
In attesa della seconda data del concerto dell’Orchestra di Padova e Del Veneto con Alessandro Taverna al pianoforte che, sabato 25 ottobre, eseguirà i concerti di Prokofiev n. 1 in Re bemolle maggiore op. 10, n. 4 in Si bemolle maggiore op. 53 e n. 2 in Sol minore op. 16, riferiamo del concerto della settimana precedente con I Pomeriggi Musicali diretti da George Pehlivanian ed Ettore Pagano al violoncello. In programma il Concerto per violoncello e orchestra in Mi minore op. 85 di Elgar e La Nona di Schubert: due composizioni tra le quali intercorre circa un secolo i cui tratti sono l’essere gli ultimi lavori sinfonici dei rispettivi autori e l’essere entrati in repertorio dopo anni dalla loro prima esecuzione.
Il concerto di Elgar fu composto nell’estate del 1919 ed eseguito per la prima volta al Queen’s Music Hall di Londra il 28 ottobre dello stesso anno come programma inaugurale della prima stagione postbellica della London Symphony Orchestra. Le cronache dell’epoca riferiscono di uno scarso successo dovuto probabilmente al fascino un po’ retrò che veniva ormai attribuito alla musica dell’autore o più concretamente al numero ridotto di prove. Divenuto popolare nell’ambiente anglosassone in seguito alle prime due incisioni discografiche (1920 e 1928, la prima delle quali incompleta), ne seguirono una terza nel 1936 ed una quarta che, dal 1965, ne consenti l’ingresso nel repertorio internazionale grazie all’edizione pubblicata dalla EMI con Jacqueline du Pré e la London Symphony diretti da John Barbirolli, che all’epoca della prima assoluta era impegnato in organico come violoncellista di fila. Il carattere del brano è sognante, a tratti “ascetico” e vede nel solista una sorta di narratore. Ettore Pagano, a 23 anni, è un violoncellista di tutto rispetto la cui cifra stilistica nell’interpretare si definirà col tempo. Una guida più incisiva di quella, pur lodevole e professionale, di George Pehlivanian offrirebbe al brano, così profondamente segnato da un intenso scavo psicologico, una resa più vibrante e densa di tensione; da questa esecuzione emerge invece una più rassegnata mestizia che pur esaltando la bellezza di alcuni dettagli, ne rende meno coinvolgente la fruizione complessiva del brano, nel quale latita un’auspicabile più vibrante teatralità.
La seconda parte del concerto è invece dedicata all’ultima sinfonia di Schubert la cui composizione è databile tra il 1825 e il 1828. Il manoscritto fu rinvenuto da Schumann nel 1839 nel corso di una visita a Ferdinand, fratello dell’autore, per essere poi diretta da Mendelssohn a Lipsia il 21 marzo dello stesso anno e pubblicata nel 1840. Come nota di colore per gli appassionati d’opera, sembra che alla fine del 1839 a Vienna ne fossero stati eseguiti due movimenti inframezzati da un brano non meglio indicato tratto da “Lucia di Lammermoor” di Donizetti. A dispetto del carattere ritmico cadenzato che può ingenuamente portarne a sottovalutarne il valore, si tratta di una composizione di proporzioni enormi, ricca di insidie che l’orecchio dell’ascoltatore impreparato non può cogliere appieno di primo acchito. L’esecuzione da parte de I Pomeriggi Musicali è stata più che soddisfacente. Il gesto chiaro, preciso e puntuale del maestro Pehlivanian garantisce la compattezza tra le sezioni strumentali che profondono tutto l’impegno nell’enucleare le nobili linee melodiche con suono assai pregevole. Grande successo al termine, tributato da un pubblico numeroso e soddisfatto.
Teatro dal Verme
Milano | 16 ottobre 2025
Edward Elgar (1857 – 1934)
Concerto per violoncello e orchestra in Mi minore op. 85
Franz Schubert (1797 – 1828)
Sinfonia n. 9 “La Grande” in Do maggiore D944
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Direttore | George Pehlivanian
violoncello| Ettore Pagano