La Cenerentola di Rossini al Regio di Torino

Musica, Recensione, Opera, Teatro, Home Page8 months ago

La stagione lirica 2025/2026 del Teatro Regio di Torino ha ripreso in questo gennaio 2026 con La Cenerentola di Rossini, nell’allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino firmato da Manu Lalli, con la direzione musicale di Antonino Fogliani, al suo debutto al Regio, come anche Vasilisa Berzhanskaya, protagonista nei panni di Angelina. 

La Cenerentola di Rossini mancava al Teatro Regio di Torino dal 2016, quando fu presentata la produzione di Alessandro Talevi del 2009, proveniente dall’Opera di Malmö. A distanza di dieci anni approda ora a Torino la fiabesca regia firmata da Manu Lalli, realizzata per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. In realtà, l’idea originaria di questo allestimento nacque nel 2010 come riduzione per bambini; fu poi trasformata una prima volta per gli spazi del cortile di Palazzo Pitti, dove debuttò nel giugno 2017. L’anno successivo lo spettacolo venne nuovamente adattato per il palcoscenico del Teatro del Maggio e il medesimo impianto scenico fu impiegato anche per un nuovo spettacolo per ragazzi dal titolo Un lampo, un sogno, un gioco. Questa evoluzione contribuisce a spiegare la semplicità e il tono dello spettacolo, che accompagna la musica di Rossini mettendo in risalto la sua dimensione più fantastica e cercando di avvicinarsi a un pubblico più giovane. A questo scopo vengono inseriti alcuni elementi ispirati al celebre cartone animato Disney. Ne sono un esempio le fatine che aiutano Cenerentola e che compaiono in platea un paio di volte durante lo spettacolo o la zucca e la sveglia che annuncia la mezzanotte. Come accennato, le scene firmate da Roberta Lazzeri sono estremamente essenziali ma funzionali: una serie di moduli mobili in bianco e nero, che, di volta in volta, danno forma al palazzo di Don Magnifico o a quello di Don Ramiro. Pienamente coerenti con l’impianto favolistico dello spettacolo, risultano anche i costumi di Gianna Poli. 

Sul podio, Antonino Fogliani è un esperto conoscitore del repertorio rossiniano: ha lavorato al Rossini Opera Festival, anche al fianco di Alberto Zedda, e dal 2011 ricopre il ruolo di direttore musicale del Festival dedicato al pesarese in Germania, a Bad Wildbad. Per questa Cenerentola il direttore messinese sceglie di utilizzare  l’edizione critica di Zedda, proponendo nel complesso una direzione attenta e misurata, attenta ai  volumi, improntata a lasciar emergere i momenti più lirici, scegliendo per questi ultimi tempi piuttosto distesi che a tratti però appesantiscono a nostro parere l’esecuzione. L’orchestra del Regio ben lo asseconda, così come di buon livello è stata la prova del Coro maschile preparato in questa occasione da Piero Monti. 

Come già accennato, debuttava al Regio anche Vasilisa Berzhanskaya, giovane cantante dalla carriera già molto importante, qui impegnata come Angelina, in un ruolo quindi mezzosopranile, anche se come da lei stessa affermato passerà nei prossimi mesi/anni gradualmente al repertorio sopranile. Berzhanskaya sfoggia una voce vellutata e brunita, ben timbrata e sicurissima nel registro acuto, con colorature ben scolpite e fraseggio elegante e ben definito. Interpretativamente disegna una Cenerentola trasognata, in linea con lo spettacolo che punta sugli elementi più fiabeschi dell’opera. Accanto a lei c’era il Don Ramiro di Nico Darmanin. La voce è leggera, ma squillante, con colorature sicure. Solo alcuni acuti risultano un po’ forzati. Interpretativamente disegna un principe pronto a tutto per conquistare Cenerentola. Elegante e dalla voce pastosa di basso l’Alidoro di Maharram Huseynov, ottimo interprete della difficile aria Là del cielo nell’arcano profondo. Il cast che abbiamo avuto modo di ascoltare poteva inoltre contare sulla presenza di due veterani del repertorio rossiniano nei ruoli buffi: Carlo Lepore come Don Magnífico e Roberto De Candia come Dandini. Entrambi coniugano tecnica vocale e sapienza interpretativa, piegando le note e i virtuosismi alle necessità drammaturgiche dei loro personaggi. Lepore sfoggia colorature precise e voce di ottimo volume, delineando un Don Magnifico davvero molto divertente. De Candia non gli é da meno: voce sicura e ben proiettata e sagacia interpretativa. I momenti che li vedono protagonisti sono alcuni dei più riusciti della rappresentazione. Chiudevano il cast le due sorellastre: Albina Tonkikh  come Clorinda e Martina Myskohlid come Tisbe che vocalmente risultano ben riuscite, precise e ben caratterizzate, mentre a livello interpretativo risultano, come spesso accade, un po’ caricaturali. 

Un teatro praticamente sold out ha festeggiato con calorosi applausi tutto il cast al termine della recita. Le recite de La Cenerentola proseguono fino al 27 gennaio, invece il prossimo titolo della stagione torinese sarà il Macbeth di Giuseppe Verdi, diretto da Riccardo Muti.


Teatro Regio
Torino | 24 gennaio 2026

La Cenerentola
dramma giocoso in due atti
libretto di Jacopo Ferretti
dal racconto Cendrillon ou la Petite Pantoufle de verre di Charles Perrault
musica di Gioachino Rossini

Angelina, sotto il nome di Cenerentola | Vasilisa Berzhanskaya
Don Ramiro, principe di Salerno | Nico Darmanin
Dandini, cameriere di Don Ramiro | Roberto de Candia
Don Magnifico, barone di Montefiascone | Carlo Lepore
Alidoro, maestro di Don Ramiro | Maharram Huseynov
Clorinda, figlia di Don Magnifico | Albina Tonkikh
Tisbe, figlia di Don Magnifico | Martina Myskohlid

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino

direttore | Antonino Fogliani
maestro del coro | Piero Monti
maestro al fortepiano | Paolo Grosa
regia | Manu Lalli
scene | Roberta Lazzeri
costumi | Gianna Poli
luci | Vladi Spigarolo
assistente alla regia | Chiara Casalbuoni

 

allestimento Teatro del Maggio Musicale FIorentino



ph. Mattia Gaido

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