Osterfestspiele Salzburg 2026 | Das Rheingold

I Berliner Philharmoniker tornano ad essere l’orchestra titolare del Festival di Pasqua di Salisburgo, rassegna fondata da Herbert von Karajan, la cui prima edizione risale al 1967. In vista dei lavori che porteranno alla chiusura temporanea del Großes Festspielhaus, la più capiente tra le sale, la nuova produzione de L’Anello del Nibelungo di Richard Wagner è concepita per lo spazio del Felsenreitschule. Come di consueto il programma della prossime edizioni è stato già anticipato in sede di apertura e, contrariamente alle aspettative, la Tetralogia non sarà presentata senza soluzione di continuità ma nel 2028 ci sarà una pausa e il titolo d’opera del Festival sarà Moses und Aaron di Schӧnberg.

Kirill, Petrenko direttore di consolidata esperienza anche nel repertorio wagneriano offre una lettura di ragguardevole intensità all’insegna di ritmi serrati che conferiscono alla narrazione un carattere nervoso e affascinante. Un ritmo così serrato, sottesa da una impeccabile coerenza agogica, solo apparentemente non si concentra sul dettaglio a beneficio dell’insieme. Si tratta invece di un’ interpretazione impeccabile che riesce ad essere approfondita evitando inflessioni analitiche che potrebbero risultare antiteatrali. Per l’orchestra, il cui suono è inconfondibile, non si possono profondere abbastanza lodi. 

Il cast è dominato dalla presenza autorevole di Christian Gerhaher (Wotan) si rivela essere sorprendente  anche per autorevolezza vocale oltre che per le capacità da fine dicitore per le quali il basso è rinomato. Accanto a lui Catriona Morison (Fricka) è caratterizzata da un carattere più elegiaco che polemico così come Jasmin White (Erda)  ha uno stile più classico che drammatico. Più convincenti o perlomeno in linea col gusto interpretativo cui siamo avvezzi, Thomas Cilluffo (Mime) e l’eccellente Brenton Ryan (Loge), che dopo Gerhaher si conferma il migliore in campo. Bene tutti gli altri con menzione d’onore per Gihoon Kim (Donner). 

Venendo alla parte visiva dello spettacolo, luogo dell’azione è una landa desolata all’indomani di una catastrofe. La scena consiste in una superficie ricoperta di ghiaccio arricchita da un gruppo di schermi mobili sospesi sui quali sono trasmessi dei video di Alberich che corre nudo in un paesaggio islandese. Kirill Serebbrennikov che cura la regia, le scene e costumi, opta per una lettura apolitica incentrata su uno spiritualismo che egli stesso ricava dal testo e traduce in una simbologia antropologica piena di riferimenti alla cultura africana. Servirebbe una dispensa per capire la validità dei riferimenti e i criteri con i quali sono stati scelti. L’impressione condivisa al termine della rappresentazione è che il regista abbia fatto ricorso a un’appropriazione culturale soggettiva e autoreferenziale, che nulla ha a che vedere con la musica di Wagner. A livello visivo e cromatico, gli splendidi costumi e i numerosi elementi di attrezzeria che arricchiscono l’enorme spazio scenico del Felsenreitschule risultano caratterizzati da un gusto kitsch più adatto a un musical che all’aura di sacralità del wagnerismo più ortodosso, quale ci si aspetterebbe in un contesto prestigioso come quello del Festival di Pasqua.

Si segnala che per il prossimo anno è già possibile prenotare. Nel fitto calendario spicca Die Walküre, con Lise Davidsen nel ruolo di Brünnhilde.


Osterfestspiele Salzburg
Felsenreitschule
Salisburgo | 6 aprile 2026

Das Rheingold
Prologo in un atto
Versi e musica di Richard Wagner

Wotan | CHRISTIAN GERHAHER
Donner | GIHOON KIM
Froh | THOMAS ATKINS
Loge | BRENTON RYAN
Alberich | LEIGH MELROSE
Mime | THOMAS CILLUFFO
Fasolt | LE BU
Fafner | PATRICK GUETTI
Fricka | CATRIONA MORISON
Freia | SARAH BRADY
Erda | JASMIN WHITE
Woglinde | LOUISE FOOR
Wellgunde | YAJIE ZHANG
Floßhilde | JESS DANDY

direttore | KIRILL PETRENKO
regia/scene/costumi | KIRILL SEREBRENNIKOV
Skulpturen / Co-Bühnenbild RECYCLE GROUP
luci | SERGEY KUCHER
video | YURII KARIKH
aiuto costumista | SLAVNA MARTINOVIC
aiuto scenografo | OLGA PAVLUK
coreografia |
 IVAN ESTEGNEEV / DELAVALLET BIDIEFONO
dramaturg | DANIIL ORLOV



 

ph. © Frol Podlesnyi

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