
Nel giorno di Pasqua la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera propone una ripresa del Parsifal di Wagner nella produzione per la regia di Pierre Audi e le scene di Georg Baselitz. Sul podio c’è Sebastian Weigle, nel ruolo del titolo il tenore wagneriano per eccellenza che risponde al nome di Clay Hilley e Anja Kampe che sostituisce la prevista Nina Stemme nel ruolo di Kundry. L’ultima opera di Richard di Wagner è un monumento in cui anche la spiritualità è declinata in molteplici forme, più o meno concrete e condivisibili, ma comunque in ottimo equilibrio l’una con l’altra. Si tratta di un lavoro molto difficile da risolvere in modo soddisfacente e nel caso di questa edizione sia la parte scenica che quella musicale mancano un po’ di ispirazione.
L’allestimento, montato nel 2018, se al debutto aveva deluso per le lacune a livello registico, a distanza di tempo risulta complessivamente gradevole nel suo carattere essenzialmente didascalico. Il secondo atto si conferma quello più statico, senza che ve ne sia un’apparente ragione, e vuole i cantanti disposti quasi sempre al proscenio riducendo essenzialmente l’esecuzione a una versione semiscenica. Solo le ragguardevoli doti sceniche della Kampe, le cui espressioni sono spesso magnetiche, riescono a salvarne le sorti, mantenendo viva l’attenzione nonostante la relativa brevità dell’atto. Le scene sono firmate come anticipato da Baselitz, artista giustamente celebrato nell’ambito delle arti figurative a livello mondiale; di carattere essenzialmente bidimensionale, bicolore, salvo lo splendido bosco del primo atto, hanno a nostro parere un valore più quantificabile sotto il profilo strettamente economico che visivo in teatro. I costumi di Florence von Gerkan sono essenzialmente borghesi e le luci di Urs Schönebaum quasi sempre tenui sono essenzialmente funzionali.
Venendo alla direzione, Sebastian Weigle ha il suo punto di forza nella conoscenza approfondita del repertorio wagneriano e nell’equilibrio psicofisico per affrontare titoli così impegnativi anche senza prove riuscendo ad arrivare senza incidenti alla fine della rappresentazione. Il gesto non è molto chiaro e soprattutto il braccio sinistro tende ad essere sempre troppo basso e rivolto verso l’interno. Difficile per l’orchestra capirne le intenzioni ma, trattandosi di una grande compagine, pur non vibrando come in altre occasioni, si apprezza comunque la compattezza tra le sezioni, i colori degli archi e la solidità degli ottoni. Ragguardevole è la prova del Coro, diretto da Christoph Heil, che predilige una scansione più delicata rispetto a colleghi tedeschi che tendono a sottolineare una scansione più consonantica a danno della morbidezza del suono. Venendo al cast, su tutti giganteggia Peter Mattei nel suolo di Amfortas. A parte la voce ancora intatta nonostante l’età e la lunga carriera, la morbidezza del canto e la profondità del fraseggio ne fanno un interprete ideale, giustamente festeggiato da prolungate acclamazioni al termine. Sottotono rispetto a prove del recente passato è invece Christof Fishesser nel ruolo di Gurnemanz mentre ottimo si conferma Josef Wagner, nel pur ridotto ruolo di Klingsor. Il protagonista Clay Hilley è molto dotato per natura ma, oltre a risentire di una certa genericità di approccio al ruolo, pur scandendo correttamente, fatica a trovare una cifra personale, perlomeno al momento. L’utilizzo delle mezze-voci è anche corretto ma, oltre al canto, in un ruolo così statico è essenziale un approccio più studiato anche sotto il profilo della recitazione. Dal punto di vista scenico eccelle Anja Kampe, che con carattere isterico e approccio felino riesce a ritagliarsi un ottimo risultato personale, a dispetto di una vocalità che risente di qualche sforzatura, soprattutto nel registro acuto. Ottimo infine Bálint Szabó (Titurel) e menzione d’onore per il nutrito stuolo di Fanciulle
fiore. Teatro esaurito, successo vivo e prolungato al termine di una recita durata circa 6 ore.
Bayerische Staatsoper
Monaco di Baviera | 5 aprile 2026
Parsifal
musica e libretto di Richard Wagner
Amfortas | Peter Mattei
Titurel | Bálint Szabó
Gurnemanz | Christof Fischesser
Parsifal | Clay Hilley
Klingsor | Josef Wagner
Kundry | Anja Kampe
Erster Gralsritter | Kevin Conners
Zweiter Gralsritter | Paweł Horodyski
Stimme aus der Höhe | Shannon Keegan
Erster Knappe | Elene Gvritishvili
Zweiter Knappe | Shannon Keegan
Dritter Knappe | Dafydd Jones
Vierter Knappe | Samuel Stopford
Klingsors Zaubermädchen | Iana Aivazian, Elene Gvritishvili, Shannon Keegan, Nontobeko Bhengu, Mirjam Mesak, Meg Brilles lyper
Bayerisches Staatsorchester
Chorus und Extrachor der Bayerischen Staatsoper
direttore | Sebastian Weigle
maestro del coro | Christoph Heil
regia | Pierre Audi
scene | Georg Baselitz e Christof Hetzer
costumi | Florence von Gerkan
assistente | Tristan Sczesny
luci | Urs Schönebaum
Dramaturg | Klaus Bertisch, Benedikt Stampfli
ph. © Geoffroy Schied