L’Olimpiade di Vivaldi al Teatro Ristori di Verona

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Se l’anno olimpico si era aperto a Milano con LaFil che, al Piccolo Teatro Studio, aveva proposto L’Olimpiade di Antonio Vivaldi in forma di concerto, ora, a pochi giorni dalla cerimonia di chiusura e a ridosso dell’apertura dei Giochi paralimpici, la stagione del Teatro Filarmonico di Verona, eccezionalmente ospitata al Teatro Ristori, presenta una nuova produzione del capolavoro vivaldiano firmata da Emmanuel Daumas e proveniente dal Théâtre des Champs-Élysées.

Composta nel 1734, L’Olimpiade, mai rappresentata prima a Verona, si fonda su uno dei libretti più fortunati di Pietro Metastasio, messo in musica da innumerevoli compositori nel corso del Settecento. Nella versione vivaldiana il testo è rielaborato da Bartolomeo Vitturi e ambienta, sullo sfondo degli antichi giochi olimpici, una trama fitta e intricata di amori, amicizia, tradimenti, inganni e gelosie, destinata tuttavia a sciogliersi in un lieto fine. Licida, consapevole di non poter vincere le gare che hanno come premio la mano dell’amata Aristea, convince l’amico Megacle a competere al suo posto; ma Megacle scopre presto che la donna promessa al vincitore è proprio la sua innamorata. Da questo nodo iniziale l’intreccio si infittisce progressivamente fino al colpo di scena finale: Licida, condannato a morte, scopre di essere in realtà Filinto, figlio del re Clistene. Salvato dal patibolo grazie all’acclamazione del popolo, può infine riabbracciare l’amico e sposarsi con la sua antica promessa sposa, mentre Megacle può finalmente sposare Aristea.

La regia di Daumas trasporta la vicenda nella contemporaneità, collocandola negli anni Ottanta del Novecento e ambientandola in una palestra: al posto delle antiche Olimpiadi assistiamo agli allenamenti di un gruppo di atleti e danzatori che, con coreografie dinamiche, accompagnano e amplificano la pirotecnica scrittura vocale. Nella seconda parte, pur restando entro lo stesso spazio scenico della palestra, l’allestimento assume una dimensione più surreale e ironica, sempre più in sintonia con l’eccentricità dell’opera vivaldiana: costumi e situazioni si arricchiscono di rimandi all’antica Grecia, in un gioco di sovrapposizioni temporali che esalta il carattere giocoso dell’opera di Vivaldi.

Per quanto concerne la componente musicale, si deve registrare un’eccellente prova dei complessi della Fondazione Arena di Verona, impegnati nella buca del Teatro Ristori e guidati per l’occasione dal maestro Giulio Prandi, raffinato e autorevole conoscitore del repertorio barocco. La sua direzione, sempre attenta alle sfumature e agli equilibri sonori, ha saputo imprimere all’esecuzione un’intensità vibrante, esaltando la luminosa scrittura vivaldiana e sostenendo con sensibilità le voci degli artisti in scena, mai sovrastate ma anzi valorizzate in ogni passaggio. Tra questi spicca l’interpretazione di Nicolò Balducci nel ruolo di Megacle, protagonista di una prova di grande espressività e notevole spessore tecnico. Altrettanto apprezzabili le performance di Loriana Castellano, intensa e misurata Aristea, e di Josè Maria Lo Monaco, che nei panni di Licida ha offerto un’interpretazione partecipe e vocalmente solida. Di ottimo livello anche gli altri artisti coinvolti: Christian Senn, convincente Clistene; Benedetta Mazzuccato, Argene di sicura presenza scenica e raffinata musicalità; Ana Maria Labin, che ha tratteggiato una Aminta di toccante sensibilità; e Roberto Lorenzi, preciso Alcandro. 

Al termine della recita grande successo del pubblico che affollava lo splendido Teatro Ristori di Verona, con applausi per tutti gli artisti, la stagione del Filarmonico di Verona proseguirà tra il 22 e il 29 marzo con il Falstaff di Verdi, nell’allestimento di Jacopo Spirei diretto da Giuseppe Grazioli e con Marco Filippo Romano al debutto nel ruolo del titolo.


Teatro Ristori
Verona | 27 febbraio 2026

L’Olimpiade
dramma musicale in tre atti RV 725
musica di Antonio Vivaldi
libretto di Pietro Metastasio

Clistene | Christian Senn
Aristea | Loriana Castellano
Licida | Josè Maria Lo Monaco
Megacle | Nicolò Balducci
Argene | Benedetta Mazzuccato
Aminta | Ana Maria Labin
Alcandro | Roberto Lorenzi

Orchestra e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

direttore | Giulio Prandi
regia | Emmanuel Daumas
scene | Alban Ho Van
costumi | Marie La Rocca
assistente ai costumi | Sophie Hampe
luci | Bruno Marsol
assistente alle luci | Manuella Mangalo
coreografia | Raphaelle Delaunay
direttore allestimenti scenici | Michele Olcese

Allestimenti del Théâtre des Champs Elysées



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