Dialogues des Carmélites di Poulenc al Regio di Torino

Teatro, Recensione, Home Page, Musica, Opera5 months ago

La stagione 2025/26 del Teatro Regio di Torino vedeva nelle scorse settimane uno dei titoli più attesi del cartellone: la storica produzione di Robert Carsen del 1997 di Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc che negli anni è approdata nei teatri di tutto il mondo (nel 2000 e nel 2004 andò in scena anche al Teatro alla Scala, diretto dal maestro Riccardo Muti), rendendo questo allestimento un vero e proprio classico del teatro operistico del Novecento. Inoltre ha contribuito a far conoscere ad un vasto pubblico quest’opera francese che prima di oggi mai era stata eseguita a Torino. 

A quasi trent’anni dal debutto, lo spettacolo di Robert Carsen conserva intatta la propria forza espressiva, rivelandosi ancora oggi di impressionante attualità e con una efficacia teatrale inequivocabile, vera firma del regista canadese. In questa interpretazione di Carsen, la scena si apre pressoché vuota, con un palcoscenico abitato da pochi oggetti e delimitato da alte pareti bianche, che diventano nel corso dello spettacolo elemento centrale della messinscena. Questo perimetro, muovendosi, trasforma continuamente lo spazio scenico grazie ai tagli di luce che si generano, dando vita ad alcuni degli effetti visivi più belli dell’intero allestimento. Le luci, firmate dallo stesso Carsen insieme a Cor van den Brink, scolpiscono lo spazio con rigore, amplificando il senso spirituale dell’opera. Tra le scene meglio riuscite si ricorda il funerale di Madame de Croissy, priora del convento: il suo corpo, dopo la veglia, si trasfigura in una siepe fiorita. Non meno toccante è l’ultimo colloquio tra Blanche e il fratello, carico di tensione, grazie alla parete formata dalle suore del convento, così come la scena conclusiva, di sconvolgente intensità emotiva: le suore, una dopo l’altra, cadono al suolo mentre cessano di cantare e danzare, inghiottite dalla violenza del popolo rivoluzionario che le circonda. Un finale che, nella sua essenzialità, raggiunge momenti di rara purezza.

Sul podio abbiamo trovato Yves Abel, al debutto al Teatro Regio di Torino, nonché primo direttore di questo allestimento alla Dutch National Opera di Amsterdam nel 1997. Il direttore franco-canadese è esperto conoscitore del repertorio francese e di questa opera che infatti dirige con grande perizia, moderando i volumi, mantenendo un grande rigore ritmico e tenendo sempre alta la tensione drammatica, in un implacabile crescendo verso il drammatico finale. Bene lo ha assecondato l’ottima Orchestra del Teatro Regio al suo primo incontro con questa partitura, così come da lodare è stato l’apporto del Coro del Teatro Regio preparato ora da Gea Garatti Ansini, da poco nuova direttrice del coro torinese. 

La tormentata Blanche de La Force era interpretata da Ekaterina Bakanova, ascoltata al Regio in Manon di Massenet circa un anno e mezzo fa. Il soprano russo ha voce lirica, dotata di buona proiezione, molto luminosa, perfetta per delineare una giovane ragazza. Il fraseggio risulta preciso e grazie ad esso le parole arrivano con grande forza drammatica all’ascoltatore. Di grande spessore drammatico è stata anche l’interpretazione di Sylvie Brunet-Grupposo nei panni di Madame de Croissy, grazie ad una voce ben timbrata in tutti  registri, al totale servizio del testo  e grazie ad una coinvolgente presenza scenica. Cristallina è stata invece la voce di Francesca Pia Vitale, qui impegnata come Soeur Constance de Saint-Denis. Supportata da un’ottima tecnica vocale, Il giovane soprano è riuscito perfettamente ad incarnare la purezza del personaggio di Soeur Constance. Sally Matthews è stata una nobile Madame Lidoine, impersonata con voce lirica brunita. Ottima la Mère Marie de l’incarnation del mezzosoprano Antoinette Dennefeld, dotata di voce calda e da un fraseggio scolpito, incisivo nel rendere il carattere inflessibile del personaggio. Per quanto riguarda il versante maschile, Valentin Thill è stato un Chevalier de La Force dal timbro fresco e interpretazione accorata, mentre solido è stato il contributo di Jean-François Lapointe come Marquis de La Force. Di grande intensità la prova di Krystian Adam come cappellano, mentre meno centrato e meno udibile è stato Isaac Galàn come carceriere e commissario. Numerosissime le parti di contorno, tutte ben caratterizzate: Lorrie Garcia (Mère Jeanne de l’Enfant Jésus), Martina Myskohild (Soeur Mathilde), Roberto Accurso (ufficiale e Thierry), Matthieu Justine (commissario), Eduardo Martinez (Monsieur Javelinot).

Un teatro gremito ha accolto con calorosi e prolungati applausi tutti gli artisti impegnati sul palcoscenico, insieme al maestro Abel. Il prossimo appuntamento con la stagione lirica del Regio è fissato a partire dal 6 maggio, con la nuova produzione de I puritani di Bellini, diretta da Francesco Lanzillotta e affidata alla regia di Pierre-Emmanuel Rousseau.


Teatro Regio
Torino | 12 aprile 2026

Dialogues des Carmélites
Opera in tre atti e dodici quadri
libretto tratto dalla pièce di Georges Bernanos
musica di Francis Poulenc

Marquis de La Force | Jean-François Lapointe
Blanche de La Force | Ekaterina Bakanova
Le Chevalier de La Force | Valentin Thill
Madame de Croissy | Sylvie Brunet-Grupposo
Madame Lidoine | Sally Matthews
Mère Marie de l’incarnation | Antoinette Dennefeld
Soeur Constance de Saint-Denis | Francesca Pia Vitale
Mère Jeanne de l’Enfant Jésus | Lorrie Garcia
Soeur Mathilde | Martina Myskohild
Il cappellano del Carmelo | Krystian Adam
il carceriere e Secondo commissario | Isaac Galàn
Un ufficiale e Thierry | Roberto Accurso
Primo commissario | Matthieu Justine
Monsieur Javelinot | Eduardo Martinez

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino

direttore | Yves Abel
maestro del coro | Gea Garatti Ansini
regia | Robert Carsen
ripresa da Christophe Gayral
scene | Michael Levine
costumi | Falk Bauer
coreografia | Philippe Giraudeau
luci | Robert Carsen e Cor van den Brink
drammaturgia originale | Ian Burton
assistente alle scene | Alejandra Gonzàlez
assistente ai costumi | Bettina Hinteregger
direttore dell’allestimento | Antonio Stallone




 

ph. Daniele Ratti

Leave a reply

Previous Post

Next Post

Sidebar
Scroll to Top
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...