Il Parsifal di Wagner alla Bayerische Staatsoper

Teatro, Home Page, Recensione, Musica, Opera5 months ago

Nel giorno di Pasqua la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera propone una ripresa del Parsifal di Wagner nella produzione per la regia di Pierre Audi e le scene di Georg Baselitz. Sul podio c’è Sebastian Weigle, nel ruolo del titolo il tenore wagneriano per eccellenza che risponde al nome di Clay Hilley e Anja Kampe che sostituisce la prevista Nina Stemme nel ruolo di Kundry. L’ultima opera di Richard di Wagner è un monumento in cui anche la spiritualità è declinata in molteplici forme, più o meno concrete e condivisibili, ma comunque in ottimo equilibrio l’una con l’altra. Si tratta di un lavoro molto difficile da risolvere in modo soddisfacente e nel caso di questa edizione sia la parte scenica che quella musicale mancano un po’ di ispirazione.

L’allestimento, montato nel 2018, se al debutto aveva deluso per le lacune a livello registico, a distanza di tempo risulta complessivamente gradevole nel suo carattere essenzialmente didascalico. Il secondo atto si conferma quello più statico, senza che ve ne sia un’apparente ragione, e vuole i cantanti disposti quasi sempre al proscenio riducendo essenzialmente l’esecuzione a una versione semiscenica. Solo le ragguardevoli doti sceniche della Kampe, le cui espressioni sono spesso magnetiche, riescono a salvarne le sorti, mantenendo viva l’attenzione nonostante la relativa brevità dell’atto. Le scene sono firmate come anticipato da Baselitz, artista giustamente celebrato nell’ambito delle arti figurative a livello mondiale; di carattere essenzialmente bidimensionale, bicolore, salvo lo splendido bosco del primo atto, hanno a nostro parere un valore più quantificabile sotto il profilo strettamente economico che visivo in teatro. I costumi di Florence von Gerkan sono essenzialmente borghesi e le luci di Urs Schönebaum quasi sempre tenui sono essenzialmente funzionali.

Venendo alla direzione, Sebastian Weigle ha il suo punto di forza nella conoscenza approfondita del repertorio wagneriano e nell’equilibrio psicofisico per affrontare titoli così impegnativi anche senza prove riuscendo ad arrivare senza incidenti alla fine della rappresentazione. Il gesto non è molto chiaro e soprattutto il braccio sinistro tende ad essere sempre troppo basso e rivolto verso l’interno. Difficile per l’orchestra capirne le intenzioni ma, trattandosi di una grande compagine, pur non vibrando come in altre occasioni, si apprezza comunque la compattezza tra le sezioni, i colori degli archi e la solidità degli ottoni. Ragguardevole è la prova del Coro, diretto da Christoph Heil, che predilige una scansione più delicata rispetto a colleghi tedeschi che tendono a sottolineare una scansione più consonantica a danno della morbidezza del suono. Venendo al cast, su tutti giganteggia Peter Mattei nel suolo di Amfortas. A parte la voce ancora intatta nonostante l’età e la lunga carriera, la morbidezza del canto e la profondità del fraseggio ne fanno un interprete ideale, giustamente festeggiato da prolungate acclamazioni al termine. Sottotono rispetto a prove del recente passato è invece Christof Fishesser nel ruolo di Gurnemanz mentre ottimo si conferma Josef Wagner, nel pur ridotto ruolo di Klingsor. Il protagonista Clay Hilley è molto dotato per natura ma, oltre a risentire di una certa genericità di approccio al ruolo, pur scandendo correttamente, fatica a trovare una cifra personale, perlomeno al momento. L’utilizzo delle mezze-voci è anche corretto ma, oltre al canto, in un ruolo così statico è essenziale un approccio più studiato anche sotto il profilo della recitazione. Dal punto di vista scenico eccelle Anja Kampe, che con carattere isterico e approccio felino riesce a ritagliarsi un ottimo risultato personale, a dispetto di una vocalità che risente di qualche sforzatura, soprattutto nel registro acuto. Ottimo infine Bálint Szabó (Titurel) e menzione d’onore per il nutrito stuolo di Fanciulle
fiore. Teatro esaurito, successo vivo e prolungato al termine di una recita durata circa 6 ore.


Bayerische Staatsoper
Monaco di Baviera | 5 aprile 2026

Parsifal
musica e libretto di Richard Wagner

Amfortas | Peter Mattei
Titurel |  Bálint Szabó
Gurnemanz | Christof Fischesser
Parsifal | Clay Hilley
Klingsor | Josef Wagner
Kundry | Anja Kampe
Erster Gralsritter | Kevin Conners
Zweiter Gralsritter | Paweł Horodyski
Stimme aus der Höhe | Shannon Keegan
Erster Knappe | Elene Gvritishvili
Zweiter Knappe | Shannon Keegan
Dritter Knappe | Dafydd Jones
Vierter Knappe | Samuel Stopford
Klingsors Zaubermädchen | Iana Aivazian, Elene Gvritishvili, Shannon Keegan, Nontobeko Bhengu, Mirjam Mesak, Meg Brilles lyper

Bayerisches Staatsorchester
Chorus und Extrachor der Bayerischen Staatsoper

direttore | Sebastian Weigle
maestro del coro | Christoph Heil
regia | Pierre Audi
scene | Georg Baselitz e Christof Hetzer
costumi | Florence von Gerkan
assistente | Tristan Sczesny
luci | Urs Schönebaum
Dramaturg | Klaus Bertisch, Benedikt Stampfli

 

 

ph. © Geoffroy Schied

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