a poco smontano i letti dell’hotel per rivelare la camera d’ospedale. Ottimo anche il lavoro sulla recitazione, molto pregnante dal punto di vista fisico, svolto da Federico Gagliardi, responsabile della ripresa di questa regia. 

Francesco Cilluffo tornava a dirigere questo dittico dopo averlo affrontato nei teatri di OperaLombardia nella stagione 2018/19. Nella partitura di Poulenc Il direttore piemontese è riuscito a metterne in luce gli aspetti di sprezzante modernità, mentre in quella di Mascagni ha scelto ritmi sostenuti che hanno messo in risalto la veemenza e la drammaticità della partitura.  

Anna Caterina Antonacci tornava ad uno dei ruoli da lei più interpretati, quello di Elle ne La voix humaine e ancora una volta è riuscita a condurre l’ascoltatore attraverso le pieghe della psicologia di questa donna lasciata e disperata. Il fraseggio è espressivo e intenso, capace di soppesare parola dopo parola e a dare loro significato. Perfetta inoltre anche la dizione francese. Una performance salutata da grandi e meritati applausi.  Al contrario de La voix humaine, Cavalleria rusticana è opera corale, in cui il coro gioca un ruolo importante nei riti che contornano la vicenda principale di Santuzza e Turiddu. Ottimo da questo punto di vista l’apporto del Coro della Radiotelevisione Svizzera preparato dal M°Donato Sivo. Turiddu era invece Stefano La Colla, tenore dal colore vocale ricco e brunito, voce ben proiettata e di grande intensità drammatica. Il fraseggio è ben definito e l’interpretazione coinvolgente. Al suo fianco la Santuzza di Veronica Simeoni, fautrice di una prova di grande drammaticità interpretativa, ma vocalmente calibrata, senza esagerazioni di stampo verista e con un registro acuto saldo e sonoro. Corretto l’Alfio di Dalibor Janis. Lucrezia Drei è stata una Lola dalla voce lirica suadente e affascinante presenza scenica, mentre Agostina Smimmero come Mamma Lucia sfoggia una voce contraltile di grande pastosità. 

Al termine della recita grandi applausi per tutti gli interpreti e grande partecipazione soprattutto per Cavalleria, nella speranza che la lirica possa tornare presto a popolare la bella sala del LAC di Lugano. 


 

LAC Lugano Arte e Cultura
Lugano | 21 settembre 2025

La voix humaine
tragédie lyrique in un atto
libretto di Jean Cocteau
musica di Francis Poulenc

Elle | Anna Caterina Antonacci

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Cavalleria rusticana
melodramma in un atto
dal dramma omonimo di Giovanni Verga
su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
musica di Pietro Mascagni

Turiddu | Stefano La Colla
Santuzza | Veronica Simeoni
Alfio | Dalibor Jenis
Lola | Lucrezia Drei
Mamma Lucia | Agostina Smimmero

Orchestra della Svizzera Italiana
Coro della Radiotelevisione svizzera

direttore | Francesco Cilluffo
maestro del coro | Donato Sivo
regia | Emma Dante
ripresa da Federico Gagliardi
scene | Carmine Maringola

costumi | Vanessa Sannino
luci | Cristian Zucaro
coreografia | Manuela Lo Sicco
assistente alle scene | Roberto Tusa
assistente ai costumi | Margherita Platé



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