
Al Teatro Regio di Parma è tornata, dopo breve assenza, Norma di Vincenzo Bellini: un’occasione per ascoltare Vasilisa Berzhanskaya nei panni della sacerdotessa druidica dopo averla sentita la scorsa estate al Teatro alla Scala impegnata con successo in quello di Adalgisa. La direzione musicale è stata affidata per l’occasione a Renato Palumbo, mentre l’allestimento proposto è quello nato a fine 2021 in coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza e il Teatro Comunale di Modena firmato da Nicola Berloffa.
Norma è opera dai risvolti mitici, attesa dal pubblico con grandi aspettative e con grande voglia di ascoltare alcuni dei momenti musicali più belli della produzione belcantistica. Le aspettative non sono state disattese a Parma. A differenza di quanto proposto secondo tradizione, il ruolo di Adalgisa è stato qui affidato ad un soprano (la giovane Maria Laura Iacobellis), mentre quello di Norma è stato interpretato da Vasilisa Berzhanskaya, mezzosoprano con un’estensione molto ampia (tanto da averle fatto prendere la decisione di interpretare in futuro sempre più ruoli sopranili). Si è così venuto a ricreare quell’effetto voluto da Bellini che contrapponeva una voce sopranile e angelicata per il ruolo di Adalgisa ad una voce più scura e brunita per il ruolo di Norma, donna più matura e di esperienza rispetto alla giovane sacerdotessa.
Lo spettacolo di Nicola Berloffa colloca la vicenda nell’Ottocento, in un contesto che, pur senza dichiararlo esplicitamente, richiama il periodo risorgimentale e sembra suggerire un accostamento tra Norma e Senso di Luchino Visconti. La protagonista emerge così come una nobile beniamina del popolo oppresso che, travolta dall’amore, si trasforma in traditrice, fino all’epilogo in cui viene lapidata da una folla inferocita. L’intera vicenda si svolge all’interno del magnifico impianto scenico di Andrea Belli, che ricrea un antico palazzo nobiliare in rovina, quasi trasfigurato in trincea. Questo scenario, carico di suggestioni e tensioni, si pone in netto contrasto con gli eleganti costumi di foggia tardo-ottocentesca firmati da Valeria Donata Bettella, creando un efficace gioco di contrapposizioni visive.
Come già accennato, sul podio abbiamo trovato Renato Palumbo, abituale frequentatore del repertorio belcantistico. Palumbo sceglie di alternare tempi dilatati, quasi estatici, ad altri dove il ritmo e il volume orchestrale diventano importanti, creando disparità dal punto di vista drammaturgico. Seppur con qualche sbavatura, l’Orchestra Filarmonica Italiana lo asseconda correttamente, così come il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.
Il versante vocale può contare sulla presenza di Vasilisa Berzhanskaya nella parte del titolo. La voce del mezzosoprano russo è calda, ben proiettata, capace di salire sicurissima verso l’acuto, senza però rinunciare ad un registro grave ben timbrato. Le agilità sono precise e a livello interpretativo riesce bene a far trasparire tramite il fraseggio i sentimenti di questa donna apparentemente sicura di sé, ma che si scopre fragile. Dopo aver cantato con successo una delicata, ma risoluta Adalgisa al Teatro alla Scala, ha regalato al pubblico di Parma un’ottima Norma che potrà ancora crescere in futuro. Al suo fianco come Adalgisa abbiamo trovato Maria Laura Iacobellis, giovane soprano dalla voce limpida che, a parte qualche acuto fisso, sfoggia un fraseggio molto incisivo, nonché grande coinvolgimento interpretativo. Le voci delle due si amalgamano molto bene, facendo del duetto Mira o Norma del secondo atto uno dei vertici dell’esecuzione. Dmitry Korchak vestiva invece i panni di Pollione. Annunciato indisposto, il tenore russo è stato fautore di una prova generosissimo, che ha mostrato il lato più irruento del personaggio. Oroveso era invece un solido Carlo Lepore. Completavano il cast Alessandra Della Croce come Clotilde e Francesco Congiu come Flavio.
Al termine della recita un caloroso e rumoroso pubblico (accorso numerosissimo al Regio per questa Norma) ha accolto gli artisti coinvolti in quest’ultima recita con applausi, acclamazioni e anche con qualche contestazione.
Teatro Regio di Parma
Parma, 22 febbraio 2026
Norma
tragedia lirica in due atti di Vincenzo Bellini
su libretto di Felice Romani
Pollione | Dmitry Korchak
Oroveso | Carlo Lepore
Norma | Vasilisa Berzhanskaya
Adalgisa | Maria Laura Iacobellis
Clotilde | Alessandra Della Croce
Flavio | Francesco Congiu
Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Regio di Parma
direttore | Renato Palumbo
maestro del coro | Martino Faggiani
regia | Nicola Berloffa
scene | Andrea Belli
costumi | Valeria Donata Bettella
luci | Simone Bovis
ph. Roberto Ricci