Vicenza Opera Festival 2025 | Don Giovanni

Come ormai da tradizione consolidata il Teatro Olimpico di Vicenza nelle scorse settimane è tornato ad ospitare il Vicenza Opera Festival, nato dal desiderio di Ivan Fischer di riportare la grande musica all’interno di quello che è a tutti gli effetti il più antico teatro al chiuso del mondo. Come di consueto i musicisti della Budapest Festival Orchestra, guidati dallo stesso Ivan Fischer, hanno portato sul palco vicentino le note del Don Giovanni di Mozart, dando inizio, con l’edizione 2025, di un progetto dedicato al genio di Salisburgo che si svilupperà nel corso di tre anni: dopo Don Giovanni tra il 23 e il 26 ottobre del 2026 andrà in scena Die Zauberflöte, mentre tra il 22 e il 25 ottobre 2027 sarà la volta de Le nozze di Figaro.

La messinscena di questo spettacolo (firmata dallo stesso Ivan Fischer) riprende le idee di base dell’edizione in forma semiscenica, presentata dalla Ivan Fischer Opera Company nel 2010 e ripresa anche nel 2017 al Festival di Edimburgo, e vive grazie all’intervento dei componenti dell’Ensemble di Danza della Ivan Fischer Opera Company e degli studenti dell’Accademia di Arte drammatica e del Cinema di Budapest che hanno partecipato anche vocalmente alla rappresentazione (andando a sopperire alla mancanza del coro presente in due scene dell’opera). La cornice del Teatro Olimpico impreziosisce particolarmente la messinscena, ancora di più in questa occasione, in cui, con l’orchestra posizionata in buca, i cantanti sono stati liberi di muoversi per il palcoscenico. Si tratta di una regia sobria che ha puntato tutto sul lavoro dei cantanti e sullo sviluppo della psicologia dei personaggi da loro interpretati, coadiuvati dalla presenza dei danzatori che hanno avuto la funzione sia da personaggi (ad esempio gli invitati del matrimonio di Zerlina e Masetto), ma anche da scenografia vivente, andando a raddoppiare la scenografia naturale dell’Olimpico. Alcuni momenti dell’opera sono risultati particolarmente efficaci (ad esempio il ballo di fine primo atto molto ben orchestrato nella sua semplicità oppure il finale dell’opera con i danzatori che, come fiamme infernali, “inghiottono” facendo sprofondare Don Giovanni). 

Focus della serata però è stata l’eccellente esecuzione musicale: un altro gioiello che Ivan Fischer ha donato al pubblico in sala insieme alla sua orchestra con cui lavora in totale simbiosi. Il direttore ungherese ha offerto un’interpretazione estremamente calibrata, pulita, attentissima al dettaglio e alle dinamiche, mai eccessive, ma tese a far emergere da un lato la leggerezza e la liricità, dall’altro la tragicità, senza però, come già detto, dimenticare il rigore. Per questa occasione, Fischer opta per la versione viennese del capolavoro mozartiano, priva della scena finale morale e del successivo giudizio dei personaggi sopravvissuti. Vengono dunque tagliati “Ah, dov’è il perfido” e il concertato finale “Questo è il fin di chi fa mal”, lasciando che l’opera si concluda al suo vertice drammatico: la scomparsa di Don Giovanni.

Un risultato musicalmente così alto e omogeneo non sarebbe stato possibile senza un cast all’altezza. Nel ruolo del titolo c’era l’ottimo baritono ladino André Schuen, dal fraseggio elegante, voce pastosa e raffinatissima, perfetto nel physique du rôle, capace di mettere in risalto la nobiltà di Don Giovanni in contrasto con le sue nefandezze. A fargli da contraltare nei panni di Leporello abbiamo ritrovato Luca Pisaroni, esperto conoscitore di questo ruolo, vocalmente solido, dal fraseggio scolpito e sagace, nonché interpretativamente perfetto. Maria Bengtsson era invece Donna Anna. Il soprano svedese sfoggia voce lirica, con una grande tenuta del fiato e agilità precise, nonché grande portamento nobile. La sua Non mi dir è stata giustamente a lungo applaudita dal pubblico in sala. Miah Persson sceglie per la sua Donna Elvira un’interpretazione calibrata, lontana dalla spasmodica disperazione che spesso caratterizza questo personaggio. Vocalmente si dimostra corretta. Don Ottavio era interpretato da Bernard Richter, cantante di grande esperienza mozartiana, dalla vocalità chiara, perfettamente adatta al personaggio. Samantha Gaul ha sostituito all’ultimo l’indisposta Giulia Semenzato come Zerlina. Il soprano tedesco sfoggia voce argentina, di grande espressività, perfettamente adatta al carattere giovanile del personaggio. Ottimo il Masetto di Daniel Loyola. Chiudeva il cast il Commendatore tonante di Krisztiàn Cser.

Successo unanime per tutti gli interpreti, e in particolare per Ivan Fischer, anima ispiratrice di un festival che continua, anno dopo anno, a raggiungere sullo storico palcoscenico del Teatro Olimpico di Vicenza vette di rara intensità.


Vicenza Opera Festival
Teatro Olimpico
Vicenza | 1 novembre 2025

Don Giovanni
libretto di Lorenzo Da Ponte
musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Ivan Fischer Opera Company

Don Giovanni | André Schuen
Leporello | Luca Pisaroni
Donna Anna | Maria Bengtsson
Donna Elvira | Miah Persson
Zerlina | Samantha Gaul
Don Ottavio | Bernard Richter
Masetto | Daniel Noyola
Commendatore | Krisztiàn Cser

In collaborazione con:
Ensemble di Danza della Ivan Fischer Opera Company
Studenti dell’Accademia di Arte drammatica e del Cinema di Budapest

coreografo | Georg Asagaroff
progetto luci e scenografie | Andrea Tocchio
costumi | Anna Biagiotti
direttore e regista | Ivan Fischer

 

 

ph. Alberto Storti



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