
Al Nationaltheater di Monaco di Baviera, lo scorso 30 marzo 2026, Onegin è tornato in scena confermandosi come uno dei balletti più intensi e accessibili del repertorio. Con la coreografia di John Cranko, sulle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij arrangiate da Kurt-Heinz Stolze, il dramma interiore dei personaggi prende forma con una chiarezza emotiva che conquista anche chi si avvicina al balletto per la prima volta.
Fin dalle prime scene si percepisce l’altissimo livello della produzione: danza, partitura e impianto scenico dialogano con equilibrio e raffinatezza. Le scene e i costumi firmati da Jürgen Rose restituiscono una Russia ottocentesca elegante e malinconica, contribuendo a costruire un’atmosfera immersiva e coerente. Sul podio, Marc Leroy-Calatayud accompagna con misura e sensibilità, valorizzando ogni passaggio senza mai sovraccaricare la scena.
Il cuore dello spettacolo è però il cast, capace di dare corpo e anima ai protagonisti. Osiel Gouneo costruisce un Onegin complesso, inizialmente distaccato ma progressivamente attraversato da un’intensità emotiva che emerge con forza nel finale. Accanto a lui, Ksenia Shevtsova disegna una Tatjana credibile e sfaccettata: dalla fragilità adolescenziale alla consapevolezza adulta, il suo percorso è raccontato con grande precisione espressiva.
Clark Eselgroth offre un Lenski particolarmente toccante, soprattutto nella scena che precede il duello, tra le più riuscite dell’intera serata. Elvina Ibraimova porta energia e leggerezza al personaggio di Olga, mentre Florian Ulrich Sollfrank conferisce al Principe Gremin una presenza elegante e autorevole. Solido anche il contributo di Séverine Ferrolier ed Elaine Underwood.
Uno degli elementi più riusciti di Onegin resta la sua capacità di narrare senza parole: gesti, sguardi e dinamiche coreografiche rendono immediatamente leggibili le relazioni tra i personaggi. I pas de deux, in particolare, sono costruiti con grande sensibilità e diventano il veicolo principale dell’emozione.
Il duetto finale tra Onegin e Tatjana rappresenta il culmine emotivo dello spettacolo: un momento sospeso, intenso, che lascia il pubblico in silenzio, completamente coinvolto.
Questa ripresa monacense si conferma come un esempio davvero riuscito di balletto: accessibile, curato in ogni dettaglio e capace di parlare a un pubblico ampio, senza rinunciare alla profondità. Un’esperienza che resta impressa, ben oltre l’ultima nota.
Nationaltheater
Monaco di Baviera | 30 marzo 2026
Onegin
balletto in tre atti
coreografia di John Cranko
dal romanzo di Aleksandr Puškin
musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Tatjana | Ksenia Shevtsova
Onegin | Osiel Gouneo
Olga | Elvina Ibraimova
Amico di Onegin | Clark Eselgroth
Conte Gremin | Florian Ulrich Sollfrank
Madama Larina | Séverine Ferrolier
Amme | Elaine Underwood
Bayerisches Staatsballett
Bayerisches Staatsorchester
direttore | Marc Leroy-Calatayud
coreografo | John Cranko
scenografo | Jürgen Rose
viola solista | Arben Spahiu
corno inglese solista | Heike Steinbrecher