
A 18 anni di distanza dall’ultima messinscena torna sul palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano uno dei titoli più amati di Gaetano Donizetti, La fille du régiment, capolavoro che alterna momenti di grande divertimento ad altri estremamente emotivi, in un connubio perfetto tra stile operistico francese (l’opera è infatti stata scritta per l’Opéra-Comique di Parigi) e quello italiano. Per questa occasione è stato scelto il fortunato allestimento di Laurent Pelly nato proprio nel 2008 da una coproduzione internazionale tra il MET di New York, la ROH di Londra e la Wiener Staatsoper e che da allora ha girato con grande successo i teatri di tutto il mondo e, per una strana coincidenza di programmazione, mentre la produzione di Pelly faceva il suo debutto milanese con Julie Fuchs e Juan Diego Florez a New York l’ennesima ripresa vedeva impegnati Erin Morley e Lawrence Brownlee.
Lo spettacolo firmato da Pelly, ormai un vero e proprio classico del teatro lirico contemporaneo, sposta la vicenda dal Tirolo di epoca napoleonica, alle trincee della Grande Guerra, trasformando nel primo atto l’intero palcoscenico in una grande distesa di mappe geografiche sopra le quali Marie, Tonio, Sulpice e il 21° reggimento si muovono e agiscono, mentre nel secondo atto è introdotto l’austero castello dei Berkenfield (una struttura lignea appoggiata sempre sulle mappe geografiche già presenti in palcoscenico) dove nel finale Tonio farà il suo ingresso con tutto il reggimento su di un carro armato in stile Risiko!. Uno spettacolo divertente e godibile, che dopo tanti anni e tante riprese (in questo caso a cura di Christian Rath) riesce ancora a divertire e a coinvolgere il pubblico.
Sul podio del Piermarini era impegnato Evelino Pidò che a lungo ha frequentato il repertorio donizettiano. Il direttore torinese riesce a trovare un ottimo equilibrio tra la leggerezza dei momenti più comici e la malinconia di quelli più seriosi. L’orchestra lo segue bene, così come allo stesso modo lo fanno solisti e coro in palcoscenico, arrivando ad un’esecuzione di grande professionalità. Molto partecipe la fondamentale prova del Coro del Teatro alla Scala preparato dal Alberto Malazzi, qui a lungo impegnato soprattutto come quasi coprotagonista nei panni del 21esimo Reggimento.
Nei panni di Marie, la figlia del reggimento, abbiamo ritrovato Julie Fuchs, recentemente apprezzata al Piermarini ne L’opera seria. Il soprano francese sfoggia voce luminosa, di volume non eccessivo, ma con ottime agilità e un buon registro acuto. Dal punto di vista interpretativo Julie Fuchs entra totalmente nel personaggio, risultando molto convincente e divertente, specialmente nel primo atto dove veste in modo spumeggiante i panni della ragazza dai modi un po’ rudi, testarda e desiderosa di indipendenza, ma anche innamorata. Al suo fianco è tornato nei panni di Tonio quello stesso Juan Diego Florez che lo interpretava nel 2007. Sono passati 18 anni e la voce del tenore peruviano si è chiaramente evoluta, ma oggi come allora è riuscito a catalizzare l’attenzione del pubblico, non deludendo prima nei fatidici 9 Do di Ah mes amis … Pour mon âme e poi nella malinconica Pour me rapprocher. La voce è sfumata e ancora perfetta per interpretare un giovane ingenuo e perdutamente innamorato, aspetti che escono anche dalla sua collaudata interpretazione. Pietro Spagnoli è stato un ottimo Sulpice, di grande musicalità e con un fraseggio accurato, nonché scenicamente effervescente. Di gran lusso la Marquise de Berkenfield della bravissima Géraldine Chauvet. Musicale e divertente l’Hortensius di Pierre Doyen. Barbara Frittoli era invece impegnata nel ruolo parlato della Duchesse de Krakenthorp. Chiudevano il cast Emidio Guidotti (caporale) l, Federico Vazzola (notaio) e Aldo Sartori (un paesano).
Un teatro praticamente esaurito in tutti gli ordini di posti, ha dedicato tanti calorosi applausi a tutti i cantanti in scena, dedicando vere e proprie ovazioni per i due protagonisti.
Teatro alla Scala
Milano | 4 novembre 2025
La fille du régiment
Opéra comique in due atti
libretto di Jean-François Bayard e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges
musica di Gaetano Donizetti
La Marquise de Berkenfield | Géraldine Chauvet
Sulpice | Pietro Spagnoli
Tonio | Juan Diego Florez
Marie | Julie Fuchs
La Duchesse de Krakenthorp | Barbara Frittoli
Hortensius | Pierre Doyen
Un caporal | Emidio Guidotti
Un notaire | Federico Vazzola
Un paysan | Aldo Sartori
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
direttore | Evelino Pidò
maestro del coro | Alberto Malazzi
regia e costumi | Laurent Pelly
regia ripresa da Christian Rath
scene | Chantal Thomas
luci | Joel Adam
coreografia | Laura Cozzi
ripresa da Karine Girard
dialoghi | Agathe Melinand
ph. Brescia & Amisano